ca. 4000 a.C.-400 d.C.
Pali di Legno nel Fango, Poi Cesare alla Porta
Un inverno di siccità nel 1853 fece arretrare il Lago di Zurigo dalla riva di Obermeilen e lasciò nel fango una costellazione di pali di legno. Maestri di scuola, antiquari, poi archeologi si piegarono su quei resti increduli. Quello che emerse non fu una vita primitiva di margine, ma intere comunità lacustri: pagnotte, tessuti intrecciati, torsoli di mela, cani sepolti accanto ai loro padroni, la tenerezza ordinaria della preistoria conservata al freddo sott'acqua per millenni.
Quello che quasi nessuno immagina è che la Svizzera si è rivelata anzitutto attraverso la conservazione, non la conquista. I lacustri costruivano su pali non per romanticismo ma per sopravvivere, e quei legni sommersi oggi ci raccontano dell'Europa neolitica più di molte rovine più solenni sulla terraferma. Il segreto sta a pochi passi dalla Zurigo moderna, dove passano i tram e gli impiegati tirano dritto, mentre sotto il racconto della repubblica bancaria si nasconde quello del legno bagnato e del fumo.
Poi arrivarono gli Elvezi, fieri popoli celtici dell'altopiano, e con loro il primo vero scandalo politico svizzero degno di teatro. Nel 61 a.C., il loro nobile Orgetorix cercò di organizzare una migrazione di massa verso ovest, con alleanze matrimoniali e un piano abbastanza grandioso da impressionare qualunque intrigante borbonico. Convocato a processo, si presentò con migliaia di clienti; prima che arrivasse il giudizio, morì, e Cesare annotò con asciuttezza che molti pensavano si fosse tolto la vita.
Roma, naturalmente, vide l'occasione. Dopo la sconfitta degli Elvezi a Bibracte nel 58 a.C., i superstiti furono ricacciati nelle loro terre perché la frontiera aveva bisogno di un cuscinetto. Aventicum, nell'orbita dell'odierna Losanna e di Berna, prosperò sotto Roma con templi, terme e anfiteatro, mentre le vie alpine legavano l'attuale Basilea, Ginevra e il corridoio del Rodano al traffico imperiale. Le strade rimasero. Rimase anche l'abitudine a vivere tra potenze più grandi e a far pesare quella posizione.