Tashkent.

41° N · 69° E Uzbekistan

Tashkent all’alba profuma di cumino e fumo di tandyr. La metro apre alle 5:04 e alle 5:15 esce già il primo non, il pane rotondo a otto petali, ancora bollente, dai forni d’argilla nascosti nei cortili della città vecchia. La capitale dell’Uzbekistan non si annuncia: vi entra nei polmoni.

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Tashkent, Uzbekistan
Tashkent · Uzbekistan
12
attrazioni
2–3 giorni
durata del viaggio
Primavera (aprile–maggio) e autunno (settembre–ottobre)
stagione migliore
IT · EN
narrazione

01 An introduzione

sintetizzato da oltre 240 fonti ·

TTashkent all’alba profuma di cumino e fumo di tandyr. La metro apre alle 5:04 e alle 5:15 esce già il primo non, il pane rotondo a otto petali, ancora bollente, dai forni d’argilla nascosti nei cortili della città vecchia. La capitale dell’Uzbekistan non si annuncia: vi entra nei polmoni.

È l’unica metropolitana dell’Asia centrale dove ogni stazione è un museo da visitare con 12 centesimi. I mosaici indaco di Kosmonavtlar mostrano cosmonauti sospesi sopra la banchina; a Mustaqillik Maydoni colonne di marmo si alzano come lava raffreddata. I treni sferragliano accanto a ministeri brutalisti costruiti dopo il terremoto del 1966, che cancellò 300.000 case in 15 secondi: gli architetti ricominciarono semplicemente su una griglia abbastanza larga per carri armati e platani.

Fra la griglia sovietica scorre una città parallela: mahalla dove i ragazzi giocano a scacchi sotto i gelsi, donne che vendono insalata coreana di carote accanto ai sottaceti uzbeki fermentati e un palazzo dei Romanov, costruito da un granduca caduto in disgrazia ed esiliato per essere fuggito con un’americana, nascosto dietro un asilo. Il genio di Tashkent sta nell’accatastare secoli uno accanto all’altro senza chiedere permesso.

Budget Friendly Photography Hotspot

02 Perché Tashkent.

Cosa rende questo luogo degno di rallentare il passo.

La metro come galleria d’arte

Le stazioni della metro di Tashkent sono musei sotterranei: i mosaici indaco dei cosmonauti a Kosmonavtlar, le miniature in ceramica di Alisher Navoi, tutte costruite nel 1977 come propaganda sovietica da attraversare per 1.500 UZS. Fotografare era vietato fino al 2018; fatelo adesso, prima che il bagliore del marmo sparisca sotto i retrofit a LED.

Il palazzo d’esilio di uno zar

Il granduca Romanov, cugino dell’ultimo zar, costruì il suo modesto palazzo in via Gafur Gulyam dopo essere stato esiliato per aver rubato i diamanti di famiglia per finanziare una storia con un’americana. La villa gialla sopravvive come eccentrico Museo Statale delle Arti Applicate, con i parquet che scricchiolano ancora di pettegolezzi Romanov.

Il brutalismo del dopoterremoto

Il terremoto del 1966 rase al suolo 300.000 case; Mosca ricostruì Tashkent in cemento colato, creando la più vasta vetrina brutalista fuori da Minsk. Dal bar al 17° piano dell’Hotel Uzbekistan potete bere sopra la griglia esatta dove un tempo i chinara facevano ombra ai giocatori di scacchi, finché nel 2009 non furono abbattuti per fare spazio a un palazzo dei congressi.


03 Luoghi da visitare.

Non ogni monumento, solo quelli davanti ai quali ti accompagneremmo di persona.

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Tutti i 17 luoghi di Tashkent

04 Quartieri.

Dove vagare, quartiere per quartiere — ognuno con il suo ritmo.

01

Città Vecchia (Eski Shahar)

Partite dalla cupola turchese del bazar Chorsu: al piano terra i macellai fanno a pezzi la carne di cavallo, al piano superiore i venditori di spezie alzano piramidi di zafferano. Dietro il mercato, i vicoli si restringono fino alla larghezza delle spalle; la madrasa Kukeldash del XVI secolo si nasconde dietro fili di bucato. Il pane non arriva alle 7 del mattino; per le 8 le chaikhana versano tè verde in ciotole a forma di pera. Le preghiere del venerdì traboccano dalla moschea Hazrati Imam, le cui colonne di sandalo arrivarono dalla Cina sul dorso dei cammelli quattro secoli fa.

02

Griglia sovietica (centro)

Piazza Amir Temur è circondata da un hotel di 17 piani a forma di piastra per waffle, l’Hotel Uzbekistan, dove il bar al 17° piano serve birre da 4 $ e un panorama sul vecchio podio di Lenin, oggi sormontato da Timur a cavallo. I viali sono larghi 80 metri perché i pianificatori volevano far passare due carri armati affiancati. Le stazioni della metro fanno anche da bunker; la discesa sulle scale mobili dura due minuti, il tempo di una telefonata o di una calligrafia sul telefono. I viali sono larghi 40 metri, costruiti per parate che non arrivarono mai. Scendete nella metro: ogni stazione costa un gettone, fotografare è consentito dal 2018 e il marmo è ancora freddo della montagna da cui è stato estratto.

03

Chilanzar

Il microdistretto 14 è il posto dove i tassisti vanno per un laghman alle 2 di notte: noodles tirati a mano unti di grasso d’agnello, con aceto nero a parte. Qui i somsa sono triangolari, e il grasso della coda di agnello si scioglie dentro l’impasto. I palazzi si alzano come tessere beige del domino, ma nei cortili si nascondono tandyr accesi dagli anni Settanta. Si parla meno russo e più uzbeko. I prezzi si dimezzano se chiedete nella lingua del posto.

04

Yunusabad

Al mercato del mattino senza nome, nonne coreane vendono kimchi accanto al miele uzbeko a nido d’ape. Stalin fece deportare qui i loro genitori nel 1937; oggi mescolano l’insalata fermentata di carote con gli stessi cucchiai. L’odore è di aglio e aceto, abbastanza pungente da svegliare i fantasmi sovietici. I migliori manti, ravioli al vapore di zucca grandi come palline da tennis, vengono serviti in un caffè seminterrato senza insegna. La linea della metro finisce qui; oltre, la città si assottiglia fino ai campi di cotone.

05

Broadway (striscia pedonale tra Amir Temur e Piazza dell’Indipendenza)

È il soprannome locale del mezzo chilometro al neon di via Navoi. I ritrattisti si sistemano sotto gli olmi; gli adolescenti sfrecciano sui rollerblade accanto ai carretti dei popcorn. Al tramonto compaiono le griglie per lo shashlik e il fumo sale verso i mosaici degli anni Settanta dell’ex Museo Lenin. Una birra costa 8.000 som se restate in piedi; 15.000 se vi sedete. I musicisti di strada suonano rock sovietico su chitarre malconce, mentre le monete tintinnano nei cappelli di pelliccia dell’epoca sovietica.

Cronologia storica

Una città modellata da imperi e terremoti

Da avamposto commerciale della Via della Seta a vetrina sovietica

Periodo antico
ca. 800 a.C.

Arriva la cultura Burgulik

Tribù pastorali scavano capanne seminterrate nel fondo della valle del Chirchiq. Fondono rame, allevano pecore e tracciano canali d’irrigazione dall’acqua che scende dalle montagne. Il loro forte collinare di Shashtepa controllerà questa ansa del fiume per tre secoli.

ca. 100 a.C.

La prima fondazione

Mercanti diretti a est da Samarcanda piantano le tende dove la strada carovaniera attraversa il Chirchiq. La chiamano Dzhadzh, poi Chach. Il terreno è scuro, l’acqua dolce. Passerà un millennio prima che qualcuno la chiami Tashkent, la “Città di pietra”.

Periodo islamico medievale
706 d.C.

Conquista araba

I cavalieri omayyadi entrano dalle porte all’alba. Bruciano gli idoli sogdiani nella piazza centrale e costruiscono una moschea con gli stessi mattoni di fango. Il richiamo alla preghiera prende il posto del clangore dei campanacci delle carovane. L’Islam è arrivato ai margini della steppa.

ca. 1000

Al-Biruni registra il nome

Nelle sue tavole astronomiche il polimata scrive “Tashkent” per la prima volta. Il mercato vende lapislazzuli del Badakhshan, carta di Samarcanda e schiavi della steppa. Le carovane riposano sotto i platani prima della spinta di 400 chilometri verso Kashgar.

Periodo mongolo
1219–1220

La tempesta mongola

I cavalieri di Gengis Khan circondano le mura di fango. Spingono davanti a sé i prigionieri come scudi umani. Quando la città cade massacrano ogni essere vivente e distruggono i canali d’irrigazione. L’oasi torna deserto. Tashkent avrà bisogno di un secolo per respirare di nuovo.

Periodo timuride
1451

Sorge la moschea Dzhuma

Gli artigiani di Timur innalzano una moschea del venerdì sulle rovine della vecchia cittadella. Dodici tronchi di pioppo sostengono il tetto; il mihrab guarda verso la Mecca oltre 2.500 chilometri di steppa. Yunus Khan pregherà qui prima di partire a incontrare suo nipote Babur.

1487

Muore Yunus Khan

L’ultimo sovrano chinggiside di Tashkent viene sepolto sotto una pietra semplice. Parlava persiano a corte, turco nel bazar e mongolo con i suoi cavalli. La sua morte lascia l’oasi aperta agli uzbechi shaybanidi che scendono dal Dasht-i-Kipchak.

Età d’oro shaybanide
1569

Costruzione della madrasa Kukeldash

Abdullah Khan ammassa 2 milioni di mattoni in un portale turchese accanto alla sorgente di Chorsu. Gli studenti imparano a memoria i versetti del Corano in celle non più larghe di un tappeto. Dal minareto il muezzin osserva il bazar: tintori di seta a nord, venditori di meloni a sud.

Periodo di Kokand
1784

Indipendenza della città-stato

Dopo decenni di guerra civile, i quattro quartieri si uniscono sotto Yunus-Khoja. Conia monete di rame con il proprio nome e costruisce la fortezza di Urda. Le carovane dirette in Cina pagano denaro di protezione alle porte. Tashkent è piccola, ma è loro.

Periodo imperiale
15 giugno 1865

Presa russa

I 1.900 fucilieri del colonnello Chernyayev scalano di notte le mura di fango. La guarnigione di Kokand fugge nel panico; la città vecchia brucia per tre giorni. Entro due anni Tashkent diventa capitale del Turkestan russo. Le campane ortodosse sostituiscono il richiamo del muezzin.

1891

Esilio dei Romanov

Il granduca Nicholas Constantinovich costruisce un palazzo liberty sul canale. Era stato bandito da San Pietroburgo per aver rubato i diamanti di sua madre. A Tashkent pianta castagni e introduce l’elettricità. I locali lo chiamano il “principe pazzo”.

1916

Rivolta contro la coscrizione

I governatori russi pretendono che gli uomini musulmani scavino trincee sul fronte persiano. In risposta 100.000 uzbechi insorgono in tutta la valle. Bruciano uffici delle tasse e tagliano i fili del telegrafo. Ci vogliono sei mesi per soffocare la rivolta. I semi del nazionalismo sono gettati.

Rivoluzione e primo periodo sovietico
novembre 1917

Presa del potere sovietico

Soldati russi e ferrovieri proclamano il Soviet di Tashkent. Escludono i musulmani dal voto. Le Guardie Rosse pattugliano il quartiere europeo; le porte della città vecchia si chiudono al tramonto. Il Turkestan diventa la prima repubblica dell’Asia centrale sotto il pollice di Mosca.

1924

Arriva il Corano di Uthman

Gli etnografi di Stalin spediscono il manoscritto del VII secolo da Ufa a Tashkent. Le pagine di pelle di vitello, scritte entro 30 anni dalla morte del Profeta, viaggiano in una cassa d’acciaio sotto scorta armata. Sopravviveranno al terremoto dentro una cassaforte di cemento.

Seconda guerra mondiale
1941–1945

Polo di evacuazione in tempo di guerra

Tashkent raddoppia da un giorno all’altro. Le fabbriche evacuate da Leningrado vengono rimontate accanto al canale; 200.000 profughi riempiono le mahalla. Di notte il cielo si illumina per i forni siderurgici. La città nutre il fronte con motori d’aereo e carne in scatola.

Tardo periodo sovietico
26 aprile 1966

Il terremoto sconvolge la città

Alle 5:23 del mattino il terreno sussulta per otto secondi. Le case di adobe si dissolvono; i palazzi sovietici si spaccano a metà. Muoiono 78 persone, 300.000 restano senza casa. Architetti da Leningrado arrivano nel giro di settimane. Ricostruiranno in cemento armato e mosaici luminosi.

11 gennaio 1966

Muore Shastri

Il primo ministro indiano firma un trattato di pace con il Pakistan, poi crolla nella sua villa in via Pushkin. Ufficialmente un infarto; le teorie del complotto si moltiplicano. Il corpo viene rimpatriato su un aereo militare sovietico. Tashkent diventa una nota a margine della Guerra fredda.

1977

Apre la metro

La stazione Kosmonavtlar scintilla di mosaici blu dedicati a Yuri Gagarin. Per 40 anni è vietato fotografare: i tunnel fungono anche da rifugi nucleari. I treni passano ogni 90 secondi; il biglietto costa cinque copechi. È la prima metropolitana dell’Asia centrale.

Indipendenza e periodo moderno
1996

Ritorna Amir Timur

Una statua equestre di Tamerlano sostituisce Lenin nella piazza centrale. Il bronzo è stato fuso a Mosca; il piedistallo è in granito locale. I manifesti proclamano “Forza nell’unità”. La storia viene riscritta: il conquistatore mongolo diventa un eroe uzbeko.

2025

Khast Imam rinasce

Le gru sorvolano il complesso del XVI secolo. La madrasa Barak-Khan è avvolta dalle impalcature; dietro si alza il nuovo Centro Culturale Islamico. I turisti fotografano il Corano di Uthman dietro vetri antiproiettile. La città sta ricostruendo il suo cuore sacro.

Oggi

06 Chi ha vissuto qui.

Le persone che hanno plasmato la città — e ne sono state plasmate.

Ciclista nato nel 1964

Djamolidine Abdoujaparov

Nato qui

Il “Terrore di Tashkent” ha vinto tre maglie verdi al Tour de France sprintando come se stesse ancora schivando il traffico di Chorsu. Oggi allena i giovani sugli stessi viali dove un tempo correva più veloce delle auto.

Ginnasta olimpica nata nel 1975

Oksana Chusovitina

Nata qui

Ha partecipato a otto Olimpiadi, prima per l’Unione Sovietica e poi per l’Uzbekistan, allenandosi nella stessa palestra degli anni Settanta vicino alla metro Pushkin. Il martedì salta ancora lì, a 51 anni, mentre i ragazzi fanno la fila per un selfie.

Comandante ribelle sogdiano ca. 400–328 a.C.

Spitamenes

Attivo in questa regione

Guidò incursioni di guerriglia contro Alessandro Magno dalla steppa che oggi corrisponde ai sobborghi settentrionali di Tashkent. Le sue tattiche mordi e fuggi sono ancora studiate all’Università delle Forze Armate uzbeke in via Gafur Gulyam.

Poetessa 1915–1996

Zulfiya Isroilova

Nata e morta qui

I suoi versi sommessi le valsero il Premio Stalin sotto un regime e funerali di Stato sotto un altro. Il suo appartamento affacciato su Piazza dell’Indipendenza è oggi un minuscolo museo dove ogni 8 marzo le studentesse recitano le sue poesie d’amore.

Astrofisico nato nel 1943

Rashid Sunyaev

Nato qui

Capì come gli ammassi di galassie deformano il fondo cosmico a microonde, lavoro iniziato nel vecchio planetario astronomico di Tashkent, oggi club scientifico per bambini. Quando le immagini di Chandra della NASA gli diedero ragione, l’osservatorio locale organizzò una festa a base di plov in suo onore.

Direttore della centrale di Chernobyl 1935–2021

Viktor Bryukhanov

Nato qui

Esiliato a Tashkent dopo il disastro del 1986, trascorreva le serate passeggiando sugli stessi viali silenziosi costruiti da un altro cugino Romanov in esilio. Gli ingegneri del Politecnico di Tashkent discutono ancora se il manoscritto delle sue memorie sia custodito in una cassetta di sicurezza di famiglia.

08 Dove mangiare.

Dove i locali prenotano davvero per cena — non i menù da turisti.

Centro del plov

Centro del plov

Un cortile di calderoni grandi come un magazzino vicino alla Torre della TV, dove si servono in un colpo solo 2.000 piatti di plov alla tashkentese: riso, agnello, ceci e olio di semi di cotone mescolati con una pala. Chiedete il topping di salsiccia di cavallo “kazi”; arriva affettato come un pepperoni, ma sa di fieno affumicato.

★ scelta dai local
Non dai forni d’argilla tandyr

Non dai forni d’argilla tandyr

Pani rotondi timbrati, cotti contro pareti verticali d’argilla a 400 °C per 90 secondi: gommosi, affumicati e ancora a 3.000 UZS in qualsiasi bancarella di Chorsu. Spezzateli, non tagliateli; il centro stampato è riservato agli ospiti.

★ scelta dai local
Somsa verde

Somsa verde

Fagotti grandi come un pallone da football ripieni di spinaci, aneto e palline salate di qurut, venduti da forni ricavati da bidoni d’olio fuori dalle fermate della metro. La crosta si spezza come cotenna croccante, pur essendo del tutto vegetariana.

★ scelta dai local
Shashlik al Caravan

Shashlik al Caravan

Un ristorante in stile antico caravanserraglio dietro Khast Imam, dove il grasso della coda di agnello marinato cola sulle braci e irrora la carne. Ordinate uno spiedino di costata e uno di solo grasso: sulla carta sembra eccessivo, al palato ricorda il bacon dell’Asia centrale.

★ scelta dai local
Ayran da brocche di rame

Ayran da brocche di rame

Bevanda salata allo yogurt, allungata con acqua ghiacciata e versata da altezza spalla nelle ciotole delle choyxana. È abbastanza acidula da ripulire il palato fra un kebab e l’altro; costa meno del pane.

★ scelta dai local
Halva al bazar Alay

Halva al bazar Alay

Blocchi morbidi punteggiati di pistacchi, tagliati con una pialla da falegname e venduti a peso. Chiedete quella “kaymakli”, con uno strato di panna rappresa al centro, poi mangiatela camminando prima che lo zucchero cristallizzi.

★ scelta dai local

09 Consigli da insider.

Piccole cose che cambiano il modo in cui la città ti tratta.

Pass fotografico per la metro

Fotografare è legale dal 2018. Comprate un gettone singolo da 1.500 UZS, arrivate a Kosmonavtlar alle 09:00 quando i mosaici sono ancora senza gente e la luce è perfetta.

Plov prima delle 14:00

Besh Qozon serve da padelle grandi quanto un calderone; la crosta del riso (kazmok) sparisce entro metà pomeriggio. Arrivate entro le 12:30 o la perderete.

Regola del solo contante

Le carte funzionano negli hotel, quasi da nessun’altra parte. Prelevate in aeroporto prima di uscire dalla dogana; il primo bancomat spesso è vuoto.

Meglio Yandex del banco taxi

Il banco taxi dell’aeroporto chiede 40.000 UZS; con Yandex Go per lo stesso hotel ne spendete 25.000. Comprate una SIM al chiosco arrivi e prenotate prima di uscire dal terminal.

Stagione delle passeggiate serali

A luglio si toccano i 36 °C; i marciapiedi diventano forni fino al tramonto. Programmate le passeggiate più lunghe tra le 19:00 e le 21:00, quando si accendono le fontane e la città torna a respirare.

12 Domande frequenti

Tashkent merita una visita o è solo un nodo di transito?

Vale tranquillamente due giorni pieni. La metro è una galleria d’arte sovietica sotterranea, il bazar Chorsu si anima all’alba con calderoni di riso da 3 tonnellate e i treni ad alta velocità mettono Samarcanda a meno di due ore se vi vengono in mente cupole turchesi.

Quanti giorni servono per visitare Tashkent?

Due per la città: uno per Khast Imam, Chorsu e l’anello brutalista della metro; un altro per Piazza Amir Temur, il teatro dell’opera e una serata in un bar al 17° piano. Aggiungetene un terzo se volete fare una gita di giornata ai monti Chimgan.

Posso visitare Samarcanda in giornata da Tashkent?

Sì. Il treno Afrosiyob parte alle 08:00 e rientra alle 20:00; i pacchetti con guida includono i biglietti per il Registan e una pausa pranzo di 2 ore. Sarete di ritorno a Tashkent entro le 22:00.

È sicuro camminare a Tashkent di notte?

Il centro è tranquillo dopo le 23:00 e sicuro; ci sono posti di polizia ogni pochi isolati. Restate sui viali illuminati ed evitate i cortili bui dell’epoca sovietica. I reati violenti contro i turisti sono rari; il vero rischio sono i borseggi tra la folla di Chorsu.

Quanto è economica Tashkent per mangiare e spostarsi?

Corsa in metro a 12 centesimi, somsa dal tandyr a 8 centesimi, pranzo completo di plov a 2 $. Un pasto uzbeko di tre portate con tè costa 6-8 $. Perfino l’hammam più elegante si ferma a 27 $: ancora la metà del conto di una birreria all’aperto a Praga.

Devo registrarmi negli hotel di Tashkent?

Gli hotel lo fanno automaticamente al check-in; conservate la carta di migrazione che vi restituiscono. I controlli a campione della polizia capitano sui treni a lunga percorrenza: portate con voi una copia del passaporto e non avrete problemi.

Pronto a prenotare?

13Prima di partire

Informazioni pratiche

Flight

Come arrivare

L’aeroporto internazionale Islam Karimov di Tashkent (TAS) si trova 6 km a sud; il Terminal 2 gestisce tutti i voli internazionali, il Terminal 3 (2 minuti a piedi) quelli domestici. I treni ad alta velocità Afrosiyob raggiungono Samarcanda in 2 ore dalla stazione ferroviaria di Tashkent; l’autostrada M39 collega la città al confine kazako.

Directions transit

Come muoversi

La metro di Tashkent corre su tre linee — Chilonzor (blu), Uzbekistan (rossa), Yunusobod (verde) — 29 stazioni, tariffa fissa di 1.500 UZS con carta bancaria contactless. Autobus e marshrutka coprono tutta la città per 2.000 UZS; le corse con Yandex Go costano in media 15.000 UZS da un capo all’altro del centro. Non esiste un bike sharing; per andare in bici ci si limita al noleggio nei parchi.

Thermostat

Clima e periodo migliore

In primavera (marzo–maggio) si sta tra 14 e 27 °C con i platani in fiore; in autunno (settembre–ottobre) si scende dolcemente da 29 °C a 20 °C, e in entrambi i periodi il clima è secco. A luglio si toccano i 36 °C con piogge quasi assenti; a gennaio si va da 4 °C a –3 °C. Venite tra aprile e maggio o tra settembre e ottobre per evitare l’estate da forno e lo smog invernale.

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Lingua e valuta

L’uzbeko (in alfabeto latino) è la lingua ufficiale, ma il russo resta la lingua pratica, soprattutto con chi ha più di 35 anni. Il sum (UZS) domina — 12.500 per dollaro nel 2026 — quindi conviene avere mazzette di contanti; le carte funzionano negli hotel di fascia alta e nelle catene di supermercati, quasi da nessun’altra parte.

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17 luoghi da scoprire

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Cattedrale Del Sacro Cuore Di Tashkent
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