Lima

Peru Aggiornato Apr 2026

Lima ti arriva addosso con una frustata di nebbia pacifica e con il crepitare degli anticuchos sul carbone alle nove di sera: una capitale che non ha alcuna intenzione di scegliere tra piramidi di adobe preispaniche e cocktail celebrati tra i migliori del mondo. Qui, in mezzo alla capitale peruviana, i balconi coloniali di cinque secoli fa incombono sopra banconi di sushi dove il polpo viene scottato su brace amazzonica, e un solo pranzo può passare dal mais ancestrale a un ceviche nikkei nel giro di tre portate.

Lima, Peru Foto: Jon Liza / Pexels
Attrazioni
30
Audio
12 h
Durata del viaggio
3-4 giorni
Stagione migliore
Dicembre-Aprile (cieli più limpidi)

Perché Lima

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La città si svela per strati. Templi anteriori agli Inca affiorano accanto a viali congestionati, i chiostri coloniali risuonano ancora di canti liturgici e a Barranco i murales convivono con graffiti pop e facciate aristocratiche rivolte verso il Pacifico. I limeños attraversano tutto questo con naturalezza: a San Isidro si corre all’alba tra gli ulivi secolari del Bosque El Olivar, mentre poco più in là tavole da surf e case d’aria europea ricordano che il mare, qui, non è mai davvero lontano.

A tenere insieme Lima non è l’ordine, ma l’appetito. Il ceviche è un rito del pranzo, i panini al chicharrón arrivano quando altrove si dorme già, e in ottobre il centro si veste di viola per il Señor de los Milagros mentre le pasticcerie sfornano turrón de Doña Pepa profumato d’anice. Il modo giusto di viverla è semplice: arrivare affamati, dimenticare l’orologio e lasciare che la garúa cancelli il confine tra rovine, mercati e rooftop bar.

  • Strade coloniali fuori dal tempo

    Nel cuore storico protetto dall’UNESCO, i balconi del Cinquecento si sporgono sopra marciapiedi di piastrelle posate a mano, mentre nel coro in cedro della Cattedrale sembra indugiare ancora il profumo dell’incenso di quattro secoli fa. Sul portale di Palacio de Torre Tagle cercate le aquile bicipiti scolpite nella pietra: un gioiello che richiama l’Alcázar di Siviglia, ma in una dimensione più intima e urbana.
  • Il laboratorio originario della cucina fusion

    A Lima i cuochi intrecciano peperoncini amazzonici e ricette di eredità spagnola, poi inseriscono gesto e fiamma del wok cinese persino nei grandi classici marini: il risultato è una capitale dove in un solo piatto si incontrano tre continenti. Non a caso la città schiera quattro ristoranti nella classifica mondiale dei 50 migliori, un primato che fuori da New York o Tokyo ha pochi paragoni.
  • Barranco, galleria d’arte all’aperto

    A Barranco le dimore color pastello sembrano scivolare verso il Pacifico, mentre i muri si trasformano in gallerie a cielo aperto tra murales, versi nascosti e interventi di street art. Scendendo lungo la Bajada de Baños si arriva al Puente de los Suspiros del 1876: la tradizione dice che, se lo attraversate trattenendo il respiro, il desiderio finirà custodito dalla marea.
  • Falesie di deserto e spruzzi del Pacifico

    Il malecón di Miraflores corre per circa otto chilometri sopra falesie di arenaria alte fino a 80 metri, tra parchi sospesi, parapendii che sfruttano le correnti e surfisti sparsi sulle onde di Waikiki. Al tramonto l’orizzonte si fa color nichel e i lampioni si accendono con forme che evocano antichi segni precolombiani.

Luoghi da visitare

Non ogni monumento, solo quelli davanti ai quali ti accompagneremmo di persona.

Tutti i 216 luoghi di Lima

Quartieri

Dove vagare, quartiere per quartiere — ognuno con il suo ritmo.

  • Barranco

    Ville in legno dai colori pastello scendono verso la scogliera e una piccola cala, mentre nell’aria si mescolano salsedine e pisco sour. Di giorno è il quartiere delle gallerie, dei palazzi d’epoca, del Museo Pedro de Osma e dei caffè sulle verande con balcone. Dopo il tramonto cambia ritmo: bar pieni di carattere, musica dal vivo, il Puente de los Suspiros e una vita notturna che tira avanti fino a tardi.
  • Miraflores

    Sopra le falesie i parapendii girano nel cielo come gabbiani, mentre sotto il malecón collega parchi sul Pacifico, gelaterie, caffè e Larcomar, il centro commerciale scavato nella roccia. È la base più facile per iniziare: hotel di alto livello, ristoranti celebri come Maido, ottima infrastruttura turistica e un’atmosfera curata che mostra il volto più levigato di Lima.
  • San Isidro

    Torri per uffici e indirizzi esclusivi si nascondono dietro ficus monumentali e viali ordinati. Il cuore del quartiere è il Bosque El Olivar, un uliveto storico dove i limeños fanno jogging all’alba in un silenzio quasi inatteso per una capitale di queste dimensioni. La sera, cocktail bar eleganti e tavole raffinate trasformano San Isidro nella Lima più discreta, comoda e sofisticata.
  • Centro Histórico

    Qui Lima ritrova la sua memoria imperiale. I balconi scuri in legno, iscritti nel paesaggio urbano del centro UNESCO, sporgono sopra portali barocchi e piazze solenni; nella Cattedrale e nel complesso di San Francisco il passato vicereale resta palpabile. Si viene per Plaza Mayor, il Palazzo del Governo e le grandi chiese, ma vale la pena fermarsi anche per il contrasto tra monumentalità, insegne chifa, venditori di strada e vita quotidiana.
  • Pueblo Libre

    Residenziale, verde e apparentemente tranquillo, cambia volto non appena si entra nel suo straordinario distretto museale. Il Museo Larco è una delle esperienze culturali più riuscite di Lima, con collezioni precolombiane di livello assoluto, depositi visibili e giardini curatissimi. Dopo la visita, tra una cevichería e una passeggiata su strade storiche, il quartiere conserva un’eleganza pacata che invita a rallentare.
  • Surquillo

    Tra i banchi dei mercati esplodono pannocchie viola, decine di varietà di patate e peperoncini amazzonici dai colori accesi. A pranzo si mangia bene e senza formalità, tra ceviche, stufati di pesce, anticuchos e cucina quotidiana che racconta la vera Lima meglio di molte sale eleganti. È il quartiere giusto per capire la cultura gastronomica cittadina da vicino, a pochi minuti da Miraflores ma in un mondo completamente diverso.
  • Callao (La Punta & Monumental)

    La città portuale apre un’altra faccia della metropoli: strade segnate dal sale, un forte del Seicento, isole popolate da leoni marini e il traffico continuo delle navi in arrivo e partenza. Nella zona Monumental, ex magazzini e muri industriali si sono trasformati in spazi d’arte, gallerie e terrazze animate. Poi si torna sul lungomare per un ceviche con vista sui container che scorrono lenti come grattacieli galleggianti.

Pianifica il viaggio

Prima di partire

Come arrivare
L’aeroporto internazionale Jorge Chávez (LIM), nell’area di Callao accanto a Lima, gestisce tutti i voli intercontinentali. La città non ha una stazione ferroviaria centrale per i viaggiatori, mentre i bus a lunga percorrenza fanno capo ai terminal lungo Javier Prado e Paseo de la República. Lima è inoltre il capolinea occidentale della Panamericana, con circa 1.300 km di strada asfaltata verso sud fino al confine cileno.
Come muoversi
La Linea 1 della Metro collega 26 stazioni da Villa El Salvador a Bayóvar (biglietto S/1.50, tessera S/5). Il Metropolitano BRT attraversa la città da nord a sud ed è utile per molti spostamenti urbani. Dall’aeroporto, gli autobus Airport Express Lima raggiungono Miraflores con fermate come Larcomar, Parque Kennedy e il centro informazioni turistiche di Larco; la tariffa regolare è S/20, spesso ridotta a S/15 per due o più passeggeri. Miraflores dispone anche di piste ciclabili protette lungo il lungomare panoramico.
Clima e periodo migliore
Il clima di Lima è quello singolare di una città costiera nel deserto: d’estate, tra dicembre e marzo, il tempo è più caldo e luminoso; d’inverno, fra giugno e settembre, dominano cieli bassi, umidità e la celebre garúa. Le piogge vere sono quasi assenti: più che pioggia, qui si parla di foschia e pioviggine. Per cieli azzurri, tramonti sul Pacifico e atmosfera balneare conviene venire tra dicembre e aprile; aprile-maggio e ottobre-novembre sono ottimi mesi di mezza stagione.
Lingua e valuta
Lo spagnolo è la lingua della vita quotidiana e un saluto cortese apre molte porte. La valuta è il sol peruviano (PEN) e, anche se hotel e alcuni ristoranti accettano dollari USA, per mercati, piccoli locali, mance e trasporti conviene avere soles in tasca. Per i visitatori contano soprattutto le precauzioni pratiche: usare trasporti ufficiali o via app, evitare di esibire oggetti di valore e prelevare preferibilmente in banche o centri commerciali.

Dove il deserto incontra l’impero: cinque millenni di Lima

Dalle piramidi di adobe alla Città dei Re, plasmata da terremoti e migrazioni

  1. ca. 200 a.C.

    Si innalza la piramide di adobe

    Su una dorsale sabbiosa che domina la piana alluvionale del Rímac, i costruttori della cultura Lima iniziano ad ammassare milioni di mattoni d’adobe modellati a mano per dare forma a Huaca Pucllana. La piramide a gradoni, alta 24 metri e lunga 150, diventa il primo vero profilo urbano della città: la sommità tronca lampeggia chiara nel sole della costa durante i rituali sacerdotali che stabiliscono quando seminare i campi irrigati di mais e cotone.

  2. ca. 1470 d.C.

    Gli Inca raggiungono la costa

    Gli ingegneri dell’impero incaico scendono nella valle, con il rumore delle fionde che battono sulle corazze di cotone. Conquistano Pachacamac e trasformano questo oracolo millenario in uno dei quattro grandi santuari del Tawantinsuyo. Dalle terrazze di adobe, i messaggeri corrono per 200 chilometri fino a Cusco portando censimenti registrati nei quipu, mentre cotone costiero e pesce essiccato prendono la via delle Ande orientali sulle carovane di lama.

  3. 1535

    Pizarro fonda la Ciudad de los Reyes

    Francisco Pizarro pianta una croce di cedro accanto al Rímac e traccia con la punta della spada una griglia di 117 isolati. Nel giro di poche settimane sorgono 200 case spagnole costruite grazie al lavoro forzato degli Inca, mentre fuori dalla nuova piazza fumano ancora le capanne di paglia del capo locale Taulichusco. La prima messa della città risuona in una cappella improvvisata di canne e fango: Lima nasce così, come punta avanzata del dominio spagnolo in Sudamerica.

  4. 1536

    L’assedio inca fallisce alle porte della città

    All’alba, 4.000 guerrieri inca guidati da Quizu Yupanqui irrompono sul ponte del Rímac gridando “Taki unquy!”, un canto messianico a cui i cavalli spagnoli rispondono nel panico ferrato della battaglia. I 200 conquistadores serrano gli scudi dietro barricate di tronchi di palma; dopo cinque mesi, gli assalitori si ritirano, lasciando a Lima la coscienza duratura che la sua sopravvivenza dipende da polvere da sparo e fortuna.

  5. 1541

    Pizarro viene assassinato durante il pasto

    Mentre assaggia una zuppa di ceci nel suo palazzo affacciato sulla piazza, Pizarro viene colpito quattordici volte dai rivali almagristi. Il sangue schizza sul pavimento di cedro appena posato; il fondatore della città muore stringendo una spada che non riuscì mai a dominare del tutto. Il suo funerale, tra velluti neri e rintocchi di campane, fissa il modello del fasto barocco che segnerà la Lima vicereale.

  6. 1546

    Nasce l’arcidiocesi di Lima

    Una bolla papale eleva Lima a sede metropolitana, affidandole un’autorità spirituale che si estende da Panama fino alla Terra del Fuoco. Le foglie d’oro arrivano a dorso di mulo per rivestire il retablo della nuova cattedrale, mentre i confessionali si riempiono dei peccati sussurrati da trecento conquistadores ancora intrisi di polvere e sangue andino.

Mostra tutta la cronologia (22 momenti)
  1. 1551

    Apre l’Università di San Marcos

    Un decreto reale trasforma un convento domenicano nella prima università delle Americhe. Le lezioni in latino riecheggiano sotto travi aperte di cedro; gli studenti copiano Aristotele alla luce delle candele mentre, fuori, le donne andine del mercato vendono patate liofilizzate che secoli dopo qualcuno chiamerà “cibo per astronauti”.

  2. 1579

    Nasce san Martín de Porres

    In una casa angusta ai margini del quartiere afro-peruviano viene al mondo il figlio di una schiava liberata. Martín passerà trent’anni a spazzare i pavimenti dell’infermeria domenicana di Lima, curando i malati con impiastri d’erbe e con un’umiltà così radicale che, secondo la leggenda, persino i cavalli del viceré si inginocchiavano al suo passaggio. Con la canonizzazione del 1962, Lima diventerà il luogo di nascita del primo santo nero delle Americhe.

  3. 1687

    Il terremoto spacca la cattedrale

    Alle due del mattino la terra trema per tre minuti, facendo crollare tutte le torri e facendo rotolare le campane di bronzo sulla piazza come lune urlanti. Seicento persone muoiono sotto l’adobe crollato; il viceré Melchor de Navarra ordina di ricostruire ancora una volta la cattedrale, stavolta con contrafforti più larghi e una volta capace di reggere l’ambizione crescente della città.

  4. 1746

    Lo tsunami cancella Callao e devasta Lima

    Una faglia sottomarina si spezza; l’oceano si ritira mostrando relitti e fondali, poi ritorna come un muro d’acqua di 24 metri che in quattro minuti cancella il porto di Callao. A Lima, tre chilometri più all’interno, restano in piedi soltanto 25 case su 3.000. Nell’aria c’è odore di sale e calce frantumata; i sopravvissuti rovistano tra le macerie ancora tiepide del pomeriggio precedente.

  5. 1821

    San Martín proclama l’indipendenza

    A mezzogiorno del 28 luglio José de San Martín sale sul balcone di legno della piazza, con il sole che si riflette sulla sciabola. “¡Perú, sea libre!” rimbalza sotto i portici appena imbiancati, ripreso da 6.000 limeños che strappano lo stemma spagnolo dalle porte del palazzo vicereale. Per la prima volta in 286 anni, le campane di San Marcos suonano per un re che Lima non vedrà mai più.

  6. 1833

    Nasce Ricardo Palma

    In una stanza al secondo piano affacciata sulla piazza dove era stata proclamata l’indipendenza nasce il ragazzo che inventerà il bozzetto ironico della storia peruviana. Con le *Tradiciones peruanas*, Palma trasforma archivi polverosi in pettegolezzi da caffè; Lima impara a sorridere delle proprie leggende e la Biblioteca Nazionale, ricostruita da lui dopo l’occupazione cilena, diventa la sua cattedrale laica.

  7. 1881

    Le truppe cilene occupano la capitale

    Dopo le battaglie di San Juan e Miraflores, gli elmi biancoazzurri cileni avanzano lungo Avenida Colmena. Saccheggiano la Biblioteca Nazionale, portando via 20.000 volumi come trofei di guerra; gli ufficiali cenano su argenti vicereali nel Palacio de Gobierno mentre l’élite limeña fugge verso l’interno. L’occupazione durerà due anni amari e segnerà per sempre l’immagine che la città ha di sé.

  8. 1920

    Nasce Chabuca Granda

    Nel quartiere bohémien di Barranco una bambina respira per la prima volta l’odore del sale e del gelsomino. Crescerà fino a scrivere “La flor de la canela”, il valzer che trasforma il vecchio ponte di Lima in un simbolo universale di amore perduto. La sua voce, graffiata da sigarette e nostalgia, insegnerà alla città ad ascoltare la propria malinconia.

  9. 1940

    Il terremoto rilancia la capitale

    Il sisma del 1940 provoca 300 morti e spezza come un guscio la nuova cupola in cemento della cattedrale. I fondi della ricostruzione finanziano cinema Art Déco e i primi uffici con facciate vetrate lungo Avenida Wilson. Dalle macerie Lima scopre la modernità, allarga le strade e si prepara all’arrivo, negli anni Cinquanta, delle Chevrolet e dei migranti andini.

  10. 1960

    Apre l’aeroporto Jorge Chávez

    Le eliche cedono il passo ai motori a reazione mentre la porta d’ingresso di Lima si sposta dal polveroso Limatambo a una piana costiera bonificata nel Callao. La nuova pista di 3.400 metri può finalmente accogliere un Boeing 707; l’isolamento della capitale finisce nel rombo delle turbine che portano Beatlemania, volontari del Peace Corps e, poco dopo, viaggiatori in cerca di ceviche.

  11. 1988

    Il centro storico diventa patrimonio mondiale

    La targa dell’UNESCO in Plaza Mayor riconosce sei secoli di storia stratificata: pietre incaiche alla base, balconi barocchi sopra, facciate Art Déco incastrate nel mezzo. Il riconoscimento salva decine di palazzi dalla demolizione, anche se di notte continuano a risuonare scalpelli clandestini che staccano piastrelle coloniali destinate al mercato nero.

  12. 1992

    L’attentato di via Tarata sconvolge Miraflores

    Alle 21:17 un furgone di Sendero Luminoso esplode nella verdeggiante via Tarata, uccidendo 25 persone e mandando in frantumi le vetrate dei caffè dove i limeños bevevano espresso. Il cratere, largo tre metri, diventa una frattura morale: Lima capisce che il terrorismo può raggiungere anche i suoi quartieri più borghesi. In seguito un boschetto memoriale di 25 ulivi sussurrerà al vento con campanelli costruiti da lamiere contorte.

  13. 2007

    Inaugura il Circuito Mágico del Agua

    Nel Parque de la Reserva, un tempo trascurato, 13 fontane cibernetiche lanciano getti d’acqua alti 80 metri coreografati su valzer peruviani. Le famiglie che avevano abbandonato lo spazio pubblico negli anni della violenza tornano in massa, mentre i bambini corrono nella foschia illuminata da arcobaleni artificiali. Lima si riprende la città con luce e acqua, trasformando la paura in spettacolo.

  14. 2011

    Debutta la Linea 1 della metro

    Dopo trent’anni di progetti interrotti, i primi convogli della metropolitana di Lima scorrono silenziosi sui viadotti sopra la congestionata Panamericana. I migranti andini della capitale, ormai circa il 70% della popolazione, ottengono un serpente d’argento che riduce un tragitto di 90 minuti in autobus a soli 25, accorciando finalmente le distanze della metropoli desertica.

  15. 2019

    Lima ospita i Giochi Panamericani

    Campi da beach volley fioriscono accanto alla foschia del Pacifico e il Perù conquista a Punta Rocas il suo primo oro nel surf. Per diciassette giorni i limeños sventolano la bandiera biancorossa senza ironia: la città scopre di saper orchestrare molto più del traffico quotidiano.

  16. 2025

    Atterra il nuovo terminal aeroportuale

    Un’onda di vetro di 660.000 metri quadrati si alza accanto alle vecchie dune costiere, raddoppiando la capacità a 40 milioni di passeggeri. All’interno, un ceviche bar serve polpo sotto un giardino verticale vivo di 3.000 orchidee: Lima accoglie il mondo con il sale sulle labbra e il respiro della giungla nei polmoni.

Chi ha vissuto qui

  • Prima santa cattolica nata nelle Americhe · 1586–1617

    Santa Rosa da Lima

    Nata e morta a Lima

    Isabel Flores percorse queste strade con una corona di rose nascosta sotto il velo; ancora oggi i pellegrini passano davanti alla sua casa d’infanzia su Avenida Tacna, lasciando petali che addolciscono l’aria del traffico.

  • Romanziere premio Nobel · 1936–2025

    Mario Vargas Llosa

    Ha vissuto gran parte della sua vita a Lima

    Ha raccontato accademie militari, redazioni radiofoniche e cimiteri limeñi con una prosa affilata come un coltello; nei caffè di Barranco sembra ancora di sentire i suoi dialoghi tra il vapore dell’espresso e la foschia del mare.

  • Chef e ambasciatore della cucina peruviana · nato nel 1967

    Gastón Acurio

    Nato a Lima e qui ha costruito la sua carriera

    Partendo da un piccolo banco di ceviche a Miraflores ha convinto il mondo che i sapori peruviani meritano un posto al tavolo della grande cucina; oggi il suo Astrid y Gastón occupa un palazzo di tre secoli che un tempo ospitava conti spagnoli.

  • Cantautrice criolla · 1920–1983

    Chabuca Granda

    Si trasferì a Lima da bambina e scrisse a Barranco

    Le sue canzoni sembrano ancora uscire dalle peñas notturne lungo la Bajada de Baños, dove il vecchio ponte di legno detta il tempo agli innamorati che ballano 'La Flor de la Canela' sotto lampioni d’altri tempi.

  • Conquistador spagnolo · c.1475–1541

    Francisco Pizarro

    Fondò Lima nel 1535

    Disegnò con la spada una griglia urbana accanto al Rímac, immaginando una Città dei Re destinata a governare un continente; oggi le sue spoglie riposano nella Cattedrale, affacciate sulla piazza che fece costruire.

  • Tenore lirico · nato nel 1973

    Juan Diego Flórez

    Nato a Miraflores, Lima

    Il ragazzo che cantava nel coro di San Marcos riempie oggi i teatri d’opera d’Europa, ma torna ancora a esibirsi gratuitamente al Gran Teatro Nacional, dimostrando che l’aria del Pacifico sa forgiare tanto gli acuti quanto il ceviche.

Dove mangiare

Dove i locali prenotano davvero per cena — non i menù da turisti.

Consigli da insider

Piccole cose che cambiano il modo in cui la città ti tratta.

  • Bus Ufficiale Dall’Aeroporto

    Lascia perdere i procacciatori di taxi: Airport Express Lima collega l’aeroporto a Miraflores ogni ora per S/15 (≈US$4) ed è l’unico servizio di bus indicato ufficialmente dal terminal.
  • Meglio Con Il Cielo D’Estate

    La costa desertica di Lima dà il meglio tra dicembre e aprile, quando il cielo è più limpido; da giugno a settembre arriva la celebre garúa, la foschia oceanica che vela le scogliere sul Pacifico.
  • Porta Tagli Piccoli

    Nei mercati, ai banchi di ceviche e sui bus urbani spesso non cambiano facilmente banconote da S/50: tieni monete e tagli da S/10 in una tasca a parte.
  • Evita I Succhi Crudi Di Strada

    Anche molti limeñi evitano frutta e succhi crudi venduti sui marciapiedi: meglio sbucciare la frutta da soli o scegliere bottiglie sigillate per evitare problemi di stomaco.
  • Malecón Al Tramonto

    I parapendii decollano fino alle 18:00 circa; per fotografare le falesie nella luce dorata conviene sistemarsi dal lato Barranco del Puente Villena.

Domande frequenti

Lima merita davvero o è solo una tappa di passaggio?

Sì, senza dubbio. In poche corse si passa da una piramide di adobe vecchia di millenni alle piazze del vicereame spagnolo, dai migliori sapori del continente ai tramonti sul Pacifico sospesi sopra le scogliere.

Quanti giorni servono per visitare Lima?

L’ideale sono 3 giorni pieni: il primo per il centro storico tra chiese, piazze e musei; il secondo per la costa di Miraflores e Barranco, con cucina e vita serale; il terzo per Pachacámac oppure per Pueblo Libre con il Museo Larco e pranzo al mercato.

Lima è sicura per i turisti?

Di sera è meglio restare soprattutto tra Miraflores, Barranco e San Isidro, usare solo taxi autorizzati o app, non esibire telefono e gioielli e mantenere un profilo discreto. Anche nei quartieri più tranquilli i furti opportunistici non mancano.

Qual è il modo più economico per andare dall’aeroporto a Miraflores?

La soluzione più economica è il bus pubblico AeroDirecto: costa circa S/3.50 fino al centro, poi si prosegue con il Metropolitano per circa S/3.20 e un breve tratto a piedi o in taxi. In totale si resta sotto gli S/8, molto meno dei S/50-70 di un taxi ufficiale.

Quando si possono vedere le fontane d’acqua?

Il Circuito Mágico del Agua al Parque de la Reserva funziona da mercoledì a domenica; lo spettacolo con luci e laser delle 18:00 è il più affollato, quindi conviene arrivare verso le 17:00 se vuoi fotografarlo con più calma.

Bisogna prenotare in anticipo il Museo Larco?

No, in genere il biglietto si acquista all’ingresso per S/35. Il ristorante nel giardino però si riempie facilmente all’ora di pranzo, quindi conviene prenotare il tavolo appena entri se vuoi fermarti dopo la visita.

Tutti i luoghi da visitare.

216 luoghi da scoprire

San Miguel
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Palazzo Del Governo Del Perù
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Chorrillos
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La Casona Di San Marcos
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Parco Della Riserva
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Museo D'Arte Italiana Di Lima
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Museo Di Storia Naturale, Lima
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Piazza Bolívar
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Museo Nazionale Di Archeologia, Antropologia E Storia Del Perù
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Piazza Bolognesi
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Plaza Dos De Mayo
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Chiesa Di San Agustín, Lima
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Piazza Perù
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Piazza Grau
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Piazza Italia
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Collegio Reale Dell'Università Di San Marcos
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Sinagoga Di Sharon

Museo Dei Combattenti Del Morro De Arica
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Museo D'Arte Dell'Università Nazionale Maggiore Di San Marcos
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Museo Metropolitano Di Lima
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Arco Cinese
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Chiesa Di Nostra Signora Di Copacabana
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Museo D'Arte Di Lima
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Monumento a César Vallejo
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Biblioteca Nazionale Del Perù
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Damero De Pizarro
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Malecón De Miraflores
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Mostrati 1–48 di 216 luoghi

Crediti fotografici (6)
  1. Jon Liza — Pexels License (https://www.pexels.com/license/) — Fonte: https://www.pexels.com/photo/35761856/
  2. Cristian Salinas Cisternas — Pexels License (https://www.pexels.com/license/) — Fonte: https://www.pexels.com/photo/7357663/
  3. Lyon Peru — Pexels License (https://www.pexels.com/license/) — Fonte: https://www.pexels.com/photo/20853388/
  4. Welly Huang — Pexels License (https://www.pexels.com/license/) — Fonte: https://www.pexels.com/photo/20463587/
  5. Daniel Reynaga — Pexels License (https://www.pexels.com/license/) — Fonte: https://www.pexels.com/photo/29027606/
  6. Lyon Peru — Pexels License (https://www.pexels.com/license/) — Fonte: https://www.pexels.com/photo/17060546/

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