Epoca preispanica
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200 a.C.
L'ascesa di Cuicuilco
All'ombra del vulcano Xitle, gli abitanti di Cuicuilco diedero vita a una delle prime città piramidali della Valle del Messico. La sua piramide circolare dominò il paesaggio finché, intorno al 200 a.C., un'eruzione non seppellì l'insediamento e disperse i superstiti. Quel vuoto di potere spostò lentamente il baricentro verso il centro emergente che un giorno sarebbe diventato Tenochtitlan.
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1325
La nascita di Tenochtitlan
Secondo la leggenda, i Mexica videro un'aquila posata su un cactus mentre divorava un serpente su un isolotto del lago Texcoco. In quello stesso anno fondarono Mexico-Tenochtitlan. Nel giro di due secoli, quella fragile città lacustre sarebbe cresciuta fino a diventare una delle metropoli più grandi del mondo, attraversata da canali, mercati e templi monumentali.
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1487
La nuova consacrazione del Templo Mayor
Sotto Ahuízotl, il Grande Tempio conobbe il suo ultimo e più sontuoso ampliamento. Durante le cerimonie di consacrazione furono sacrificati migliaia di prigionieri, e il sangue scese a fiumi lungo le ripide scalinate. I due santuari dedicati a Huitzilopochtli e Tlaloc si affermarono così come cuore simbolico e reale dell'impero azteco.
Epoca della conquista e coloniale
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1519
Cortés entra a Tenochtitlan
L'8 novembre Hernán Cortés, con il suo piccolo contingente di spagnoli e alleati indigeni, percorse la strada rialzata che conduceva alla scintillante città d'acqua. Moctezuma II lo accolse in un palazzo colmo del profumo di copal e di fiori. Per un istante brevissimo, due mondi si osservarono con stupore e inquietudine.
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1521
La caduta di Tenochtitlan
Dopo un assedio brutale durato 75 giorni, l'ultimo imperatore azteco, Cuauhtémoc, fu catturato il 13 agosto. La splendida capitale insulare giaceva in rovina, con i templi abbattuti e i canali colmi di cadaveri. Gli spagnoli e i loro alleati indigeni avevano distrutto una civiltà per costruirne un'altra sulle sue ossa.
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1563
Inizia la costruzione della cattedrale
Cominciarono i lavori di quella che sarebbe diventata la Cattedrale Metropolitana, volutamente edificata sopra le rovine del Templo Mayor azteco. Per completarla ci vollero 250 anni, durante i quali si stratificarono elementi rinascimentali, barocchi e neoclassici. La sua lenta ascesa annunciò che la nuova fede occupava ormai il centro sacro della precedente.
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1651
Sor Juana entra in convento
Juana Ramírez de Asbaje prese il velo e divenne Sor Juana Inés de la Cruz nel convento di San Jerónimo. Tra quelle mura raccolse una delle più grandi biblioteche private delle Americhe e scrisse poesie e opere teatrali che ancora oggi sorprendono per lucidità e forza. La mente letteraria più brillante della città trovò nel chiostro insieme rifugio e libertà intellettuale.
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1692
La grande sommossa
La scarsità di viveri e anni di risentimento sfociarono in una violenta rivolta nella Plaza Mayor. La folla incendiò il palazzo vicereale e gran parte dell'archivio cittadino. L'insurrezione rivelò quanto fosse fragile l'equilibrio del potere coloniale e lasciò sulle pietre segni di bruciatura visibili per decenni.
Epoca dell'indipendenza e delle riforme
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1810
L'eco del grido d'indipendenza
Anche se il primo appello partì da Dolores, Città del Messico divenne il premio finale della lunga lotta per l'indipendenza. Le forze realiste mantennero il controllo della capitale fino al 1821, quando vi entrò l'Esercito delle Tre Garanzie. La città che era stata il centro del potere vicereale apparteneva ormai alla nuova nazione messicana.
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1847
La battaglia di Chapultepec
Il 13 settembre i marines statunitensi assaltarono il Collegio Militare all'interno del Castello di Chapultepec. Sei giovani cadetti combatterono fino alla morte invece di arrendersi; uno di loro si avvolse nella bandiera messicana e si gettò dalla torre. La sconfitta aprì le porte di Città del Messico all'occupazione straniera.
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1864
L'arrivo di Massimiliano
L'imperatore Massimiliano e Carlota si stabilirono nel Castello di Chapultepec, ridisegnando i giardini e tracciando il grandioso Paseo del Emperador, poi divenuto Reforma. Il loro regno, breve e tragico, lasciò alla città boulevard di gusto parigino e una persistente malinconia architettonica.
Epoca del Porfiriato e della rivoluzione
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1876
Porfirio Díaz prende il potere
Porfirio Díaz inaugurò la sua lunga dittatura con l'obiettivo di trasformare Città del Messico in una capitale all'europea. Luci elettriche, ferrovie, grandi viali ed edifici d'ispirazione francese cambiarono il volto urbano. Il prezzo fu una disuguaglianza feroce che sarebbe infine esplosa nella rivoluzione.
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1902
Si innalza l'Ángel de la Independencia
L'angelo dorato fu collocato in cima alla sua colonna sul Paseo de la Reforma in tempo per le celebrazioni del centenario del 1910. Di notte le sue luci erano visibili da gran parte della città, simbolo fragile dell'indipendenza sospeso sopra una capitale ancora dominata da un solo uomo.
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1910
Madero accende la rivoluzione
L'appello di Francisco I. Madero per elezioni libere, lanciato dalla città, diede impulso alla Rivoluzione messicana. Seguirono dieci anni di violenza, durante i quali la capitale cambiò più volte mano. Quando il fumo si diradò, Città del Messico era insieme testimone e trofeo del nuovo ordine rivoluzionario.
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1921
Rivera comincia i murales
José Vasconcelos incaricò Diego Rivera di dipingere le pareti della Segreteria dell'Istruzione Pubblica. Dall'alto delle impalcature, Rivera iniziò a creare in affresco il linguaggio visivo della rivoluzione. Per i tre decenni successivi il muralismo avrebbe trasformato gli edifici pubblici della città in un museo a cielo aperto della storia e dell'identità messicana.
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1929
I primi anni di Frida Kahlo
Un devastante incidente d'autobus a Città del Messico lasciò la ventiduenne Frida Kahlo immobilizzata a letto e segnata da dolori per tutta la vita. Confinata nella casa blu di famiglia a Coyoacán, iniziò a dipingere gli autoritratti che l'avrebbero resa un'icona. La città le spezzò il corpo, ma le offrì anche la tela su cui trasformare il dolore in arte.
Epoca della metropoli moderna
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1964
Apre il Museo di Antropologia
Il nuovo Museo Nazionale di Antropologia, nel parco di Chapultepec, aprì le sue porte diventando subito la più importante istituzione culturale del Paese. Le sue vaste sale riunirono sotto un unico tetto il passato preispanico, mentre l'edificio stesso, progettato da Pedro Ramírez Vázquez, si impose come un capolavoro del modernismo.
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1968
Il massacro di Tlatelolco
Il 2 ottobre le truppe governative aprirono il fuoco contro gli studenti in protesta nella Plaza de las Tres Culturas. Morirono centinaia di persone in un evento che infranse il mito della città olimpica. Il massacro resta una delle ferite più profonde della memoria messicana contemporanea, e la sua verità completa continua a essere contesa.
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1985
Il grande terremoto
Il 19 settembre alle 7:19 un terremoto di magnitudo 8,1 colpì la città. Morirono più di 10.000 persone, soprattutto nel centro, mentre interi palazzi residenziali crollavano nel sonno dei loro abitanti. La catastrofe mise a nudo corruzione e inefficienze del governo e favorì la nascita di una società civile più autonoma e combattiva.
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2016
Diventa Ciudad de México
Il 29 gennaio l'ex Distretto Federale divenne ufficialmente Città del Messico, o CDMX, ottenendo maggiore autonomia grazie a una nuova costituzione. Dopo quasi cinque secoli come sede del potere coloniale, imperiale e federale, la città acquisì finalmente lo status giuridico di vera capitale, con diritti propri.
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2021
700 anni di Tenochtitlan
La città celebrò il 700° anniversario della fondazione azteca e il 500° della caduta di Tenochtitlan con grandi programmi culturali e il cambio di nome di diverse strade. Per la prima volta dopo secoli, il passato mexica fu celebrato ufficialmente non come reliquia sconfitta, ma come fondamento vivo dell'identità della capitale.