Parma

Italia Aggiornato Oct 2026

A Parma, in Italia, il soffitto sembra aprirsi: la cupola affrescata da Correggio tra il 1526 e il 1530 proietta verso l’alto figure dipinte che ruotano sopra il silenzio fresco di una cattedrale romanica. Fuori, la città sostituisce quel senso di vertigine con il marmo rosa di un battistero ottagonale e il richiamo saporito del prosciutto e della pasta al burro.

Parma, Italia Foto: Hardial Aujla / Pexels
Attrazioni
10
Audio
7 h 24 min
Durata del viaggio
2–3 giorni
Stagione migliore
Maggio–giugno e settembre–ottobre

Perché Parma

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Consacrata nel 1106, la cattedrale custodisce la Deposizione marmorea di Benedetto Antelami, del 1178, una scena scolpita con un’intimità che resiste al passare dei secoli. Dall’altra parte della piazza, il battistero di Antelami riveste l’esterno in marmo rosa con 75 pannelli a rilievo raffiguranti animali e creature mitologiche.

Il passato ducale di Parma ha un indirizzo grandioso e lievemente teatrale nel Palazzo della Pilotta, sede della Galleria Nazionale e del Teatro Farnese, costruito nel 1618 in legno di abete rosso e gesso. Al Teatro Regio, l’opera ha un suo termometro locale: gli appassionati del loggione sono famosi per non esitare a esprimere la propria opinione.

Le tradizioni gastronomiche della città sono rigorose quanto la sua arte: i tortelli d’erbetta arrivano con burro fuso e Parmigiano Reggiano, mentre qui la pasta fritta si chiama torta fritta, non gnocco fritto. La passione di Parma per la buona tavola e la sua vita artistica seguono lo stesso ritmo quotidiano, che si apprezza al meglio con un lungo pranzo e una passeggiata senza fretta per le strade, dopo.

  • Due monumenti, una piazza

    In Piazza Duomo, la cattedrale romanica custodisce la vorticosa cupola affrescata da Correggio tra il 1526 e il 1530 e la Deposizione marmorea di Benedetto Antelami, del 1178. All’esterno, il battistero in marmo rosa avvolge la sua forma ottagonale in 75 pannelli scolpiti con animali e creature mitologiche.
  • Arte Farnese e opera

    Il Palazzo della Pilotta riunisce la Galleria Nazionale e il Teatro Farnese, un teatro di corte del 1618 costruito in legno di abete rosso e stucco dipinto. Nel centro, il Teatro Regio continua a dare ritmo alla vita lirica di Parma, che ogni autunno si anima con il Festival Verdi.
  • Una città che ha il sapore della sua provincia

    La cucina parmigiana ruota attorno al Prosciutto di Parma e al Parmigiano Reggiano, con la pasta fatta a mano subito dopo. Ordinate tortelli d’erbetta con burro e salvia, poi lasciate spazio alla torta fritta e a un piatto di salumi locali.
  • Giardini e Oltretorrente

    Il Parco Ducale offre l’ombra dei platani e un lungo percorso tranquillo lungo il torrente Parma; attraversate Ponte di Mezzo per raggiungere le trattorie e i negozi indipendenti dell’Oltretorrente. Le sue strade conservano anche la memoria delle barricate del 1922, quando gli abitanti opposero resistenza agli squadristi fascisti.

Luoghi da visitare

Non ogni monumento, solo quelli davanti ai quali ti accompagneremmo di persona.

Tutti i 22 luoghi di Parma

Quartieri

Dove vagare, quartiere per quartiere — ognuno con il suo ritmo.

  • Centro Storico

    Il centro storico raccoglie il Duomo e il Battistero, il Palazzo della Pilotta e il Teatro Regio, tutti raggiungibili con una piacevole passeggiata. Sul fare della sera, Strada Farini e Piazza Garibaldi si riempiono di parmigiani usciti per la passeggiata, che si fermano per un bicchiere di Lambrusco o un aperitivo.
  • Oltretorrente

    Al di là del torrente Parma, raggiungibile attraversando ponti come Ponte di Mezzo, l’Oltretorrente conserva le sue radici popolari e il suo spirito indipendente. Via d’Azeglio e Strada Inzani passano davanti a osterie tradizionali, librerie e luoghi che custodiscono la memoria delle barricate del 1922 contro le camicie nere.
  • Piazza Ghiaia

    Questo quartiere del mercato lungo il torrente è un ottimo posto per osservare la quotidiana passione di Parma per il cibo. Il mercato contadino Campagna Amica si tiene il mercoledì e il sabato mattina, mentre negli altri periodi dell’anno la piazza si anima con bancarelle stagionali e feste gastronomiche.

Pianifica il viaggio

Prima di partire

Come arrivare
L’aeroporto di Parma Giuseppe Verdi (PMF) offre pochi voli di linea; le alternative più comuni sono l’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna (BLQ), a circa 90 km, e gli aeroporti di Milano Linate (LIN), Milano Malpensa (MXP) o Bergamo Orio al Serio (BGY). La principale stazione cittadina è la stazione ferroviaria di Parma (Stazione di Parma), collegata a Bologna Centrale e Milano Centrale. In auto, l’A1 collega Milano e Bologna, mentre l’A15 da Parma porta verso La Spezia; utilizza le uscite Parma o Parma Ovest.
Come spostarsi
Parma non ha la metropolitana: TEP gestisce autobus urbani e filobus, mentre il compatto centro storico si visita facilmente a piedi. Nel 2026, il biglietto urbano costa 2 € ed è valido 80 minuti, mentre il giornaliero costa 6,30 €; acquistali tramite l’app TESEO, le emettitrici automatiche o pagando a bordo con carta contactless. Il servizio di biciclette condivise Ridemovi e La Cicletteria, accanto alla stazione, offrono il noleggio di biciclette; le tariffe di La Cicletteria partono da circa 5 € per due ore.
Clima e periodo migliore
Le massime diurne sono intorno ai 14–23 °C in primavera, ai 28–32 °C o più in estate, scendono dai 25 °C agli 11 °C in autunno e si attestano sui 5–9 °C in inverno, quando di notte possono scendere sotto lo zero. In primavera le piogge sono moderate, in estate possono verificarsi temporali pomeridiani e l’autunno è più piovoso e spesso nebbioso; la tarda primavera e l’inizio dell’autunno sono i periodi più affollati, soprattutto ottobre durante il Festival Verdi. Scegli maggio, giugno, settembre o ottobre per passeggiare con temperature gradevoli; da novembre a marzo, in genere, c’è meno gente.
Lingua e valuta
L’italiano è la lingua di tutti i giorni; l’inglese è più diffuso negli hotel, nei musei e nei ristoranti più grandi che nelle osterie a conduzione familiare. A Parma si usa l’euro; carte e pagamenti da cellulare sono ampiamente accettati, ma avere un po’ di contanti è utile nei piccoli bar e ai mercati.

Parma, tra impero e vita quotidiana

Dagli insediamenti dell’età del bronzo a una città segnata dall’arte, dalla resistenza e dal cibo

  1. circa 1500 a.C.

    Gli agricoltori delle terramare si insediano nella pianura

    Nell’età del bronzo, comunità agricole della cultura delle terramare vivevano nella fertile pianura intorno al torrente Parma. I loro insediamenti appartengono alla storia più antica della regione, molto prima che Parma diventasse un nome romano.

  2. circa 550–400 a.C.

    Da centro etrusco a territorio dei Boi

    Entro il VI o V secolo a.C. qui sorse un centro urbano etrusco; il nome Parma potrebbe derivare dalla parola etrusca che indicava uno scudo rotondo. Intorno al IV secolo a.C., i celti Boi presero il controllo del territorio circostante.

  3. 187–183 a.C.

    Roma traccia una strada e fonda una colonia

    La Via Emilia, tracciata nel 187 a.C., collegò il sito di Parma alla rete stradale romana e alla costa adriatica. Nel 183 a.C. Roma vi fondò una colonia, dotando l’insediamento di una nuova pianta urbana e inserendolo nei territori settentrionali in espansione della Repubblica.

  4. 43 a.C.

    Le truppe di Antonio saccheggiano Parma

    Durante le guerre civili romane, le truppe fedeli a Marco Antonio saccheggiarono Parma. In seguito Augusto ricostruì la colonia, restituendole prestigio e il suo ruolo nella ricca campagna attraversata dalla Via Emilia.

  5. circa 366

    Si forma una città vescovile

    Entro la tarda antichità a Parma si era formata una diocesi cristiana; documenti successivi annoverano Urbano tra i suoi primi vescovi. La nuova gerarchia ecclesiastica diede alla città un’istituzione destinata a durare anche mentre l’autorità imperiale si indeboliva.

  6. 569

    I longobardi conquistano Parma

    I longobardi conquistarono Parma durante la loro avanzata nell’Italia settentrionale e ne fecero la sede di un ducato. La posizione della città, vicina alle vie che attraversavano gli Appennini, le conferì un ruolo militare oltre che locale.

Mostra tutta la cronologia (30 momenti)
  1. 774

    Carlo Magno ridisegna il destino della città

    Dopo aver sconfitto i longobardi, Carlo Magno incluse Parma nel regno carolingio. La città passò così sotto il dominio franco e legò le proprie sorti alle mutevoli vicende politiche dell’impero medievale.

  2. 1106

    La cattedrale viene consacrata nel 1106

    Papa Pasquale II consacrò la cattedrale di Parma, dedicata a Santa Maria Assunta. Le sue strutture romaniche in pietra dominano ancora piazza Duomo, dove gli edifici ravvicinati fanno sembrare la piazza una navata a cielo aperto.

  3. 1178

    La Deposizione marmorea di Antelami

    Lo scultore e architetto Benedetto Antelami realizzò la Deposizione marmorea della cattedrale, una scena di dolore composta da linee finemente controllate. La sua opera offre a Parma una delle testimonianze più chiare del passaggio dalle forme romaniche all’espressione gotica.

  4. 1196

    Si innalza un battistero ottagonale

    Iniziò la costruzione del Battistero ottagonale di San Giovanni Battista, opera di Antelami, rivestito di marmo rosa di Verona. Il fregio esterno con creature scolpite e il calendario figurato dei mesi e delle stagioni trasformano un edificio religioso in uso in una testimonianza di pietra dell’immaginario medievale.

  5. 1247–1248

    Parma spezza l’assedio imperiale

    L’imperatore Federico II assediò la città guelfa e costruì fuori dalle mura un accampamento fortificato chiamato Vittoria. Il 18 febbraio 1248 i parmigiani organizzarono un’improvvisa sortita, incendiarono l’accampamento e catturarono il tesoro imperiale; la vittoria trasformò una difesa locale in un ricordo civico fondante.

  6. 1512

    Il papato prende Parma

    Papa Giulio II annesse Parma e Piacenza allo Stato Pontificio, ponendo fine al periodo di dominio milanese sulla città. La nuova autorità non sarebbe durata: nel giro di una generazione Parma divenne la capitale di un ducato ereditario.

  7. 1526–1530

    Correggio apre i cieli

    Antonio da Correggio dipinse l’Assunzione della Vergine sulla cupola della cattedrale, facendo sembrare che le figure dipinte salissero a spirale attraverso l’architettura. Alzate lo sguardo: il confine tra pietra e cielo comincia a svanire.

  8. 1545

    Un ducato per i Farnese

    Papa Paolo III creò il Ducato di Parma e Piacenza per il figlio Pier Luigi Farnese. Dopo l’assassinio di Pier Luigi nel 1547, la dinastia sopravvisse e Parma divenne la capitale permanente del ducato sotto il duca Ottavio.

  9. circa 1583

    I Farnese costruiscono la Pilotta

    La corte dei Farnese avviò la costruzione del vasto Palazzo della Pilotta come complesso di servizio accanto al torrente Parma, ampliandolo sotto i duchi successivi. Le sue dimensioni incompiute fanno parte del suo carattere: un palazzo cresciuto per accogliere le officine, le collezioni e le ambizioni di una corte.

  10. 1618

    Un teatro di corte interamente in legno

    Il duca Ranuccio I incaricò Giovan Battista Aleotti di costruire il Teatro Farnese all’interno della Pilotta. Realizzato in gran parte in legno d’abete rosso e stucco, poteva ospitare migliaia di persone; dopo i danni della guerra, le gradinate ricostruite conservano ancora il silenzio di un teatro in attesa che si alzi il sipario.

  11. 1630

    La peste arriva a Parma

    La peste che devastò l’Italia settentrionale colpì Parma e decimò la popolazione del ducato. La perdita si verificò in un periodo segnato da guerre costose e finanze in difficoltà, lasciando la corte dei Farnese con meno abitanti e minori possibilità di realizzare grandi progetti.

  12. 1748

    Torna il dominio borbonico

    Il trattato di Aquisgrana restituì Parma a un ducato sotto Filippo di Borbone. I riformatori fondarono istituzioni per le arti e le scienze, tra cui un’Accademia di belle arti, mentre il mecenatismo di corte conferì alla città una nuova identità illuminista.

  13. 1768

    Bodoni rinnova la pagina stampata

    Il tipografo Giambattista Bodoni divenne direttore della Reale Stamperia di Parma. Nei suoi torchi perfezionò i caratteri nitidi e ad alto contrasto che portano il suo nome, trasformando la pagina stampata in una delle esportazioni più durature della città.

  14. 1808

    Napoleone annette Parma

    Dopo l’inizio dell’occupazione francese nel 1796, Parma fu incorporata nell’Impero francese e nel 1808 organizzata come dipartimento del Taro. Il governo ducale lasciò il posto all’amministrazione napoleonica, con le sue leggi e la secolarizzazione dei beni ecclesiastici.

  15. 1816

    Arriva Maria Luigia

    Maria Luigia d’Austria arrivò a Parma nell’aprile del 1816 per governare come duchessa, dando inizio a un regno ricordato per le opere pubbliche e il mecenatismo culturale. Fece realizzare il cimitero della Villetta e ridisegnò il Parco Ducale; il suo segno è evidente nelle tranquille istituzioni pubbliche della città tanto quanto nelle sue sale più sfarzose.

  16. 1829

    Il Regio apre le porte all’opera

    Il Teatro Regio voluto da Maria Luigia inaugurò a maggio con l’opera Zaira di Vincenzo Bellini. La sala neoclassica offrì a Parma un palcoscenico dedicato all’opera, una forma di vita pubblica che sarebbe diventata inseparabile dal nome della città.

  17. 1831

    La rivolta scuote il governo ducale

    Le insurrezioni ispirate alla Carboneria costrinsero Maria Luigia a fuggire per breve tempo a Piacenza. Le truppe austriache restaurarono la sua autorità, ma la rivolta mostrò quanto potesse essere fragile il ripristino del governo dinastico in una città sempre più coinvolta nei cambiamenti politici italiani.

  18. 1860

    Parma vota per l’Italia

    Un plebiscito sancì formalmente l’annessione di Parma al Regno di Sardegna, che sarebbe presto diventato il Regno d’Italia. La fine del governo ducale orientò la città verso uno Stato nazionale, la cui capitale e le cui istituzioni si trovavano ben lontano dall’antica corte.

  19. 1867

    Toscanini nasce all’Oltretorrente

    Arturo Toscanini nacque nel quartiere popolare dell’Oltretorrente, dove le strade strette e i vicini a portata di mano fecero da sfondo alla sua infanzia. Divenne uno dei direttori d’orchestra più autorevoli della sua epoca; la sua casa natale è oggi un museo nella città che lo formò.

  20. 1889

    Picelli organizza la resistenza

    Guido Picelli nacque a Parma e in seguito divenne deputato socialista e dirigente degli Arditi del Popolo. Nel 1922 contribuì a organizzare la difesa dei quartieri popolari della città contro le squadre fasciste.

  21. 1–6 agosto 1922

    Le barricate fermano i fascisti

    Gli abitanti dell’Oltretorrente e del Naviglio-Saffi eressero barricate mentre circa 10.000 squadristi fascisti convergevano su Parma. I difensori guidati da Picelli e dall’anarchico Antonio Cieri tennero le posizioni e il 6 agosto Italo Balbo ritirò le sue forze.

  22. 1944–1945

    Bombardamenti, partigiani e liberazione

    Il 13 maggio 1944 i bombardamenti alleati devastarono alcune zone del centro di Parma, tra cui il Palazzo Ducale e la Pilotta; il Teatro Farnese, costruito in legno, riportò gravi danni. I partigiani e le truppe alleate liberarono la città il 25 e 26 aprile 1945, dopo l’occupazione tedesca e anni di resistenza.

  23. dagli anni Cinquanta in poi

    La ricostruzione dà forma alla Food Valley

    Nel dopoguerra Parma ricostruì i monumenti danneggiati e ampliò le proprie industrie alimentari, affiancando i produttori locali ad aziende come Barilla e Parmalat. L’identità della città finì per poggiare tanto sulle stanze di stagionatura e sui caseifici fuori dal centro quanto sugli edifici signorili al suo interno.

  24. 2003–2021

    Il sapere alimentare di Parma conquista l’Europa

    Nel 2003 Parma è diventata sede dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare e nel 2015 Città creativa della gastronomia dell’UNESCO. Nominata Capitale italiana della cultura per il 2020 e il 2021, la città ha riunito le proprie tradizioni gastronomiche e le istituzioni culturali in un unico racconto pubblico.

Chi ha vissuto qui

  • Pittore · circa 1489–1534

    Antonio Allegri da Correggio

    Lavorò a Parma

    A Parma, Correggio dipinse un cielo che sembra aprirsi sopra la navata della cattedrale, con figure che salgono tra nuvole dipinte. Le sue opere invitano ancora i visitatori a guardare in alto; a distanza di secoli, forse riconoscerebbe quella pausa di meraviglia.

  • Scultore e architetto · circa 1150–1230

    Benedetto Antelami

    Lavorò al battistero e alla cattedrale

    La Deposizione marmorea di Antelami nella cattedrale reca la data 1178, mentre la costruzione del suo battistero iniziò nel 1196. Le sue figure scolpite conferiscono alla pietra un peso umano; ancora oggi i visitatori possono seguire quella scena dall’interno della chiesa fino alla corona di rilievi con animali all’esterno dell’edificio.

  • Pittore · 1503–1540

    Francesco Mazzola, detto il Parmigianino

    Nato a Parma

    Nato a Parma, il Parmigianino è tornato tra le sue mura attraverso la pittura, con gli affreschi di Santa Maria della Steccata. Le sue figure eleganti e allungate si trovano a proprio agio in una città in cui l’arte spesso premia chi sa soffermarsi.

  • Direttore d’orchestra · 1867–1957

    Arturo Toscanini

    Nato a Parma

    Toscanini nacque nel quartiere dell’Oltretorrente, lontano dall’immagine sfarzosa del teatro d’opera che avrebbe poi segnato la sua carriera. Una passeggiata nel suo vecchio quartiere termina alla Casa Natale Arturo Toscanini; forse troverebbe la vita musicale della città più aperta e informale di quella che si lasciò alle spalle.

  • Duchessa · 1791–1847

    Maria Luigia, duchessa di Parma

    Governò Parma dal 1814 al 1847

    Maria Luigia lasciò un segno duraturo nella storia ducale di Parma e la tradizione locale la collega alla coltivazione della violetta di Parma. Il Museo Glauco Lombardi conserva oggetti appartenuti alla duchessa; forse la divertirebbe sapere che un fiore resta uno dei modi più personali con cui la città la ricorda.

Dove mangiare

Dove i locali prenotano davvero per cena — non i menù da turisti.

Consigli da insider

Piccole cose che cambiano il modo in cui la città ti tratta.

  • Scegli l’orario per il Duomo

    L’ingresso al Duomo di Parma è gratuito, ma le visite turistiche si interrompono durante le funzioni. Controlla gli orari esposti prima di andare, soprattutto se hai poco tempo.
  • Paga a bordo

    Sugli autobus TEP puoi pagare contactless con carta o telefono usando il validatore verde; utilizza una carta per ogni passeggero. La tariffa urbana pubblicata è di 2 € per 80 minuti, con un tetto giornaliero di 6,30 €: verifica le tariffe aggiornate sul sito TEP.
  • Evita la ZTL

    Nel centro storico di Parma le telecamere controllano la zona a traffico limitato e l’accesso non autorizzato può comportare una multa. Se arrivi in auto, usa un parcheggio periferico o autorimesse come Toschi o Goito.
  • Scegli i mesi miti

    Maggio, giugno, settembre e ottobre sono mesi adatti per passeggiare e mangiare all’aperto. Luglio e agosto possono essere caldi e umidi, mentre novembre porta spesso pioggia e nebbia.
  • Controlla il coperto

    Nei ristoranti con servizio al tavolo si aggiunge spesso un coperto di circa 1,50–3,50 € a persona per apparecchiatura e pane. La mancia non è obbligatoria; arrotondare il conto o lasciare qualche euro per un servizio attento è un gesto apprezzato.
  • Fai attenzione ai tuoi effetti personali

    I reati violenti sono rari, ma tieni gli oggetti di valore al sicuro nei mercati affollati e durante le feste. La zona intorno alla stazione può sembrare meno tranquilla a tarda notte: fai attenzione se arrivi dopo mezzanotte.

Domande frequenti

Vale la pena visitare Parma?

Sì, soprattutto se ti interessano l’arte rinascimentale, l’opera e la cucina regionale più di un itinerario fitto di visite. La cupola del Duomo affrescata dal Correggio, il Teatro Farnese in legno e il Battistero di marmo rosa sono tutti abbastanza vicini da poter essere visitati a piedi.

Quanti giorni sono sufficienti per visitare Parma?

Due giorni ti permettono di visitare il centro storico e il complesso della Pilotta e di goderti con calma uno o due pasti. Fermati tre giorni se vuoi aggiungere altri musei o fare una gita in campagna.

Come si arriva dall’aeroporto di Bologna a Parma?

Dall’aeroporto di Bologna prendi il Marconi Express fino a Bologna Centrale, poi un treno per Parma. Il monorotaia impiega circa 7 minuti; il viaggio in treno dura all’incirca 45–65 minuti, a seconda del servizio.

Parma è sicura per i turisti?

Parma è generalmente considerata una città sicura e i reati violenti sono rari. Fai attenzione agli oggetti di valore nei luoghi affollati e resta vigile nei dintorni della stazione a tarda notte.

Quanto costa il trasporto pubblico a Parma?

Le tariffe urbane pubblicate da TEP prevedono un biglietto singolo da 2 €, valido 80 minuti, e un giornaliero da 6,30 €. A bordo è possibile pagare contactless; controlla la pagina delle tariffe TEP prima di partire, nel caso siano cambiate.

Si può visitare a piedi il centro storico di Parma?

Sì. Il centro è compatto e per lo più pianeggiante; il Duomo, Palazzo della Pilotta, il Teatro Regio e il Parco Ducale si trovano generalmente a 5–15 minuti a piedi l’uno dall’altro.

Tutti i luoghi da visitare.

22 luoghi da scoprire

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Duomo Di Parma

Battistero Di Parma
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Battistero Di Parma

Palazzo Della Pilotta
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Palazzo Della Pilotta

Stadio Ennio Tardini
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Stadio Ennio Tardini

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Accademia Di Belle Arti Di Parma

Teatro Regio
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Teatro Regio

Galleria Nazionale Di Parma
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Galleria Nazionale Di Parma

Biblioteca Palatina Di Parma
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Biblioteca Palatina Di Parma

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Conservatorio Arrigo Boito

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Stadio Sergio Lanfranchi

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Basilica Di Santa Maria Della Steccata

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Teatro Farnese

Abbazia Di San Giovanni Evangelista
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Abbazia Di San Giovanni Evangelista

Monumento a Filippo Corridoni
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Monumento a Filippo Corridoni

Camera Della Badessa
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Camera Della Badessa

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Certosa Di Parma

Palazzo Del Giardino
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Palazzo Del Giardino

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Aeroporto Di Parma

Monumento Al Parmigianino
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Monumento Al Parmigianino

Monumento Alla Vittoria
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Monumento Alla Vittoria

Stazione Di Parma
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Università Di Parma
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Università Di Parma

Crediti fotografici (2)
  1. Hardial Aujla — Pexels License (https://www.pexels.com/license/) — Fonte: https://www.pexels.com/photo/38311958/
  2. Edoardo Colombo — Pexels License (https://www.pexels.com/license/) — Fonte: https://www.pexels.com/photo/19669888/

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