Oasi indigena
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ca. 8000 a.C.
Le prime tracce presso le sorgenti
Molto prima che esistesse una città, nel Mojave c’era un lembo verde alimentato da sorgenti naturali. Per millenni i Paiute del Sud e i loro antenati tornarono in questo luogo per cacciare, raccogliere e vivere, lasciando segni appena visibili nella terra rossastra del deserto. Quelle stesse acque, che più tardi avrebbero dato il nome a Las Vegas, resero possibile la vita in un ambiente altrimenti duro e inospitale.
Epoca del Sentiero Spagnolo
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1829
Rafael Rivera dà un nome ai prati
Nel 1829 l’esploratore messicano Rafael Rivera si allontanò dall’Old Spanish Trail e si imbatté in una valle sorprendentemente verde, che gli spagnoli avrebbero chiamato Las Vegas, cioè “i prati”. La scoperta trasformò un’oasi nascosta in una tappa fondamentale lungo la rotta tra Santa Fe e Los Angeles. Per i vent’anni successivi, carovane stremate dal viaggio si fermarono qui all’ombra dei pioppi, un raro riparo in centinaia di chilometri di deserto.
Conquista americana
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1844
Fremont si accampa alle sorgenti
Il 3 maggio 1844 l’esploratore John C. Frémont piantò il campo presso le sorgenti di Las Vegas e cartografò la valle per gli Stati Uniti. Il suo resoconto contribuì a far entrare questo remoto angolo di deserto nell’immaginario americano. Nel giro di quattro anni, dopo la guerra messicano-americana, l’intera regione sarebbe passata dal Messico agli Stati Uniti.
Insediamento di frontiera
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1855
I mormoni costruiscono il primo forte
Nel 1855 un gruppo di missionari mormoni arrivò accanto alle sorgenti e costruì un forte in adobe, il primo insediamento stabile non nativo della valle. Coltivarono i campi, scavarono canali d’irrigazione e cercarono di convertire i Paiute del Sud. Due anni più tardi, tra raccolti deludenti e rapporti sempre più tesi, abbandonarono il forte e fecero ritorno nello Utah.
Epoca dei ranch
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1882
Helen Stewart, la First Lady di Las Vegas
Dopo l’uccisione del marito Archibald, Helen J. Stewart prese in mano il ranch di 1.800 acri che comprendeva anche il vecchio forte mormone. Lo amministrò per decenni, divenne la prima responsabile dell’ufficio postale della valle e in seguito vendette i terreni su cui sarebbe nato il centro di Las Vegas. Ancora oggi è ricordata come la First Lady della città.
Boom ferroviario
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1905
La città della ferrovia va all’asta
Il 15 maggio 1905 i terreni di Helen Stewart furono messi all’asta in una vendita di due giorni organizzata dalla San Pedro, Los Angeles & Salt Lake Railroad. Sotto il sole del deserto, gli acquirenti si contesero i lotti mentre in lontananza si udiva il fischio del treno. Quel fine settimana è considerato la data di nascita della Las Vegas moderna.
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1911
L’incorporazione della città
Il 1° giugno 1911 gli elettori approvarono l’incorporazione con 168 voti favorevoli e 57 contrari, e Las Vegas divenne ufficialmente una città. Nello stesso anno Helen Stewart cedette dieci acri per creare la Las Vegas Paiute Colony, garantendo ai Paiute del Sud una presenza legale stabile nella valle conosciuta dai loro antenati da tempi antichissimi.
Alba del gioco d’azzardo
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1931
Il gioco d’azzardo viene legalizzato
Il 19 marzo 1931 il Nevada legalizzò apertamente il gioco d’azzardo nei casinò. Nello stesso anno lo Stato ridusse a sei settimane il requisito di residenza per ottenere il divorzio. In pochissimo tempo Las Vegas smise di essere una quieta città ferroviaria e si trasformò in una destinazione per matrimoni lampo, divorzi rapidi e gioco legale.
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1935
L’inaugurazione della diga di Hoover
Nel 1935 il presidente Franklin D. Roosevelt inaugurò la Hoover Dam davanti a una folla di 10.000 persone. Questa gigantesca impresa portò nel deserto migliaia di lavoratori, elettricità e risorse idriche. Las Vegas, fino ad allora periferica, si ritrovò improvvisamente al centro di una delle grandi opere ingegneristiche del suo tempo.
Età dei resort
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1941
Apre El Rancho Vegas
Nel 1941 aprì il primo hotel-casinò su quella che sarebbe diventata la Strip. Con il suo stile western e il richiamo da motel stradale, El Rancho Vegas inaugurò l’era dei resort moderni. Nel giro di cinque anni, lungo la strada nel deserto, alle piante di Joshua si sarebbero sostituiti casinò scintillanti.
Epoca della mafia
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1946
Bugsy Siegel inaugura il Flamingo
Il 26 dicembre 1946 il gangster Benjamin “Bugsy” Siegel aprì il Flamingo Hotel & Casino. L’esordio fu un fallimento, ma dopo una seconda inaugurazione nel marzo 1947 il lussuoso resort conobbe un successo clamoroso. La visione di Siegel, e il suo assassinio l’anno seguente, fissarono per sempre l’immagine di Las Vegas come territorio della criminalità organizzata.
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1955
Il Moulin Rouge rompe la segregazione sulla Strip
Nel 1955 il Moulin Rouge aprì come primo hotel-casinò integrato dal punto di vista razziale negli Stati Uniti. Gli artisti neri che si esibivano sulla Strip potevano finalmente soggiornare e giocare nello stesso luogo in cui lavoravano. Anche se rimase aperto solo sei mesi, la sua breve storia segnò l’inizio della fine della segregazione a Las Vegas.
Età atomica e del neon
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1959
Si alza il celebre cartello di benvenuto
Nel 1959 Betty Willis progettò e fece installare l’iconica insegna “Welcome to Fabulous Las Vegas” al costo di 2.400 dollari. Lineare, slanciata e immediatamente riconoscibile, divenne presto l’oggetto più fotografato della città e un perfetto simbolo dell’ottimismo di metà Novecento. Ancora oggi campeggia all’estremità sud della Strip, un po’ sbiadita ma inconfondibile.
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1969
Elvis torna sul palco
Il 31 luglio 1969 Elvis Presley salì sul palco dell’International Hotel per la sua prima residency a Las Vegas dopo oltre dieci anni. Fu un ritorno travolgente. In seguito avrebbe tenuto 636 concerti tutti esauriti, legando per sempre la propria rinascita artistica alle luci abbaglianti della città.
Spettacolo aziendale
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1989
Il Mirage apre l’era dei megaresort
Nel 1989 Steve Wynn inaugurò il Mirage, un megaresort da 630 milioni di dollari a tema polinesiano, con un vulcano che eruttava ogni quindici minuti. Fu l’inizio della Las Vegas delle grandi corporation. Nel giro di un decennio la mafia sarebbe quasi scomparsa, sostituita dai capitali di Wall Street e da spettacoli sempre più grandiosi.
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1995
Apre la Fremont Street Experience
Nel 1995 Downtown reagì alla concorrenza della Strip con una volta luminosa da 70 milioni di dollari che copriva quattro isolati di Fremont Street. Quando fu inaugurata il 14 dicembre, quel cielo di LED trasformò il vecchio cuore ruvido della città in uno spettacolo serale gratuito. Da quel momento anche Downtown ebbe la sua risposta alla Strip.
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2007
Nasce lo Springs Preserve
Dopo decenni di impoverimento della falda acquifera, nel 2007 la città aprì lo Springs Preserve su 180 acri di terreno nell’area delle sorgenti originarie di Las Vegas. Sentieri, musei e giardini desertici custodiscono oggi proprio la risorsa idrica che rese possibile l’insediamento umano. È ancora uno dei luoghi migliori per ricordare cosa c’era qui prima del neon.
XXI secolo
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2017
La strage del 1° ottobre
Nell’ultima sera del festival Route 91 Harvest, un uomo armato aprì il fuoco dal 32° piano del Mandalay Bay, uccidendo 58 persone e ferendone centinaia. Fu la più grave sparatoria di massa della storia americana contemporanea. Lasciò un segno profondo in una città che aveva sempre venduto al mondo un’immagine di invulnerabilità.
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2023
La Sphere illumina il deserto
Il 29 settembre 2023 gli U2 inaugurarono la Sphere, costata 2,3 miliardi di dollari, con uno spettacolo abbagliante proiettato sul suo involucro programmabile di 580.000 piedi quadrati. Questa struttura monumentale ha segnato una nuova fase dello spettacolo a Las Vegas: non più solo casinò e fontane, ma architetture immersive capaci di ridefinire l’idea stessa di edificio.