ca. 400000 a.C.-1215
Prima dei Grimaldi: una grotta, un porto e una martire sulla riva
Una grotta sopra l'attuale Port Hercule svela subito la partita. Molto prima che Monaco imparasse a vestirsi di marmo e protocollo, i cacciatori trovavano già riparo qui tra circa 400000 e 200000 anni fa, davanti a una costa più aspra e a un mare più freddo. La Rocca era utile prima di essere glamour.
Nel VI o V secolo a.C., gli autori greci conoscevano il luogo come Monoikos, e Ecateo di Mileto lo descriveva come una città ligure. Quello che molti ignorano è che Monaco non nasce come fantasia greca, ma come approdo ligure poi avvolto dal mito. Ercole arrivò dopo, come accade alle leggende potenti, quando la politica capì quanto potesse essere utile un eroe.
Roma colse subito il punto. La Via Julia Augusta correva poco sopra questa costa, si dice che Giulio Cesare vi sia passato nel 50 a.C., e nel 7 a.C. Augusto piantò il Trofeo delle Alpi a La Turbie come una firma di pietra della vittoria imperiale. Guardate da Monaco verso La Turbie e il vecchio messaggio si legge ancora: questa costa apparteneva a chi ne controllava il passaggio.
Poi arriva la santa, e con lei il teatro della memoria. La tradizione racconta che Sainte Dévote, giovane cristiana martirizzata in Corsica, approdò qui nel IV secolo, guidata da una colomba. Leggenda, non documento. Eppure il rogo annuale della barca il 26 gennaio trasforma ancora quella storia in rito pubblico, e questo dice qualcosa di essenziale su Monaco: ha sempre saputo far fare alla cerimonia il lavoro della storia.
Quando Genova costruì una fortezza sulla Rocca nel 1215, scelse un sito già carico di passaggio, culto e istinto strategico. Quella decisione preparò il palcoscenico per una famiglia che avrebbe trasformato una sola scogliera in una dinastia.