Pompei (Città Antica)

Italia Aggiornato Oct 2026

Sulle strade di basoli di Pompei, i solchi dei carri catturano la luce; oltre le mura degli scavi, risuonano le campane della città moderna. A Pompei, in Italia, una città romana sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. e un moderno centro di pellegrinaggio condividono lo stesso piccolo lembo di Campania.

Pompei (Città Antica), Italia Foto: Cristian Salinas Cisternas / Pexels
Attrazioni
12
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8 h 6 min
Durata del viaggio
1–2 giorni
Stagione migliore
Primavera (aprile–maggio) e autunno (settembre–ottobre)

Perché Pompei (Città Antica)

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Il cuore civico della città antica guarda ancora verso il Vesuvio: il Foro si estende per 157 metri per 38, incorniciato da colonnati, templi e antichi tribunali. Sul margine sud-orientale, un anfiteatro costruito intorno al 70 a.C. poteva accogliere fino a 20.000 spettatori.

Gli ambienti privati avvicinano la città più dei suoi grandiosi monumenti. La Casa dei Vettii conserva vivaci affreschi mitologici, mentre un punto di ristoro di recente scavato presenta anatre dipinte e un gallo sopra il bancone dove venivano serviti i cibi.

La Pompei moderna si raccoglie attorno al Santuario della Beata Vergine del Rosario, fondato da Bartolo Longo alla fine del XIX secolo. Le campane e il viavai serale ricordano che Pompei non è soltanto una città romana ferma nel tempo, ma anche una città viva, plasmata da ciò che è venuto dopo.

  • Una città romana a livello strada

    Il Foro, la Basilica, le botteghe e le abitazioni di Pompei si trovano all’interno di una rete di strade percorribile a piedi, dove i basoli e gli attraversamenti rialzati continuano a guidare i movimenti. Dal Foro, guarda verso nord: il Vesuvio domina il panorama, più che uno sfondo, la ragione per cui la città si fermò nel 79 d.C.
  • AmbientI pensati per essere ammirati

    La Casa dei Vettii accosta affreschi mitologici a un giardino un tempo circondato da colonne; fuori da Porta Ercolano, la Villa dei Misteri raffigura figure a grandezza naturale su un intenso fondo rosso pompeiano. I dipinti avvicinano in modo sorprendente gli ambienti privati, mentre chi li commissionò resta irraggiungibile.
  • Il teatro, ieri e oggi

    L’anfiteatro in pietra di Pompei, costruito intorno al 70 a.C., precede il Colosseo di Roma e poteva accogliere circa 20.000 spettatori. Il vicino Teatro Grande ospita ancora spettacoli, così il vecchio quartiere dei divertimenti talvolta torna a riempirsi di voci dal vivo.
  • Una seconda Pompei

    La Pompei moderna crebbe attorno al Santuario della Madonna del Rosario, fondato alla fine del XIX secolo da Bartolo Longo. Il suo campanile, alto 80 metri, domina gli scavi e guarda verso il Vesuvio, unendo la città viva dei pellegrinaggi a quella antica che le sorge accanto.

Quartieri

Dove vagare, quartiere per quartiere — ognuno con il suo ritmo.

  • Parco archeologico e Porta Marina

    Entra nella città antica da Porta Marina e segui i basoli oltre il Foro, le terme pubbliche e le case disposte attorno a cortili ombreggiati. Le pietre conservano i segni delle ruote e dei passi; dal centro civico, il Vesuvio chiude il panorama.
  • Piazza Bartolo Longo e quartiere del Santuario

    Il centro religioso e sociale della città moderna è la piazza davanti al Santuario della Beata Vergine del Rosario. Caffè e gelaterie ne animano i lati, mentre la passeggiata serale dà alla piazza un ritmo locale, diverso dal flusso diurno dei visitatori diretti alle rovine.
  • Via Sacra e Via Roma

    Queste strade centrali costituiscono il principale asse di Pompei per un caffè, un pasto o un aperitivo serale. Tra il flusso costante di persone che si spostano tra il santuario e le vie più tranquille della città, cerca pasticcerie, enoteche e trattorie.
  • Via Plinio e Piazza Anfiteatro

    Lungo via Plinio, negozi moderni e pizzerie arrivano fino al margine degli scavi. Piazza Anfiteatro offre un accesso diretto all’antica arena ed è quindi un punto ideale per osservare quanto la vita quotidiana della città sia vicina alle rovine.

Pianifica il viaggio

Prima di partire

Come arrivare a Pompei
Nel 2026, l’aeroporto principale più vicino è l’Aeroporto Internazionale di Napoli (NAP); l’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi (QSR) è un’altra opzione regionale, con meno collegamenti. I treni fermano a Pompei FS, nella città moderna, e a Pompei Scavi–Villa dei Misteri, accanto alle rovine; Napoli Centrale è il principale nodo di interscambio, mentre l’autostrada A3 Napoli–Salerno ha le uscite Pompei Ovest e Pompei Est–Scafati.
Come spostarsi nella zona
Pompei non ha metropolitana; il principale collegamento ferroviario è la linea EAV Circumvesuviana Napoli–Sorrento, con fermata a Pompei Scavi–Villa dei Misteri, e il Campania Express stagionale, che offre un viaggio più confortevole. Gli autobus EAV collegano la zona, compresa la linea 808 in direzione del Vesuvio; le piste ciclabili sono limitate e non è consentito entrare in bicicletta nell’area archeologica. Nel 2026, la Campania 3 Days Artecard è indicata a 41 €, mentre una corsa della Circumvesuviana per Pompei costa circa 3 €; prima di partire, verifica le tariffe aggiornate e le esclusioni degli abbonamenti.
Clima e periodo migliore
In primavera le temperature massime variano in genere tra 16 e 24 °C e le minime tra 8 e 15 °C; in estate le massime raggiungono 28–33 °C e le minime 19–22 °C, con poca ombra tra le rovine. In autunno si registrano circa 17–27 °C di giorno e 9–19 °C di notte; in inverno, circa 13–17 °C di giorno e 5–9 °C di notte. Le piogge sono più frequenti dall’autunno all’inverno e novembre è spesso il mese più piovoso. Aprile, maggio, settembre e ottobre offrono un buon equilibrio tra clima adatto alle passeggiate e meno visitatori rispetto all’alta stagione, da aprile a ottobre; da novembre a febbraio c’è meno affollamento, ma il clima è più fresco e piovoso.
Lingua e valuta
La lingua d’uso quotidiano è l’italiano, insieme al napoletano; nel Parco archeologico l’inglese è diffuso, ma è meno facile trovare chi lo parla nei piccoli bar e nei servizi locali. In Italia si usa l’euro (€); le carte sono accettate in molti posti, ma un po’ di contante è utile per i piccoli acquisti.

Pompei: una città interrotta e poi riscoperta

Da insediamento osco alle strade conservate sotto il Vesuvio

  1. circa VII secolo a.C.

    Nasce l’insediamento osco di Pompei

    Un insediamento osco sorse su un altopiano vulcanico sopra il fiume Sarno, dove le vie verso l’entroterra si incrociavano con i traffici del golfo di Napoli. Le prime case appartenevano a una città viva, non a un luogo destinato a diventare una rovina.

  2. circa VI secolo a.C.

    Sorgono templi e mura

    L’influenza greca raggiunse Pompei attraverso il commercio e l’architettura; tra i primi luoghi di culto figurava un tempio dorico nell’area poi chiamata Foro Triangolare. I costruttori iniziarono anche a cingere l’insediamento con fortificazioni di tenera pietra vulcanica.

  3. 474 a.C.

    Il potere etrusco arretra

    Nella battaglia di Cuma, le forze greche sconfissero una flotta etrusca, indebolendo l’influenza etrusca in tutta la Campania. La posizione di Pompei tra comunità greche, etrusche e italiche faceva sì che il cambiamento politico fosse parte della vita quotidiana.

  4. circa V secolo a.C.

    Inizia il dominio sannitico

    Gruppi sanniti provenienti dagli Appennini presero il controllo di Pompei e di altre città campane. La città mantenne la lingua osca e le istituzioni locali, mentre ampliava le strade e costruiva in tufo e calcare.

  5. 290 a.C.

    Pompei entra nell’alleanza con Roma

    Dopo le guerre di Roma contro i Sanniti, Pompei entrò nella confederazione romana come comunità alleata. Conservò una certa autonomia, ma doveva fornire sostegno militare a Roma: il potere di Roma era ormai parte della politica locale.

  6. circa II secolo a.C.

    Prendono forma i monumenti pubblici

    La crescente ricchezza di Pompei finanziò edifici civici e una vivace vita pubblica: in questo periodo sorsero la Basilica, il Teatro Grande e le Terme Stabiane. Nelle terme, i pavimenti riscaldati mantenevano caldi gli ambienti in cui gli affari del giorno proseguivano tra vapori e conversazioni.

Mostra tutta la cronologia (30 momenti)
  1. 89 a.C.

    Silla assedia Pompei

    Durante la guerra sociale, Pompei si unì alla rivolta italica contro il dominio di Roma e la sua richiesta di cittadinanza. Il generale romano Lucio Cornelio Silla assediò la città; su alcuni tratti delle mura sono ancora visibili i segni dei colpi d’artiglieria.

  2. 80 a.C.

    Una colonia romana sostituisce l’autonomia

    Silla fondò a Pompei una colonia di veterani romani, chiamandola Colonia Cornelia Veneria Pompeianorum. Il governo latino e i nuovi coloni trasformarono la vita civica, anche se le tradizioni osche più antiche non scomparvero da un giorno all’altro.

  3. circa 70 a.C.

    Apre l’anfiteatro

    I magistrati locali Gaio Quinzio Valgo e Marco Porcio finanziarono un anfiteatro in pietra che poteva accogliere fino a 20.000 spettatori. Le gradinate ripide rendevano il pubblico parte dello spettacolo e l’edificio è tuttora uno dei più antichi anfiteatri romani conservati.

  4. 27 a.C.

    Pompei si espande sotto Augusto

    Sotto Augusto, Pompei si dotò di nuove infrastrutture, tra cui un collegamento alla rete idrica dell’Aqua Augusta. Al Castellum Aquae, l’acqua poteva essere distribuita a fontane, terme e abitazioni private: un monumento concreto ai legami della città con l’impero.

  5. circa 2 d.C.

    Il dono civico di Eumachia

    La sacerdotessa e benefattrice Eumachia fece costruire un edificio monumentale accanto al Foro, dedicato a suo nome e a quello del figlio. I fulloni le dedicarono una statua; l’edificio rendeva visibile l’ambizione civica di una donna nel quartiere pubblico più frequentato della città.

  6. 59 d.C.

    Una gara di gladiatori finisce in violenza

    Una competizione nell’anfiteatro di Pompei degenerò in una rissa mortale tra pompeiani e visitatori di Nocera. Tacito riferisce che il governo di Nerone vietò per dieci anni i giochi gladiatori a Pompei: una rara punizione imperiale documentata dalle immagini e dalle iscrizioni della città stessa.

  7. circa 61 d.C.

    Plinio racconta l’eruzione

    Plinio il Giovane era adolescente quando eruttò il Vesuvio e assistette all’evento da Miseno, dall’altra parte del golfo. Anni dopo, le sue lettere descrissero la nube altissima a forma di pino e il tentativo di soccorso dello zio, offrendo il resoconto più chiaro della catastrofe giunto fino a noi.

  8. 5 febbraio 62 d.C.

    Un forte terremoto colpisce la città

    Un violento terremoto danneggiò templi, case, strade e acquedotto di Pompei. I lavori di riparazione proseguirono per anni; in alcuni ambienti, i muratori avevano appena finito quando il Vesuvio seppellì il loro lavoro.

  9. 79 d.C.

    Il Vesuvio seppellisce la città

    Lapilli e cenere si accumularono sui tetti, mentre i terremoti e le successive ondate vulcaniche travolsero Pompei. Tradizionalmente l’eruzione è datata al 24 agosto, ma un’iscrizione a carbone datata 17 ottobre indica che avvenne in autunno; in ogni caso, le strade sepolte conservarono uno spaccato improvviso della vita romana.

  10. circa 80 d.C.

    I recuperanti cercano tra le rovine

    Dopo l’eruzione, alcune persone scavarono gallerie nei depositi per recuperare pietre, metalli e oggetti di valore dagli edifici sepolti. Pompei non fu semplicemente dimenticata: per un certo periodo, i suoi resti furono una fonte di materiali di recupero, prima che cenere e oblio calassero sulla città.

  11. circa 1592–1600

    Fontana attraversa Pompei con un canale

    Durante i lavori per dirigere un canale dal fiume Sarno, l’architetto Domenico Fontana attraversò la città sepolta. Vennero alla luce pareti dipinte e iscrizioni, ma la scoperta non fu riconosciuta come Pompei e il percorso venne ricoperto.

  12. 1748

    Iniziano gli scavi borbonici

    Carlo III di Borbone sostenne nuovi scavi nei pressi del sito noto come Civita, affidandone la direzione all’ingegnere militare Roque Joaquín de Alcubierre. Si scavava tra i depositi vulcanici con picconi e gallerie, spesso trattando le antiche mura come ostacoli prima di comprenderne il valore.

  13. 1763

    Un’iscrizione rivela il nome di Pompei

    Un’iscrizione latina che menzionava la Res Publica Pompeianorum identificò la città sepolta come Pompei. Il nome trasformò uno scavo enigmatico in un luogo che gli storici potevano localizzare, studiare e discutere.

  14. 1806–1815

    Il dominio francese porta alla luce altre strade

    Sotto Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat aumentarono i finanziamenti agli scavi e vennero alla luce altre parti del Foro, delle mura cittadine e della Via dei Sepolcri. I visitatori poterono percorrere più a lungo l’antico tracciato urbano, anche se i metodi di scavo continuavano a privilegiare la rapidità rispetto a una documentazione accurata.

  15. 1863

    Fiorelli dà un volto alla cenere

    L’archeologo Giuseppe Fiorelli mise a punto la tecnica dei calchi in gesso, versandolo nelle cavità lasciate nella cenere indurita dai corpi decomposti. Le forme ottenute conservano le pose finali di persone e animali, rendendo impossibile considerare astratte le perdite umane causate dall’eruzione.

  16. 1872

    Bartolo Longo fonda una nuova città

    L’avvocato e filantropo Bartolo Longo arrivò nella povera valle vicino alle rovine e iniziò a promuovere iniziative religiose e sociali. La sua opera contribuì alla nascita della Pompei moderna, una città con un futuro distinto da quello dell’antica città sottoposta agli scavi.

  17. 1891

    Viene consacrato il Santuario del Rosario

    Il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei fu consacrato dopo anni di lavori. Le sue campane e le folle di pellegrini diedero alla città moderna un nuovo centro, a breve distanza dalle silenziose strade romane.

  18. 1924

    Maiuri assume la direzione degli scavi

    L’archeologo Amedeo Maiuri iniziò un lungo incarico alla direzione degli scavi di Pompei, supervisionando importanti campagne di scavo e lavori di conservazione. Durante il suo mandato l’attenzione si estese oltre le dimore più prestigiose, concentrandosi anche sugli strati più antichi della città e sugli edifici comuni che rendono comprensibile la vita romana.

  19. 1943–1944

    La guerra e il Vesuvio danneggiano il sito

    I bombardamenti alleati del 1943 colpirono edifici tra cui l’Antiquarium del Foro e il Teatro Grande, lasciando ferite tra le antiche rovine. Nel marzo 1944 il Vesuvio eruttò di nuovo, ricoprendo di cenere una regione già devastata dalla guerra.

  20. 1971

    I Pink Floyd suonano tra le pietre

    I Pink Floyd girarono un’esibizione senza pubblico nell’anfiteatro di Pompei, dove la musica del gruppo incontrò la lunga eco romana del luogo. Il film portò le rovine nella cultura popolare moderna senza un solo spettatore sugli spalti.

  21. 23 novembre 1980

    Il terremoto dell’Irpinia scuote Pompei

    Un forte terremoto in Campania rese instabili centinaia di muri e colonne del sito. I danni misero in luce una verità scomoda: le rovine possono sopravvivere a chi le ha costruite, ma non sono in grado di prendersi cura di sé.

  22. 1997

    L’UNESCO riconosce le città antiche

    L’UNESCO iscrisse Pompei, Ercolano e Torre Annunziata insieme nella Lista del Patrimonio mondiale. Il riconoscimento congiunto sottolineò come queste città vicine conservino testimonianze diverse e complementari della vita e della distruzione nell’area del Vesuvio.

  23. 2012–2020

    Prende il via il Grande Progetto Pompei

    Il Grande Progetto Pompei avviò un’importante campagna di drenaggio, consolidamento strutturale e lavori archeologici, sostenuta da finanziamenti europei e italiani. L’obiettivo concreto era impedire che l’acqua e il cedimento dei margini degli scavi sottraessero altri pezzi della città.

  24. 2018–oggi

    Nuovi scavi rivelano la vita quotidiana

    Gli scavi nella Regio V portarono alla luce case, botteghe e un termopolio con vivaci raffigurazioni di cibi; inoltre, un’iscrizione a carbone rafforzò l’ipotesi di un’eruzione nell’autunno del 79 d.C. Ogni nuovo ambiente mette in discussione l’idea che Pompei sia una storia conclusa, sigillata dalla cenere.

Chi ha vissuto qui

  • Sacerdotessa e benefattrice civica · circa I secolo a.C.–I secolo d.C.

    Eumachia

    Visse a Pompei e ne fu mecenate

    Eumachia finanziò un complesso monumentale nel Foro e lo dedicò a suo nome e a quello del figlio; la corporazione cittadina dei fullones le rese omaggio con una statua. L’edificio porta ancora il suo nome, rara testimonianza pubblica di una donna che contribuì a plasmare la vita civica della città.

  • Politico e mecenate civico · Fine I secolo a.C.–inizio I secolo d.C.

    Marco Olconio Rufo

    Ricoprì cariche pubbliche e finanziò i lavori del Teatro Grande di Pompei

    Olconio Rufo ricoprì più volte la più alta carica municipale di Pompei e contribuì alla ricostruzione e all’ampliamento del Teatro Grande. Oggi i visitatori siedono ancora sulle gradinate che contribuì a realizzare; la continuità del teatro come sede di spettacoli gli sarebbe forse familiare.

  • Generale romano e dittatore · 138–78 a.C.

    Lucio Cornelio Silla Felice

    Assediò Pompei nell’89 a.C. e la rifondò come colonia romana nell’80 a.C.

    L’assedio di Silla e il successivo insediamento cambiarono l’identità politica di Pompei, portando veterani romani in una città dalle radici locali più antiche. Passeggiando oggi per le sue strade, vedrebbe la colonia romana da lui fondata conservata accanto alle tracce del passato.

  • Archeologo · 1823–1896

    Giuseppe Fiorelli

    Diresse gli scavi di Pompei dal 1860 al 1875

    Nel 1863 Fiorelli mise a punto il metodo dei calchi in gesso, colando il gesso nei vuoti lasciati nella cenere dai corpi decomposti. I calchi rendono tangibile il costo umano dell’eruzione; il suo sistema di regioni e ingressi numerati aiuta ancora i visitatori a orientarsi nel sito.

  • Archeologo · 1886–1963

    Amedeo Maiuri

    Diresse gli scavi di Pompei dal 1924 al 1961

    Maiuri trascorse quasi quattro decenni dirigendo i lavori a Pompei e riportò alla luce siti come la Villa dei Misteri e la Casa del Menandro. Oggi i visitatori attraversano ambienti che i suoi scavi hanno restituito alla vista, dove gli affreschi attirano ancora lo sguardo.

  • Avvocato e filantropo · 1841–1926

    Bartolo Longo

    Fondò il santuario della città moderna e contribuì alla nascita della Pompei moderna

    Longo arrivò nella zona nel 1872 e fondò il Santuario della Beata Vergine del Rosario, oltre a scuole e istituzioni assistenziali. La città moderna crebbe attorno a una forma di pellegrinaggio diversa da quella che conduce i visitatori tra le strade antiche.

  • Scrittore e funzionario romano · circa 61/62–circa 113

    Gaio Plinio Cecilio Secondo (Plinio il Giovane)

    Assistette all’eruzione da Miseno e la descrisse nelle sue lettere

    Da Miseno, Plinio osservò l’eruzione del Vesuvio e in seguito scrisse a Tacito due lettere per raccontare ciò che aveva visto. Il suo resoconto offre alla città sepolta un testimone umano attraverso i secoli; i visitatori ne percorrono le tracce leggendo le sue parole, scritte lontano.

Dove mangiare

Dove i locali prenotano davvero per cena — non i menù da turisti.

Consigli da insider

Piccole cose che cambiano il modo in cui la città ti tratta.

  • Indossa scarpe robuste

    La pavimentazione in basoli di Pompei è irregolare e le strade sono interrotte da attraversamenti rialzati. Scegli scarpe con suola rigida invece di sandali poco sostenuti.
  • Porta una borraccia

    Porta una borraccia riutilizzabile: le fontanelle pubbliche del sito archeologico sono indicate come potabili. Camminerai per ore, quindi riempila quando ne incontri una.
  • Scegli la fermata giusta

    Per l’ingresso di Porta Marina, prendi la Circumvesuviana fino a Pompei Scavi–Villa dei Misteri. Non confonderla con la stazione che serve la città moderna.
  • Confronta i biglietti

    I prezzi indicativi dei biglietti sono 20 € per Pompei Express, 25 € per Pompei Plus e 30 € per Grande Pompei. Se vuoi visitare anche Oplontis o le ville di Stabia, confronta il biglietto cumulativo e verifica i prezzi aggiornati sul sito ufficiale.
  • Calcola mezza giornata

    Dedica almeno 3–5 ore a una prima visita delle rovine; una giornata intera ti darà più tempo per le ville suburbane. Partire presto lascia spazio a un percorso più tranquillo tra le case e le terme.
  • Scegli i mesi miti

    La primavera, soprattutto aprile e maggio, e l’autunno, in particolare settembre e ottobre, sono periodi ideali per molte ore di cammino all’aperto. Controlla le previsioni prima di partire e porta dell’acqua in ogni stagione.

Domande frequenti

Vale la pena visitare Pompei?

Sì, se desiderate visitare una città romana percorrendone le strade, anziché osservarla attraverso una vetrina museale. Il Foro, le terme pubbliche, le case e i calchi in gesso restituiscono dimensioni molto diverse della vita umana tra le rovine.

Quanti giorni servono per visitare Pompei?

Un’intera giornata è un buon programma per visitare il sito archeologico principale, anche se per una prima visita possono bastare 3–5 ore. Prevedete un secondo giorno se volete aggiungere Villa Poppea a Oplonti, le ville di Stabia o la città moderna.

Bastano 2 ore per visitare Pompei?

Due ore bastano per una breve visita, non per vedere tutto. Scegliete un percorso compatto tra il Foro, una o due case e il vicino Antiquarium, anziché cercare di attraversare l’intero sito.

Come si arriva da Napoli a Pompei?

Prendete la Circumvesuviana dalla zona di Napoli fino alla stazione di Pompei Scavi–Villa dei Misteri, poi entrate da Porta Marina. Prima di partire, controllate gli orari aggiornati del treno sul sito del gestore.

Qual è il mese migliore per visitare Pompei?

Aprile e ottobre sono ottimi mesi per passeggiare tra le rovine esposte; maggio e settembre sono valide alternative. Le strade di Pompei sono pavimentate con pietre irregolari, quindi è più importante poter camminare comodamente che seguire un programma troppo fitto.

È sicuro visitare Pompei?

In generale sì, purché facciate attenzione alla pavimentazione irregolare e agli attraversamenti rialzati del sito. Indossate scarpe comode e robuste, portate dell’acqua e rispettate le eventuali limitazioni di accesso indicate agli edifici.

Quanto costano i biglietti per Pompei?

I prezzi dei biglietti indicati sono 20 € per Pompei Express, 25 € per Pompei Plus e 30 € per Grande Pompei. I biglietti più completi includono altri siti; poiché prezzi e modalità di accesso possono cambiare, verificateli con il Parco Archeologico prima della visita.

Tutti i luoghi da visitare.

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Bottega (I.3.7)

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Bottega (I.8.12)

Mostrati 1–48 di 163 luoghi

Crediti fotografici (9)
  1. Cristian Salinas Cisternas — Pexels License (https://www.pexels.com/license/) — Fonte: https://www.pexels.com/photo/7535541/
  2. Margo Evardson — Pexels License (https://www.pexels.com/license/) — Fonte: https://www.pexels.com/photo/35715180/
  3. James Frid — Pexels License (https://www.pexels.com/license/) — Fonte: https://www.pexels.com/photo/14754633/
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  5. Balázs Gábor — Pexels License (https://www.pexels.com/license/) — Fonte: https://www.pexels.com/photo/35750761/
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