Thailandia Aggiornato Oct 2026
A Wat Mahathat, le radici di un baniano stringono una testa di Buddha in arenaria: il passato sembra meno una rovina che una presenza ormai radicata. Questa è il Distretto di Phra Nakhon Si Ayutthaya, in Thailandia: un’antica capitale reale su un’isola circondata dai fiumi, dove i templi in rovina condividono le strade con mercati e locali di noodle. Il suo fascino particolare nasce proprio da questa sovrapposizione: qui la storia fa parte della vita quotidiana, non è separata da essa.
Foto: Alberto Capparelli / Pexels
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Fondata intorno al 1350, Ayutthaya divenne un centro commerciale e diplomatico che collegava il Siam ai mercanti dell’Asia orientale, dell’India, della Persia e dell’Europa. Le forze birmane saccheggiarono la città nell’aprile del 1767; i mattoni spezzati e i cortili deserti dei templi rendono ancora tangibile la portata di quella perdita.
L’antica capitale invita a fare confronti: i tre stupa a campana di Wat Phra Si Sanphet sorgevano un tempo entro il recinto del palazzo reale, mentre le torri in stile khmer di Wat Chaiwatthanaram si ergono accanto al Chao Phraya. Lontano dalle rovine, il passato commerciale della città sopravvive nella cucina: dalle piccole ciotole di kuay teow ruea al roti sai mai e ai dolci dorati d’influenza portoghese.
Quando Bangkok divenne capitale nel 1782, i suoi progettisti ripresero la forma insulare di Ayutthaya, i suoi canali e i suoi monumenti reali. Visitare la città antica fa sembrare il progetto di Bangkok meno un nuovo inizio e più un tentativo di perpetuare una capitale perduta.
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Prima di partire
Da insediamento fluviale a città reale perduta del Siam
Molto prima che Ayutthaya diventasse una capitale reale, le comunità mon della cultura Dvaravati vivevano in tutto il bacino inferiore del Chao Phraya. In seguito, il potere khmer raggiunse la regione da centri come Lavo, nei pressi dell’odierna Lopburi.
A est della futura città sull’isola sorgeva un insediamento chiamato Ayodhaya, vicino alla confluenza dei fiumi Pa Sak e Chao Phraya. Il suo nome allude agli strati più antichi che si celano sotto la storia reale di Ayutthaya.
Re Uthong, poi noto come Ramathibodi I, fondò Ayutthaya e ne fece la sede di un nuovo regno. Scelse un’isola attraversata da corsi d’acqua, dove i fiumi potevano fungere da strade, barriere e fonti di vita.
Secondo le fonti locali, il Wat Phanan Choeng risale al 1324, prima della fondazione ufficiale di Ayutthaya. Il suo venerato Buddha seduto, alto circa 19 metri, conferisce ancora oggi al tempio sul fiume una presenza che sembra più antica della città che lo circonda.
Ramathibodi I stabilì la capitale su un’isola formata dai fiumi Chao Phraya, Pa Sak e Lopburi. Le acque rendevano Ayutthaya difendibile, mentre la sua posizione nella pianura centrale la collegava alle vie dell’entroterra e ai traffici marittimi.
Re Borommarachathirat I avviò la costruzione del Wat Mahathat, che divenne un centro spirituale della capitale. Il suo prang svettava un tempo sopra un affollato complesso di santuari e monasteri; oggi, mattoni e radici degli alberi condividono il silenzio.
Le cronache reali narrano che, dopo la morte del padre, due principi si affrontarono in un duello mortale a dorso d’elefante nei pressi del ponte Pa Than. Il fratello minore, Chao Sam Phraya, salì al trono come Borommarachathirat II e fece costruire il Wat Ratchaburana sul luogo della loro cremazione.
Le forze di Ayutthaya conquistarono e saccheggiarono Angkor, la capitale khmer. La vittoria estese l’influenza siamese e le fonti collegano la campagna all’arrivo ad Ayutthaya di artigiani khmer e delle pratiche di corte.
Re Borommatrailokanat salì al trono e riformò l’amministrazione del regno. Le sue riforme formalizzarono il sistema sakdina, che stabiliva ranghi e assegnazioni di terre, e diedero alla corte di Ayutthaya un controllo più centralizzato sulle province.
La residenza reale fu trasferita in un nuovo palazzo e il vecchio complesso divenne il Wat Phra Si Sanphet. A differenza di un normale monastero, fungeva da cappella reale; i suoi tre grandi chedi divennero in seguito uno dei profili più caratteristici di Ayutthaya.
L’inviato portoghese Duarte Fernandes arrivò dopo la conquista portoghese di Malacca, aprendo un nuovo canale di contatto tra Ayutthaya e l’Europa. Ben presto, commerci e diplomazia avrebbero attirato nella città fluviale mercanti e ambasciatori stranieri.
Le cronache reali raccontano che la regina Suriyothai scese in battaglia a dorso di un elefante durante un’invasione birmana, nel tentativo di proteggere il marito, re Maha Chakkraphat. Morì combattendo e la sua storia divenne uno dei racconti di sacrificio reale più duraturi di Ayutthaya.
Dopo un assedio, Ayutthaya cadde in mano ai birmani Toungoo guidati da re Bayinnaung. Il regno divenne vassallo della Birmania e la perdita di autonomia modificò gli equilibri di potere a corte.
Il principe Naresuan si ribellò all’autorità birmana a Kraeng, proclamando l’indipendenza del Siam. Il suo legame con Ayutthaya si formò nella lotta per riconquistarne la sovranità; in seguito governò dalla capitale in qualità di re.
Secondo le cronache siamesi, re Naresuan uccise in combattimento il principe ereditario birmano Mingyi Swa, mentre entrambi erano a dorso di elefanti da guerra, a Nong Sarai. La vittoria assicurò l’indipendenza di Ayutthaya e fu ricordata nel regno come un trionfo militare decisivo.
La Compagnia olandese delle Indie orientali aprì una stazione commerciale mentre Ayutthaya attirava mercanti da tutta l’Asia e dall’Europa. Portoghesi, giapponesi, persiani, cinesi e altre comunità vivevano in quartieri al di fuori delle mura dell’isola, portando sulle rive del fiume lingue e merci sconosciute.
Re Prasat Thong commissionò il Wat Chaiwatthanaram sulla riva occidentale del Chao Phraya. Il prang centrale d’ispirazione khmer e le torri circostanti trasformarono il margine del fiume in una dichiarazione di regalità in mattoni.
Re Narai iniziò il suo regno in un periodo di espansione dei commerci e della diplomazia. La corte di Ayutthaya intratteneva rapporti con mercanti e ambasciatori provenienti da molte terre, mentre Narai soggiornava anche a Lopburi, un altro centro del potere reale.
Il diplomatico Kosa Pan guidò un’ambasceria siamese da Ayutthaya alla corte di Luigi XIV a Versailles. La sua missione portò la voce della capitale in giro per il mondo e fece della corte siamese oggetto di grande curiosità in Europa.
Una crisi politica portò Phra Phetracha al potere, pose fine alla dinastia Prasat Thong e diede inizio alla dinastia Ban Phlu Luang. Constantine Phaulkon fu giustiziato e le forze francesi vennero espulse, mentre la corte si allontanava dall’influenza straniera.
Taksin, futuro re di Thonburi, nacque ad Ayutthaya e in seguito servì il regno come comandante militare. Quando la capitale cadde, sarebbe riuscito a rompere l’accerchiamento e a radunare forze per contrattaccare.
Gli eserciti Konbaung invasero il Siam e avanzarono verso Ayutthaya, dando inizio alla campagna che avrebbe posto fine al regno. Quando la capitale fu accerchiata, i difensori dovettero affrontare un assedio durato circa 14 mesi.
Le forze birmane penetrarono in città dopo aver scavato gallerie sotto le difese settentrionali e incendiato i sostegni. Palazzi, templi, biblioteche e archivi furono distrutti; gli abitanti vennero uccisi o fatti prigionieri e la capitale fu ridotta in rovina.
Dopo aver spezzato l’accerchiamento birmano, Taksin radunò le sue forze e scacciò dal Siam centrale le truppe birmane rimaste. Stabilì la nuova capitale a Thonburi, a valle della città in rovina.
Rama I fondò la dinastia Chakri e fece di Bangkok la nuova capitale. La posizione sull’isola, i canali e i complessi reali richiamavano intenzionalmente Ayutthaya, trasmettendo l’impianto della città antica in una nuova era del governo siamese.
Il Dipartimento delle Belle Arti della Thailandia pose le rovine centrali sotto tutela archeologica. Questo cambiamento segnò il passaggio da resti reali abbandonati a un sito custodito come parte del passato documentato del Paese.
Dopo che dei saccheggiatori si introdussero nella cripta centrale del Wat Ratchaburana, gli scavi portarono alla luce oggetti d’oro, insegne reali e tavolette votive. I reperti rivelarono la ricchezza sepolta sotto i mattoni consunti del tempio e contribuirono alla nascita del Museo nazionale Chao Sam Phraya.
L’UNESCO ha inserito la città storica di Ayutthaya nella lista del Patrimonio mondiale, tutelando 289 ettari del nucleo antico. I suoi templi e palazzi sono stati riconosciuti come testimonianze di un regno che un tempo collegava mondi commerciali lontani.
Gravi inondazioni sommersero gran parte del parco archeologico e le comunità circostanti, con acque che in alcuni punti raggiunsero i 2–3 metri. L’alluvione mostrò come il punto di forza della vecchia città fluviale — la vicinanza all’acqua — potesse anche mettere a rischio i monumenti ancora in piedi.
Mercante e funzionario giapponese · 1590–1630
Guidò la comunità giapponese di Ayutthaya
Yamada Nagamasa acquistò prestigio nell’insediamento giapponese lungo il fiume, dove i mercanti e i legami politici collegavano Ayutthaya al Giappone. Oggi, le esposizioni del Villaggio giapponese offrono uno scorcio della città internazionale che conobbe.
Pasticciera di corte · nata nel 1609
Visse e lavorò ad Ayutthaya
Alla corte di Ayutthaya, Maria Guyomar de Pinha contribuì a introdurre dolci a base di tuorlo d’uovo, ispirati alle tradizioni culinarie portoghesi. Visitare i vecchi insediamenti stranieri rende meno astratti — e decisamente più golosi — i complessi legami culturali della città.
Re di Ayutthaya · 1633–1688
Governò da Ayutthaya dal 1656 al 1688
Durante il regno di Narai, la corte di Ayutthaya coltivò relazioni diplomatiche e commerciali con potenze straniere. I resti di quelle comunità lungo i fiumi ricordano che la capitale guardava verso il mondo; oggi, il re riconoscerebbe forse quella stessa apertura nei visitatori della città.
Re di Ayutthaya · 1555–1605
Visse nel Palazzo Anteriore di Chantharakasem quando era principe ereditario
Prima di diventare re, Naresuan visse nel Palazzo Anteriore di Ayutthaya, oggi sede del Museo nazionale di Chantharakasem. Le armi e gli oggetti reali del museo restituiscono un volto umano a quel luogo: era una corte operosa, non soltanto uno scenario di rovine.
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Sì, soprattutto se volete scoprire come una ex capitale reale sopravvive tra le rovine. Wat Mahathat, Wat Phra Si Sanphet e Wat Chaiwatthanaram mostrano diversi aspetti della città, mentre il paesaggio fluviale ne evoca il passato di centro commerciale.
Un’intera giornata basta per visitare il gruppo centrale di templi, ma due giorni permettono di aggiungere musei e siti al di fuori dell’isola. Pernottate se volete visitare Wat Chaiwatthanaram al tramonto senza dover rientrare in fretta a Bangkok.
Prendete un treno diretto a nord della State Railway of Thailand da Krung Thep Aphiwat o Don Mueang fino ad Ayutthaya. La durata del viaggio varia a seconda del servizio: controllate l’orario aggiornato prima di partire, poi prendete il traghetto della stazione per attraversare il fiume Pa Sak e raggiungere l’isola storica.
Noleggiate una bicicletta per esplorare la pianeggiante isola storica, prendete un tuk-tuk per i templi più lontani oppure usate i songthaew locali, che seguono percorsi condivisi. Concordate la tariffa del tuk-tuk prima di partire; il traghetto dalla stazione all’isola costa circa 5 THB.
In genere Ayutthaya è tranquilla, ma fate attenzione al caldo, ai cani randagi e alle occasionali truffe con deviazione verso i negozi. Non avvicinatevi ai cani, verificate gli orari dei templi presso le biglietterie ufficiali e chiamate la polizia turistica al 1155 se avete bisogno di assistenza.
I trasporti locali possono essere economici: secondo le stime, i treni da Bangkok costano circa 11–50 THB, il traghetto della stazione circa 5 THB e il noleggio di una bicicletta circa 40–80 THB al giorno. Portate contanti per le bancarelle, i tuk-tuk e i biglietti dei singoli siti; i prezzi d’ingresso variano da un luogo all’altro.
Quando visitate i templi, indossate abiti che coprano le ginocchia e le spalle. Pantaloncini corti e canottiere non rispettano le indicazioni sull’abbigliamento; una copertura leggera è utile per gli spostamenti tra un sito e l’altro.
10 luoghi da scoprire
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