Un museo nazionale d'arte ad Asunción nacque, in parte, da un esule accusato di aver contribuito a uccidere un presidente. Solo questo basta a rendere il Museo Nazionale Delle Belle Arti (Paraguay) degno del vostro tempo. Ad Asunción, in Paraguay, questo museo compatto trasforma la pittura in pettegolezzo politico, ambizione del dopoguerra e una delle storie d'origine più strane della storia culturale sudamericana.
Le fonti mostrano che il museo aprì al pubblico il 28 marzo 1909, ma l'istituzione sembra più antica e meno stabile di quanto quella data suggerisca. Si viene per le tele, certo, ma la vera attrazione è il dibattito che c'è dietro: che tipo di capitale si ricostruisce dopo una catastrofe raccogliendo Murillo, Courbet e pittura paraguaiana sotto un solo tetto.
L'edificio su Eligio Ayala non vi sovrasta. Meglio così. Così l'attenzione resta sulle opere, sul soffuso silenzio museale e sulla sensazione che gran parte della collezione viva ancora appena fuori vista, divisa tra esposizione e deposito come una storia che non ha mai finito del tutto di raccontarsi.
Venite perché è qui che il Paraguay ha provato a insegnare a se stesso come una repubblica possa ricordare: attraverso immagini, libri, archivi e gusto. Pochi musei mostrano così apertamente le proprie cuciture.
Ricercata dal team editoriale di Audiala a partire da documenti storici, archivi architettonici e conoscenza del territorio.
Pianifica la visita
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Come arrivare
- Il museo si trova in Eligio Ayala 1345, all'angolo con Pa'i Pérez e Curupayty, nel microcentro di Asunción. In autobus, scendete a Mcal. Estigarribia x Curupayty e camminate per circa 3 minuti; la Línea E1 è un'opzione confermata. Da Plaza Independencia o da Calle Palma, la passeggiata dura circa 10-15 minuti attraverso il centro storico e, se arrivate in auto, usate le ore diurne ed evitate di lasciare oggetti visibili all'interno.
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Orari di apertura
- Nel 2026 il quadro ufficiale resta confuso. La pagina ufficiale più aggiornata del museo indica da martedì a venerdì 09:00-19:00 e sabato 09:00-20:00, con ingresso gratuito; post più vecchi mostrano orari più brevi e gennaio ha funzionato con orario estivo 08:00-13:00. Domenica e lunedì di solito è chiuso, quindi controllate l'ultimo post del museo prima di partire.
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Tempo necessario
- Concedetegli 30 minuti se volete l'essenziale. Concedetegli 45-60 minuti se leggete le didascalie, vi fermate sulla mostra temporanea e lasciate che il posto faccia il suo effetto; è un museo compatto, più simile a una dose concentrata che a un lungo pomeriggio.
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Costo e biglietti
- Nel 2026 l'ingresso è gratuito. Niente biglietteria, niente fascia oraria prenotata, nessun motivo per pianificare troppo; ricordate solo che qui la vera variabile è l'orario, non il prezzo.
Storia
Il museo costruito dall'esilio
Il Museo Nazionale Delle Belle Arti (Paraguay) non nacque come una tranquilla istituzione statale con un indirizzo fisso e una targa di fondazione ben ordinata. Le fonti mostrano che la sua inaugurazione pubblica avvenne il 28 marzo 1909 con il lungo titolo "Museo de Bellas Artes, del Histórico y la Biblioteca Americana", anche se gli studiosi discutono ancora se la sua preistoria burocratica inizi nel 1902 o il 10 gennaio 1903.
Questa instabilità conta. Il museo visse inizialmente nella casa di Juan Silvano Godoy all'angolo tra Presidente Franco e Juan E. O'Leary, si trasferì nel 1969 all'Archivo Nacional tra Mariscal Estigarribia e Iturbe, poi riaprì nel 2011 in Eligio Ayala 1345. Ancora oggi l'istituzione dà una lieve impressione di divisione, come se Asunción stesse ancora decidendo dove custodire la propria memoria.
La svolta
La pericolosa vita postuma di Juan Silvano Godoy
Juan Silvano Godoy, nato ad Asunción il 12 novembre 1850, non fu un sereno mecenate delle arti. Le fonti paraguaiane lo descrivono come politico, collezionista, polemista e uomo accusato della regia intellettuale nell'assassinio del presidente Juan Bautista Gill del 12 aprile 1877. L'esilio lo mandò a Buenos Aires, dove la posta in gioco divenne dolorosamente personale: reputazione, sopravvivenza e la possibilità di trasformare una vita compromessa in autorità culturale.
Secondo le storie documentate del museo, quell'esilio cambiò tutto. Godoy ricevette consigli da Eduardo Schiaffino e acquistò dipinti in gallerie, aste e studi d'artista, immaginando poi un'istituzione pubblica in cui arte, libri e archivi potessero stare insieme come prova che il Paraguay apparteneva ancora al mondo delle idee dopo la Guerra della Triplice Alleanza. Il punto di svolta arrivò il 28 marzo 1909, quando la sua collezione privata smise di essere privata e si aprì alla repubblica.
Ed è qui che la storia punge. Il primo grande museo di belle arti del paese nacque dalla fame di legittimità di un solo uomo, poi gli sopravvisse e passò nelle mani dello Stato nel 1939. Oggi attraversate le gallerie e avvertite due ambizioni insieme: l'amore per la pittura e il desiderio più freddo di riscrivere il modo in cui la storia ricorda il vostro nome.
Il tunnel sotto Iturbe
Le fonti mostrano che il 29 luglio 2002 dei ladri affittarono un locale di fronte alla sede dell'Archivo Nacional del museo e scavarono un tunnel di 25 metri sotto la strada, più o meno la lunghezza di due autobus urbani parcheggiati muso contro coda. Rubarono cinque opere europee, tra cui dipinti attribuiti a Murillo e Tintoretto, lasciando dietro di sé le cornici. Il furto fu così teatrale da sembrare inventato, ed è proprio per questo che resta impresso: la collezione nazionale del Paraguay fu violata come una cassaforte bancaria.
Un museo senza un solo corpo
La maggior parte dei visitatori pensa che l'attuale sede del museo sia la sua sede storica. Sbagliato. Le testimonianze documentate mostrano che solo una parte della collezione è esposta su Eligio Ayala, mentre per anni centinaia di opere sono rimaste in deposito o nell'ex edificio dell'Archivo Nacional, facendo apparire l'istituzione fisicamente divisa. Questa assenza modella la visita quanto qualsiasi tela appesa alle pareti.