Preistoria profonda
science
c. 500,000 BCE
Tracce dell'età della pietra
La regione di Harare era abitata molto prima che qualcuno immaginasse una capitale su questo altopiano. Le prove archeologiche dallo Zimbabwe indicano una presenza umana circa 500,000 anni fa, il che significa che la storia più antica della città comincia con utensili di pietra, praterie aperte e un clima che cambiava sotto i piedi delle persone.
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c. 2000 BCE
Arte rupestre a Domboshava
Circa 30 kilometers a nord-est del centro di Harare, pittori san lasciarono figure di animali e umane sul granito di Domboshava. Restando lì nella luce della stagione secca, la pietra conserva ancora una tenue memoria rossa di persone che conoscevano questo altopiano come riparo, territorio di caccia e superficie sacra molto prima che una mappa lo chiamasse Salisbury o Harare.
Entroterra shona e Mutapa
public
c. 500 CE
I mondi shona mettono radici
Tra circa il V e il X secolo, comunità bantu si insediarono sull'altopiano dello Zimbabwe e plasmarono il mondo da cui emerse la società shona. L'area della futura Harare entrò a far parte di quella zona agricola e commerciale: bestiame, grano, lavorazione del ferro e autorità rituale erano legati a una terra che sembrava aperta ma aveva già dei proprietari.
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c. 1400
L'estensione settentrionale del Mutapa
La maggior parte degli studiosi colloca l'altopiano attorno all'odierna Harare nell'orbita dello stato Mutapa tra il XIV e il XVII secolo. La città ancora non esisteva, ma la geografia politica sì, e conta: le successive pretese coloniali su una terra vuota erano una finzione travestita da burocrazia.
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c. 1850
La terra del capo Neharawa
Nel XIX secolo, il sito sotto la collina granitica poi chiamata Harare Kopje era associato al capo Neharawa, talvolta reso come Neharawe. Il suo insediamento diede alla futura città il nome postcoloniale, una correzione silenziosa iscritta nella geografia quasi un secolo dopo la conquista.
Salisbury coloniale
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1888
Rhodes si procura le carte
Il 30 ottobre 1888, gli agenti di Cecil Rhodes ottennero dal re Lobengula la concessione Rudd. Qui l'inchiostro fece il lavoro della polvere da sparo: quel documento diventò una delle finzioni giuridiche usate per giustificare il dominio della compagnia e l'appropriazione dell'altopiano.
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1890
Nasce Fort Salisbury
La Pioneer Column raggiunse il sito paludoso sotto il kopje il 12 settembre 1890 e il giorno dopo issò la Union flag. Non fu una cerimonia di fondazione cortese, ma un'occupazione armata, con carri, fango, fucili e l'inizio di una capitale di coloni imposta su terra shona.
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1896
La Prima Chimurenga raggiunge Salisbury
Durante l'insurrezione anticoloniale del 1896-1897, Salisbury servì da centro amministrativo della risposta dei coloni. La paura attraversava le strade sottili della città mentre le forze della British South Africa Company schiacciavano la resistenza shona e ndebele con la violenza che l'impero preferiva non descrivere troppo da vicino.
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1899
La ferrovia cambia la città
Quando la linea da Beira raggiunse Salisbury nel 1899, l'insediamento smise di essere un avamposto militare isolato e divenne un nodo di trasporti e commerci. Vapore, fumo di carbone e carri merci legarono la città a porti, miniere e a un'economia coloniale più interessata alla velocità che alla giustizia.
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1902
Capitale della Rhodesia del Sud
Salisbury divenne capitale della Rhodesia del Sud nel 1902. Seguirono uffici governativi, pianificazione razziale e cerimonie pubbliche, trasformando la città nel centro nevralgico di una colonia costruita sull'esclusione e sull'attenta divisione di chi poteva vivere dove.
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1903
Un museo apre sotto l'impero
Il Queen Victoria Museum aprì nel 1903, l'istituzione poi nota come Zimbabwe Museum of Human Sciences. I musei coloniali amavano disporre le storie dei popoli conquistati in teche di vetro; eppure questo avrebbe finito per custodire oggetti capaci di raccontare una storia molto più lunga di quella dell'impero.
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1907
Viene tracciata Harari Township
Il quartiere poi noto come Mbare fu fondato nel 1907 con il nome di Harari, il primo grande township africano di Salisbury. I suoi cortili affollati, le beer hall, i mercati e le linee di autobus divennero uno dei veri motori della città, anche se i pianificatori coloniali trattavano la vita urbana africana come qualcosa da contenere più che da capire.
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1913
Comincia la costruzione della cattedrale
La costruzione della cattedrale anglicana di St Mary and All Saints, progettata da Herbert Baker, iniziò nel 1913. L'edificio richiese decenni per essere completato, il che sembra appropriato: pietra dopo pietra, Salisbury stava imparando come l'impero voleva apparire quando si traduceva in archi gotici e luce filtrata dalle vetrate.
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1919
La Salisbury di Doris Lessing
Doris Lessing, nata nel 1919, studiò a Salisbury e in seguito scrisse con lucidità tagliente sull'ordine razziale della Rhodesia coloniale. La città le diede un materiale da cui non si liberò mai: giardini aridi, crudeltà sociale e le maniere fragili di un mondo di coloni che fingeva di essere permanente.
Cultura tardo-coloniale
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1945
Thomas Mapfumo a Mbare
Thomas Mapfumo nacque nel 1945 e da bambino si trasferì nel township di Mbare a Salisbury, dove i paesaggi sonori del quartiere lo plasmarono. Rumore di strada, gruppi delle beer hall, ritmi shona e pressione urbana confluirono tutti nella musica chimurenga che in seguito trasformò in una forza nazionalista.
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1948
Scuola di musica, nuove ambizioni
Lo Zimbabwe College of Music fu fondato nel 1948, aggiungendo un serio luogo di formazione alla vita culturale della città. Salisbury restava rigidamente segregata, ma la musica continuava a scivolare oltre confini che politici e urbanisti avevano passato anni a sorvegliare.
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1952
L'università prende forma
L'University College of Rhodesia and Nyasaland fu fondato nel 1952 e spostò le sue attività a Mount Pleasant entro il 1957. Aule, laboratori e politica studentesca diedero alla città un profilo intellettuale più netto, insieme ai dibattiti che le capitali coloniali temono sempre quando i giovani cominciano a leggere sul serio.
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1952
L'Highfield di Oliver Mtukudzi
Oliver Mtukudzi nacque a Highfield nel 1952, uno dei township africani di Salisbury più carichi di tensione politica. Harare modellò la sua voce prima che il mondo la ascoltasse: chiese di quartiere, autobus, stanze di famiglia e una città che imparava a cantare attraverso la pressione, non aggirandola.
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1957
Apre la National Gallery
La National Gallery of Rhodesia aprì il 16 luglio 1957. Sotto Frank McEwen diventò uno dei luoghi in cui la moderna scultura zimbabwese trovò spazio per respirare, dimostrando che il futuro culturale della città non sarebbe stato scritto soltanto nella pietra coloniale e nei verbali governativi.
Federazione e UDI
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1959
L'Harare di Tsitsi Dangarembga
Nata nel 1959, Tsitsi Dangarembga studiò a Salisbury e poi all'Università dello Zimbabwe a Harare, dove costruì parte della sua carriera letteraria e cinematografica. La sua Harare non ha nulla della cartolina graziosa; è più affilata, piena di tensione di classe, ambizione femminile e stanze in cui il silenzio fa metà del lavoro.
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1965
L'UDI congela la città
L'11 novembre 1965 il governo di Ian Smith emanò la Dichiarazione unilaterale d'indipendenza, e Salisbury divenne la capitale di uno stato della minoranza bianca non riconosciuto. I palazzi degli uffici continuavano a ronzare, il traffico a muoversi, ma la città era entrata in un vicolo cieco politico difeso da censura, forza e dalla fantasia che il tempo potesse fermarsi.
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1977
L'attentato a Woolworths
Il 6 agosto 1977 un attentato al Woolworths nel centro di Salisbury uccise 11 civili e ne ferì 76. La guerra urbana era entrata nel quartiere dello shopping, che è un modo per dire che nessuno poteva più fingere che il conflitto stesse avvenendo soltanto in lontani campi nella boscaglia.
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1978
Il deposito di carburante va in fiamme
L'attacco al deposito di carburante di Southerton dell'11 dicembre 1978 distrusse 22 dei 28 serbatoi di stoccaggio e circa 17 million gallons di carburante. Il fuoco colorò di arancione il cielo notturno e Salisbury capì che aspetto abbia il sabotaggio quando supera i tetti e riscrive in una sola sera l'aritmetica della guerra.
Harare indipendente
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1980
L'indipendenza arriva a Salisbury
Lo Zimbabwe divenne indipendente il 18 aprile 1980, con celebrazioni concentrate nella capitale e Bob Marley in concerto al Rufaro Stadium. La città ascoltò un nuovo inno, vide nuove bandiere e si trovò davanti al compito più duro del mattino dopo: trasformare il simbolismo della vittoria in una capitale vivibile per una nazione a maggioranza nera.
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1982
Salisbury diventa Harare
Il 18 aprile 1982 la città fu ufficialmente rinominata Harare, dal nome dell'insediamento del capo Neharawa vicino al kopje. I nomi contano. Questo cancellò una dedica coloniale e riportò la memoria locale sulla mappa, dove tutti potessero leggerla.
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1982
Heroes Acre sulla collina
National Heroes' Acre fu completato nel 1982 a sud della città, un memoriale di stato alla lotta di liberazione con forme monumentali in cemento e viste panoramiche verso Harare. Il luogo è solenne, teatrale e carico di politica nello stesso momento, che è spesso il modo in cui le nuove nazioni scelgono di ricordare i propri morti.
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1991
La Dichiarazione di Harare
I leader del Commonwealth si riunirono a Harare nell'ottobre 1991 ed emisero la Dichiarazione di Harare, un testo su democrazia e diritti umani che portò il nome della città nel mondo. L'ironia si sarebbe fatta più pesante col tempo, ma in quella settimana Harare sembrò una capitale capace di parlare in frasi internazionali invece che in liti domestiche.
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1996
Eastgate riscrive lo skyline
L'Eastgate Centre fu completato nel 1996, progettato dall'architetto nato a Harare Mick Pearce con un raffrescamento passivo ispirato ai termitai. L'edificio respira invece di limitarsi a sparare aria condizionata, e questo lo rende uno di quei rari pezzi d'architettura che sembrano intelligenti senza vantarsene.
Crisi e riassetto
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2005
Operazione Murambatsvina
Nel 2005 Harare divenne il primo bersaglio dell'Operazione Murambatsvina, la campagna di demolizioni e sgomberi forzati che distrusse case, mercati e mezzi di sostentamento. Interi quartieri furono ridotti a polvere e metallo piegato; i poveri della città pagarono il potere dello stato in mattoni, coperte e nella brusca assenza di muri.
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2008
Il colera mette a nudo le tubature
L'epidemia di colera del 2008-2009 colpì Harare con particolare durezza, con Budiriro tra i sobborghi più colpiti. Fu sì un disastro di sanità pubblica, ma anche municipale: reti idriche in pezzi, servizi igienici falliti e una capitale costretta a vedere cosa succede quando le infrastrutture marciscono in silenzio per anni.
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2017
I soldati prendono la capitale
Il 15 novembre 2017 i militari occuparono punti chiave di Harare e misero Robert Mugabe agli arresti domiciliari, ponendo fine pochi giorni dopo ai suoi 37 anni di potere. La città vide carri armati sulle sue strade e imparò, ancora una volta, che qui le svolte politiche arrivano spesso prima con le uniformi e solo dopo con il linguaggio costituzionale.
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2023
Il parlamento si sposta a Mount Hampden
Entro la fine del 2023, l'attività parlamentare si era spostata verso il nuovo Parlamento a Mount Hampden, circa 25 kilometers a nord-ovest del centro di Harare. La capitale resta il palcoscenico politico del paese, ma questo trasferimento ne ha spinto la geografia verso l'esterno, come se lo stato stesse cercando di costruirsi uno sfondo più nuovo di quello che il vecchio centro poteva ancora offrire.