Francia Aggiornato Oct 2026
La pietra arenaria rosa dei Vosgi si illumina sulla cattedrale di Strasburgo, il cui unico campanile, alto 142 metri, dominò lo skyline per secoli. A Strasburgo, in Francia, le architetture gotiche in pietra, le case a graticcio e gli ampi viali imperiali tedeschi sono così vicini da rendere visibile a ogni passo la storia di questa città di confine.
Foto: Connor Kelley / Pexels
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La Grande-Île e la Neustadt costituiscono insieme un sito patrimonio mondiale dell’UNESCO: l’isola è stata iscritta nel 1988, mentre il quartiere imperiale ottocentesco è stato aggiunto nel 2017. Sali i 330 gradini della cattedrale fino alla piattaforma a 66 metri d’altezza; nelle giornate limpide, lo sguardo spazia dai tetti ai Vosgi e alla Foresta Nera.
La cucina alsaziana è perfetta per una winstub dai rivestimenti in legno e un pasto senza fretta: ordina una tarte flambée appena sfornata oppure una choucroute con Riesling e carni affumicate. Il Christkindelsmärik si tiene dal 1570, ma la voglia di ritrovarsi non si limita a dicembre: continua sulle terrazze dei caffè e lungo le banchine dell’Ill.
Strasburgo è anche una capitale europea operosa, la cui vita contemporanea è plasmata dal Parlamento europeo e da altre istituzioni tanto quanto le sue strade lo sono dalla storia. Attraversa la Passerelle Mimram e il Reno ti porterà a Kehl, in Germania: qui il confine sembra parte della vita quotidiana, più che una linea di demarcazione.
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Da insediamento celtico sul fiume a luogo d’incontro europeo
Le tracce archeologiche indicano che intorno al 1300 a.C. alcune persone si stabilirono nei pressi dell’Ill. Era una comunità sulle rive del fiume, non ancora la città il cui nome sarebbe comparso sulle mappe romane.
Verso la fine del III secolo a.C., nei pressi del punto in cui si incontrano Reno e Ill sorgeva un insediamento celtico. Il suo nome, Argentorate, sarebbe sopravvissuto durante i secoli romani, anche se il significato esatto resta incerto.
Le forze romane fondarono un accampamento militare ad Argentorate sotto il comando di Nero Claudio Druso, dando all’insediamento un avamposto strategico sulla frontiera del Reno. Il nome latino Argentoratum entrò nelle cronache, e ai soldati seguirono strade, caserme e commerci.
Verso la metà del IV secolo, Strasburgo aveva una sede vescovile cristiana. Sotto l’attuale chiesa di Saint-Étienne, gli archeologi hanno trovato tracce di un’abside paleocristiana: un discreto segno di cambiamento in una città ancora plasmata dalla guarnigione romana.
Nei pressi di Argentoratum, il comandante romano Giuliano sconfisse un esercito alamanno guidato dal re Cnodomario. La vittoria ristabilì il controllo romano su questo tratto del Reno, anche se la frontiera sarebbe rimasta contesa.
Il 14 febbraio, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico giurarono un’alleanza contro il fratello Lotario. Il testo giunto fino a noi registra le promesse in latino, alto tedesco antico e in una prima forma di lingua romanza: una delle più antiche testimonianze scritte di una certa estensione del francese.
Il vescovo Werner pose le fondamenta di una cattedrale romanica sul sito di chiese precedenti. Le sue opere in pietra segnarono l’inizio di una storia costruttiva durata secoli e destinata a cambiare per sempre il profilo di Strasburgo.
I costruttori iniziarono a sostituire la cattedrale romanica con la struttura gotica che ancora oggi domina la Grande Île. L’arenaria rosa dei Vosgi dona alla facciata il suo colore caldo, soprattutto quando la luce si fa radente; i lavori proseguirono per generazioni.
Nella battaglia di Hausbergen, la milizia cittadina di Strasburgo sconfisse l’esercito del principe-vescovo Walter di Geroldseck. Lo scontro pose fine al potere temporale del vescovo sulla città e aprì la strada a una repubblica autonoma.
Durante la peste nera, gli ebrei di Strasburgo furono accusati, falsamente, di avvelenare i pozzi: una menzogna che trasformò la paura in violenza organizzata. Il 14 febbraio, centinaia di persone — e, secondo alcune cronache dell’epoca, fino a 2.000 — furono uccise o espulse.
Johannes Gutenberg visse a Strasburgo dal 1434 circa al 1444, dedicandosi a progetti meccanici e di lavorazione dei metalli poi associati ai suoi esperimenti di stampa. I documenti non dimostrano che abbia inventato qui i caratteri mobili, ma la città fu un capitolo importante degli inizi della sua attività.
I maestri scalpellini completarono la guglia della cattedrale, alta 142 metri: un ago di arenaria che rese visibile il profilo di Strasburgo da tutta la pianura. Per secoli, nessun edificio del mondo cristiano si spinse più in alto.
Secondo i racconti, una donna nota come Frau Troffea cominciò a danzare per strada; le cronache descrivono il fenomeno mentre si estendeva a decine, forse centinaia, di persone. Le autorità assoldarono dapprima dei musicisti, poi tentarono di fermare le danze; le cause dell’epidemia e il numero delle vittime restano controversi.
Martin Bucer iniziò a predicare la Riforma a Strasburgo, trasformando la città in un rifugio e in un luogo di dibattito per i pensatori protestanti. La sua opera contribuì a definire una chiesa locale distinta e attirò riformatori da tutta Europa.
La città aderì ufficialmente alla Riforma, ponendo fine al culto cattolico nelle sue chiese principali e trasformando la vita civica. In seguito, nel 1532, Strasburgo firmò la Confessione augustana, mentre le sue tipografie diffusero ben oltre il Reno controversie e nuove traduzioni.
Le truppe francesi circondarono Strasburgo e la città imperiale libera capitolò il 30 settembre. Vauban ne rafforzò poi le difese, trasformando la nuova città di confine in una roccaforte francese; l’annessione fu sancita da un trattato nel 1697.
L’architetto Robert de Cotte progettò una sontuosa residenza per il cardinale Armand Gaston de Rohan, principe-vescovo di Strasburgo. Le sale di rappresentanza del palazzo esprimevano un potere diverso da quello dell’antico quartiere della cattedrale; oggi ospita tre musei con le loro collezioni.
Johann Wolfgang von Goethe arrivò per studiare giurisprudenza all’Università di Strasburgo e salì sulla torre della cattedrale nonostante soffrisse di vertigini. Le conversazioni con il pensatore Johann Gottfried Herder lo avvicinarono alla poesia popolare tedesca e a una voce letteraria più libera e irregolare.
Di stanza a Strasburgo, l’ingegnere militare Claude Joseph Rouget de Lisle compose un canto patriottico nell’aprile, a casa del sindaco Philippe-Frédéric de Dietrich. Chiamato inizialmente «Canto di guerra per l’Armata del Reno», divenne in seguito «La Marsigliese», l’inno nazionale francese.
Durante la guerra franco-prussiana, l’artiglieria prussiana bombardò Strasburgo per sei settimane. Un incendio distrusse la biblioteca comunale e il Temple Neuf; tra le opere perdute vi era l’unico manoscritto medievale dell’Hortus Deliciarum.
Il trattato di Francoforte cedette l’Alsazia e gran parte della Lorena al nuovo Impero tedesco. Strasburgo divenne la capitale del Reichsland Elsaß-Lothringen e il Reno tornò a segnare una netta frontiera politica.
I pianificatori dell’Impero tedesco costruirono la Neustadt oltre il centro storico, quasi raddoppiando la superficie urbana di Strasburgo con ampi viali, piazze monumentali ed edifici pubblici imponenti. Le strade ordinate del quartiere raccontano l’esibizione del potere politico tanto quanto le sue facciate.
L’artista e poeta Hans, o Jean, Arp nacque a Strasburgo e studiò alla Scuola di arti decorative della città. Decenni dopo, insieme a Sophie Taeuber-Arp e Theo van Doesburg, contribuì a progettare gli interni modernisti dell’Aubette.
Mentre il dominio tedesco crollava, un consiglio di operai e soldati prese brevemente il potere a Strasburgo. Le truppe francesi entrarono il 22 novembre e il trattato di Versailles del 1919 sancì ufficialmente il ritorno dell’Alsazia alla Francia.
Le forze tedesche occuparono Strasburgo e imposero il loro dominio sull’Alsazia, di fatto annessa. Il regime espulse gli abitanti, represse la lingua e la cultura francesi e costrinse gli alsaziani ad arruolarsi nelle forze armate tedesche.
Il 23 novembre, la 2ª Divisione corazzata del generale Philippe Leclerc entrò a Strasburgo e pose fine a quattro anni di occupazione nazista. Nel 1941, a Kufra, Leclerc aveva giurato che le sue forze non avrebbero deposto le armi finché la bandiera francese non fosse tornata a sventolare su Strasburgo.
Strasburgo divenne la sede del Consiglio d’Europa, appena fondato, affidando a una città contesa tra Francia e Germania un ruolo nella cooperazione postbellica. La scelta trasformò la storia di frontiera della città in parte del futuro politico europeo.
Le prime elezioni dirette del Parlamento europeo diedero alle sue sessioni di Strasburgo un nuovo peso democratico. La città divenne un luogo d’incontro abituale per rappresentanti eletti in tutto il continente, anche se il suo ruolo parlamentare sarebbe rimasto oggetto di dibattito.
L’UNESCO inserì la Grande Île di Strasburgo nella lista del Patrimonio mondiale, riconoscendo come il nucleo medievale e l’architettura di epoche successive convivano su un’isola plasmata dall’Ill. La città celebrò inoltre i duemila anni dalla fondazione romana, tradizionalmente datata al 12 a.C.
L’UNESCO estese il riconoscimento come Patrimonio mondiale alla Neustadt, costruita sotto il dominio tedesco dopo il 1871. Oggi la storia protetta di Strasburgo comprende sia l’isola medievale sia gli ampi viali imperiali progettati per trasformare la città.
Stampatore e inventore · ca. 1398–1468
Visse e lavorò a Strasburgo, ca. 1434–1444
Gutenberg trascorse circa un decennio a Strasburgo, dove i documenti lo collegano ai primi esperimenti di stampa e agli strumenti per la lucidatura. Potrebbe riconoscere le vecchie strade della città, anche se le pagine stampate che avrebbero cambiato l’Europa presero forma qui come un’opera ancora in divenire.
Riformatore protestante · 1491–1551
Visse a Strasburgo durante la Riforma
Bucer contribuì a guidare Strasburgo verso il protestantesimo e trasformò la città in un rifugio per gli esuli religiosi. Passeggiando oggi davanti alle sue chiese, potrebbe notare come le vicende contrastanti della città siano ancora visibili negli edifici stessi.
Scrittore · 1749–1832
Studiò giurisprudenza a Strasburgo, 1770–1771
Goethe arrivò a Strasburgo per studiare giurisprudenza, ma la cattedrale lo colpì ben oltre le aule universitarie: ne salì sulla torre e ammirò l’architettura gotica. Potrebbe ritrovare familiare il profilo della città, anche se ora ai suoi piedi passano i tram.
Ufficiale dell’esercito e compositore · 1760–1836
Compose a Strasburgo il canto poi noto come La Marsigliese
Nell’aprile 1792, a Rouget de Lisle è attribuita la composizione del canto inizialmente chiamato «Chant de guerre pour l’armée du Rhin», nella casa del sindaco Philippe-Frédéric de Dietrich. L’inno oggi associato alla Francia nacque come un canto scritto in questa città di confine, in un momento di urgenza politica.
Imperatore romano e comandante militare · 331–363
Sconfisse gli Alamanni nei pressi di Strasburgo nel 357
Prima di diventare imperatore, Giuliano comandò le forze romane nella battaglia di Argentoratum, sconfiggendo gli Alamanni nei pressi della città nel 357. La frontiera romana è scomparsa sotto le strade moderne, ma il Reno spiega ancora perché questo luogo fosse importante per eserciti e governanti.
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Sì, soprattutto se ti piacciono le città in cui epoche diverse convivono a breve distanza. La cattedrale gotica e i canali della Petite France sono solo una parte della storia: le monumentali strade ottocentesche della Neustadt raccontano un altro capitolo del passato di Strasburgo.
Due giorni bastano per visitare la cattedrale, la Petite France e i Ponts Couverts e passeggiare nella Neustadt. Scegli tre giorni se vuoi visitare anche musei come il Palais Rohan o il Musée de l’Œuvre Notre-Dame.
Esplora a piedi la Grande-Île, dove le principali attrazioni sono vicine, e usa i tram e gli autobus CTS per gli spostamenti più lunghi. Consulta la mappa CTS aggiornata per raggiungere la Neustadt e il Quartiere europeo.
Strasburgo è una città facile da visitare adottando le normali precauzioni. Tieni le borse chiuse nelle zone affollate e sui tram pieni e, dopo il tramonto, scegli strade ben illuminate.
Le spese dipendono soprattutto dall’alloggio, dalle date del viaggio e dai musei che scegli di visitare. Puoi trascorrere una giornata passeggiando tra i quartieri tutelati dall’UNESCO, i canali e i ponti, senza basare l’itinerario su attrazioni a pagamento.
Maggio, giugno e settembre sono mesi ideali per passeggiare in città. La tarda primavera e l’inizio dell’autunno si prestano a un itinerario che alterni architettura all’aperto e musei.
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