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Museo Del Calcio.

Firenze Italia 43° N · 11° E

Il Museo del Calcio è nato nel 2000 all'interno di una casa colonica fiorentina, finanziato con i fondi residui di Italia '90. Un vero pellegrinaggio per ogni tifoso azzurro.

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Verificato April 2026
Museo Del Calcio · Firenze
Time needed
45–120 minuti
Entry
5 Euro (adulti)
Access
Contattare il museo per dettagli sull'accessibilità in sedia a rotelle
Best season
Mattine feriali

Un'introduzione.

Ricercata dal team editoriale di Audiala a partire da documenti storici, archivi architettonici e conoscenza del territorio.

LL'archivio ufficiale del calcio italiano — quattro coppe del mondo, un secolo di tattiche, le maglie di uomini strappati alla vita in un disastro aereo — riposa tra le mura di una casa colonica toscana alle porte di Firenze. Il Museo del Calcio di Coverciano occupa il Podere Gignoro, un edificio rurale dove travi in legno e archi in laterizio incorniciano teche colme di scarpini, medaglie e divise logore che risalgono fino al 1922. Se cercate il luogo dove lo sport si trasforma in memoria storica, è qui che l'Italia conserva i propri segreti.

Il museo è immerso nel Centro Tecnico Federale Luigi Ridolfi, la casa degli Azzurri. L'indirizzo ufficiale, Piazza Fino Fini 1, rende omaggio al medico della Nazionale che ha lottato dieci anni per vederlo nascere. Per chi usa il navigatore, il riferimento corretto è Viale Aldo Palazzeschi 20.

Dieci sale ripercorrono il cammino azzurro dal 1922 a oggi. La Sala 3 è un pugno nello stomaco: custodisce i cimeli del Grande Torino, la squadra che si spense tra le nebbie di Superga il 4 maggio 1949. Poco oltre, nella Sala 4, la pipa di Enzo Bearzot riposa accanto al trofeo del 1982, mentre la Sala 5 non teme di raccontare le sconfitte, quelle ferite brucianti del 1970, 1978, 1990 e 1994.

Non è un tempio celebrativo della vittoria, bensì un archivio onesto che accoglie anche il fallimento. Il Podere Gignoro, con la sua struttura a tre piani e le ali laterali che abbracciano l'aia, è esso stesso un reperto: sotto quel cortile lastricato si nasconde un moderno auditorium sotterraneo, un contrasto tra architettura contadina e avanguardia che merita quanto gli oggetti esposti.

01 Cosa vedere.

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Il Pantheon degli Azzurri

Nella Sala dei Trofei, racchiusi in un'unica stanza, brillano i quattro titoli mondiali conquistati dall'Italia (1934, 1938, 1982, 2006). Nessun’altra nazionale europea vanta un palmarès simile. Le coppe dorate, inaspettatamente contenute nelle dimensioni, sono circondate da un corridoio di maglie azzurre che tracciano un secolo di storia. Tra i cimeli spiccano chicche per intenditori: la divisa di Silvio Piola del 1935, con quella dedica cucita a mano da sua madre, e la maglia verde indossata da Celestino Celio nel 1954, una rarità cromatica in un mondo dominato dal blu. C’è anche la pipa di Enzo Bearzot, reliquia laica del trionfo in Spagna, che sembra ancora emanare l'odore del tabacco di quella magica estate.

L'atmosfera qui non è quella asettica di un museo moderno. Sotto le travi in legno e le arcate in mattoni del Podere Gignoro, il calcio sembra una questione di famiglia. Oltre ai trofei, puoi ammirare il kit completo di Fabio Cannavaro usato nella finale di Berlino. È una collezione che parla di sudore, di lana pesante e di trofei che hanno fatto piangere un'intera nazione.

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Podere Gignoro e la Tecnologia nel Tempo

Il Museo del Calcio non è solo memoria, è architettura. L'architetto Franco Di Ferdinando ha recuperato questo casale rurale, il Podere Gignoro, mantenendo intatte le proporzioni originali, i soffitti a travicelli e il calore del mattone a vista. Sotto il cortile, dove un tempo si batteva il grano, oggi si estende una sala conferenze sotterranea. È un ambiente che respira, lontano dal clamore del centro di Firenze.

La sezione dedicata all'evoluzione dei materiali è una rivelazione tattile. Confrontare i palloni in cuoio degli anni '20, che da bagnati diventavano macigni, con i moderni sintetici ultraleggeri, aiuta a capire quanto sia cambiato il gioco. Le maglie, passate dalla lana grezza ai tessuti tecnologici, raccontano la stessa trasformazione. Non mancano le innovazioni: un grande tavolo interattivo permette di navigare tra video storici e quiz, mentre una postazione selfie ti permette di 'scendere in campo' virtualmente. Il museo integra la tecnologia senza mai forzare la mano: qui, lo schermo luminoso si sposa perfettamente con la rusticità del casale toscano.

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L'Esperienza Completa a Coverciano

Se vuoi davvero capire l'anima di questo luogo, prenota una visita guidata. È l'unico modo per varcare i cancelli del Centro Tecnico Federale e calpestare l'erba dove la Nazionale prepara le grandi sfide. I tour sono disponibili in diverse lingue e trasformano una semplice giornata al museo in una vera e propria esplorazione del quartier generale azzurro. Se viaggi con bambini, l'app ufficiale con la mascotte Oscar rende il percorso un gioco istruttivo.

Dopo aver visto i video d'archivio nella sala cinema — rivivere le urla di gioia del 1982 o il 2006 è d'obbligo — fermati al Bar Sport. È il posto giusto per un caffè, spesso animato da incontri letterari o dibattiti sul calcio. Con un biglietto che costa circa 5 euro, è un investimento minimo per una mattinata di alta qualità. Per arrivare a Coverciano, in Piazza Fino Fini, dovrai prendere un autobus o un taxi dal centro di Firenze: il tragitto tra le strade residenziali è il preludio perfetto per uscire dai classici circuiti turistici e immergersi in un luogo che appartiene, visceralmente, allo sport.

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03 Visitor logistics.

L'impalcatura pratica per una buona visita — tenuta breve.

Come arrivare

Il museo si trova a Coverciano, circa 4 km a est dal centro storico; dimenticatevi di raggiungerlo a piedi dal Duomo. La soluzione più pratica è l'autobus ATAF (linea 17) verso Coverciano, partendo dalla zona di Campo di Marte. Se preferite il taxi, calcolate una spesa tra i 10 e i 15 euro per una corsa di circa un quarto d'ora. Per chi arriva in treno, la stazione di Campo di Marte è il punto di riferimento ideale: da lì, il museo dista solo 1,5 km, una passeggiata tranquilla tra le vie residenziali del quartiere.

Orari di apertura

Il Museo del Calcio è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, con orario continuato. Attenzione però: trattandosi del quartier generale della FIGC, in caso di ritiri della Nazionale o eventi federali, l'accesso potrebbe subire variazioni o chiusure improvvise. Prima di mettervi in cammino, verificate sempre il sito ufficiale figc.it/en/museum per evitare brutte sorprese.

Tempi di visita

Il museo si articola su due piani e sei sale tematiche. Un visitatore medio impiega circa 45-60 minuti per completare il percorso. Se volete approfondire guardando i filmati d'archivio nella sala cinema o soffermarvi sui cimeli nelle mostre temporanee, calcolate un'ora e mezza. È uno spazio raccolto, lontano dai ritmi frenetici dei grandi musei cittadini.

Biglietti e agevolazioni

L'ingresso costa circa 5 euro, con riduzioni per i ragazzi dai 6 ai 14 anni, mentre i più piccoli entrano gratis. Se avete la Firenze Card, l'accesso è incluso nel circuito. Non serve prenotare per i singoli visitatori. L'audioguida non si noleggia: scaricate l'app ufficiale 'Football Museum' prima di entrare per godervi il tour senza problemi di connessione.

05 Tips for visitors.

Piccole cose che cambiano la giornata.

Rispettate il perimetro

Ricordate che siete ospiti all'interno del Centro Tecnico Federale, un'area operativa e sotto sorveglianza. Limitatevi alle sale del museo: tentare di curiosare verso i campi d'allenamento o gli uffici della Federazione significa attirare l'attenzione della security, mettendo fine bruscamente alla vostra visita.

Un giorno da tifosi

A soli 2 km di distanza sorge lo Stadio Artemio Franchi, capolavoro di Pier Luigi Nervi del 1931. Potete abbinare la visita al museo a un giro attorno allo stadio per una giornata interamente dedicata alla storia del calcio fiorentino e nazionale.

Dove mangiare

Coverciano è un quartiere residenziale che non offre grandi esperienze gastronomiche. All'interno del museo trovate il 'Bar Sport', perfetto per una pausa veloce, ma se cercate una vera bistecca alla fiorentina o una ribollita, vi consiglio di spostarvi verso la zona di Campo di Marte o tornare direttamente in centro città.

Questione di maglia

Qui si celebra esclusivamente la Nazionale. Non aspettatevi cimeli della Fiorentina o di altri club: questo museo risponde alla FIGC, non alla storia locale di Firenze. È un tempio dedicato all'azzurro, dal 1922 ai trionfi europei contemporanei.

Tecnologia in tasca

Scaricate l'app 'Football Museum' mentre siete ancora in hotel sotto Wi-Fi. La copertura dati tra le case di Coverciano non è sempre impeccabile e perdere tempo a scaricare contenuti davanti all'ingresso è un peccato veniale che potete facilmente evitare.

Fotografie e droni

Le foto personali sono benvenute, purché senza flash. Tuttavia, scordatevi i droni: l'area è una zona federale protetta con restrizioni severe sullo spazio aereo. Uno smartphone è più che sufficiente per immortalare la Coppa del Mondo o la pipa di Enzo Bearzot.

04 A history of reinvention.

Il monumento del dottore

Tutto ebbe inizio con l'espansione del Centro Tecnico di Coverciano in vista di Italia '90. Fino Fini guardò quel Podere Gignoro, allora rudere abbandonato ai margini del centro, e vi vide il contenitore perfetto per la memoria del calcio italiano.

Fu una battaglia di dieci anni per trasformare fondi mondiali e mattoni antichi in un archivio nazionale. L'apertura ufficiale, avvenuta nel 2000 alla presenza del ministro Melandri, non fu un semplice atto sportivo, ma un riconoscimento culturale che inserì il museo tra le istituzioni storiche di Firenze.

La svolta

Fino Fini e la decennale attesa

Fino Fini ha vissuto la gloria da bordo campo. Come medico della Nazionale, ha visto nascere e morire i sogni azzurri, raccogliendo memorie che rischiavano di disperdersi. Per lui, la storia senza un luogo fisico era solo nostalgia.

L'idea prese forma nel 1990, attingendo al surplus economico dei Mondiali. Il restauro, curato dall'architetto Franco Di Ferdinando, costò circa un miliardo e mezzo di lire (775.000 euro) e fu completato nel 1992. Tuttavia, le porte rimasero chiuse per anni, in un limbo burocratico che si sciolse solo il 22 maggio 2000, con l'inaugurazione ufficiale a Palazzo Vecchio.

Quando finalmente il pubblico varcò la soglia, si trovò davanti 800 metri quadrati e 300 pezzi di storia. Oggi, l'indirizzo Piazza Fino Fini 1 sancisce un legame indissolubile: il fondatore è diventato, letteralmente, il suolo su cui poggia l'intera istituzione.

Un bunker sotto l'aia

Il Podere Gignoro conserva l'anima della casa colonica toscana, ma nasconde un segreto tecnologico. Sotto l'aia, dove un tempo si batteva il grano, oggi pulsa una sala congressi sotterranea. Il visitatore attraversa il piazzale ignaro di camminare sopra un auditorium moderno; è una scelta architettonica precisa, che antepone il rispetto per il paesaggio rurale alla necessità istituzionale.

I fantasmi della Sala 3

Il 4 maggio 1949, il Grande Torino smise di esistere contro i muri della Basilica di Superga. In Sala 3, le maglie di quei ragazzi non sono semplici pezzi di stoffa, ma testimoni di una tragedia che ha riscritto per sempre il destino del calcio nazionale. Sono oggetti pesanti, che portano con sé il silenzio di un'epoca che si è interrotta bruscamente in una giornata di nebbia.

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06 Domande frequenti.

Le domande che i viaggiatori ci pongono più spesso su Museo del Calcio.

Vale la pena visitare il Museo del Calcio a Firenze?

Se il calcio italiano è parte del tuo DNA, la risposta è un sì categorico. Non esiste altro luogo al mondo in cui le quattro Coppe del Mondo vinte dagli Azzurri riposano accanto a cimeli che coprono un secolo di storia. Anche chi non segue lo sport rimane colpito dall'atmosfera di questo casolare toscano restaurato e dal peso emotivo di alcune teche. Con un biglietto d'ingresso di circa 5 euro e un'ora di tempo, ti immergi in un archivio autentico, lontano anni luce da un banale negozio di souvenir.

Come si raggiunge il Museo del Calcio dal centro di Firenze?

Dimentica di arrivarci a piedi dal centro storico. Il museo si trova a Coverciano, circa 4 km a est di Piazza del Duomo. Puoi prendere l'autobus 17 in direzione Campo di Marte/Coverciano, oppure optare per un taxi: calcola circa 10-15 minuti di tragitto e una spesa tra i 10 e i 15 euro. L'indirizzo esatto per il navigatore è Viale Aldo Palazzeschi 20, proprio all'ingresso del Centro Tecnico Federale della FIGC.

Quanto tempo occorre per la visita?

La maggior parte dei visitatori dedica tra i 45 e i 90 minuti alle sei sale. Se sei un appassionato superficiale, un'ora basta per ammirare i trofei e le maglie storiche. Se invece vuoi approfondire con i video dell'archivio, testare l'interattività dei tavoli touch e osservare l'evoluzione dei materiali, metti in conto due ore piene, specialmente se prenoti il tour guidato che include l'accesso ai campi di allenamento della Nazionale.

Cosa non devo assolutamente perdere?

Le maglie del Grande Torino, indossate dai protagonisti prima della tragedia di Superga del 1949, hanno un carico emotivo che supera qualsiasi trofeo in bacheca. Non perdere la pipa di Enzo Bearzot, simbolo del trionfo dell'82, o la maglia di Diego Maradona che spunta inaspettatamente tra i colori azzurri. E per la foto di rito, c'è la possibilità di tenere tra le mani una replica della Coppa del Mondo: il momento tattile più amato dai visitatori.

Quali sono gli orari di apertura?

Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, senza pausa pranzo. Ti consiglio però di controllare il sito figc.it/it/museo prima di partire: essendo all'interno del Centro Tecnico Federale, il museo può chiudere in occasione di ritiri o eventi speciali della Nazionale. Occhio anche alle festività nazionali, che potrebbero comportare variazioni.

Posso usare la Firenze Card?

Certamente. Il museo fa parte del circuito della Firenze Card, il che lo rende un ottimo complemento se stai già girando i grandi musei cittadini. L'audioguida è gratuita tramite l'app ufficiale, quindi non avrai costi extra per la spiegazione. Se preferisci una visita più strutturata, puoi prenotare tour guidati in italiano, inglese, francese, spagnolo o giapponese direttamente dal portale FIGC.

È adatto ai bambini?

Assolutamente sì, ed è strutturato meglio di tanti altri musei italiani. L'app del museo prevede un percorso dedicato ai più piccoli con Oscar, la mascotte che li guida tra quiz e storie. La postazione selfie, i tavoli interattivi e la possibilità di toccare con mano una replica della Coppa del Mondo rendono l'esperienza dinamica anche per i bambini. Sotto i sei anni, l'ingresso è gratuito.

Qual è la storia del Museo del Calcio di Coverciano?

L'idea nacque in vista di Italia '90, ma il museo aprì ufficialmente solo il 22 maggio 2000, grazie alla spinta di Fino Fini, storico medico della Nazionale. La struttura è il recupero del Podere Gignoro, un'antica casa colonica toscana riportata in vita con travi in legno e mattoni a vista, mantenendo le proporzioni originali. L'inaugurazione a Palazzo Vecchio, alla presenza dell'allora Ministro dei Beni Culturali, ha sancito fin da subito il valore civile e culturale di questo luogo.

Fonti

Verificato, e mostrato.

Ricercata e scritta dal team editoriale di Audiala a partire da documenti storici, archivi architettonici e conoscenza del territorio.

Ultima revisione: April 2026

Disposizione delle sale, oggetti esposti, dettagli sull'inaugurazione, tributo al Grande Torino, pipe di Bearzot

Architetto Franco Di Ferdinando, costi di ristrutturazione (1,5 miliardi di lire), data di fondazione della Fondazione, dettagli sul restauro dell'edificio

Fino Fini come medico della nazionale, portata della collezione, mostra su Euro 2020, informazioni sull'accessibilità

Descrizioni delle sale, cronologia di sviluppo decennale, dettagli sull'indirizzo

Orari di apertura, serie di podcast, eventi Bar Sport, politica di ingresso gratuito per i bambini, FIGC shop

Lingue per le visite guidate, inclusione nella Firenze Card, disponibilità di audioguide

Dettagli sull'installazione multimediale 2024: tavolo touch interattivo, postazione selfie, app per bambini con la mascotte Oscar, area sull'evoluzione dei materiali

Oggetto più antico (gagliardetto del 1922), conferma della cerimonia di inaugurazione, collezione datata dal 1922

Dettagli sulla visita guidata, accesso al centro tecnico, menzione della maglia di Maradona, opportunità di foto con la replica della Coppa del Mondo

Stime sulla durata della visita, prezzo approssimativo del biglietto (€5), classifica tra le attrazioni di Firenze

Inclusione nella carta museale, app audioguida gratuita, dettagli sul negozio FIGC

Contesto storico della tradizione del Calcio Storico a Firenze, partita dell'assedio del 1530

Panoramica dei contenuti del museo (maglie, trofei, cimeli della nazionale)

Ultima revisione:

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