People's Republic of China Aggiornato Apr 2026
La prima volta che il Bund ti investe al crepuscolo, il contrasto ha qualcosa di quasi brutale: da una parte le facciate in pietra delle banche e delle case commerciali degli anni Venti, solenni e compatte come vecchi signori d’Europa; dall’altra, oltre il fiume Huangpu, le torri di vetro e acciaio di Pudong che si accendono di rosa neon e verde acido sotto un cielo scuro come inchiostro bagnato. È questa Shanghai, nella Repubblica Popolare Cinese: una città che non sceglie tra memoria e futuro, ma mette in scena entrambe, insieme, ogni sera.
Foto: Bruna Santos / Pexels
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Basta allontanarsi di dieci minuti dal lungofiume perché il fragore dell’acqua lasci spazio al ticchettio delle tessere di mahjong dietro i muri dei cortili, al sibilo dei cestelli di bambù pieni di xiaolongbao all’alba, all’odore leggermente metallico delle vecchie case shikumen, dove il bucato continua a sventolare come una fila di bandiere domestiche. Il talento di Shanghai sta proprio in questi urti continui: un palazzo Art Déco del 1927 può ospitare oggi una caffetteria nordica al piano terra, mentre sul tetto qualcuno pratica tai chi alle prime luci del mattino. Qui niente è mai una cosa sola.
È questa natura stratificata a rendere Shanghai irresistibile per chi ama leggere le città come fossero romanzi. Si può iniziare la giornata tra i bronzi e le sculture dello Shanghai Museum, per poi ritrovarsi poche ore dopo nelle strade animate del centro storico, tra profumi di cipollotto fritto, panini croccanti e vapore di cucina. Nello stesso pomeriggio si passa dall’ombra quieta degli alberi nell’ex Concessione Francese alla vertigine dei belvedere di Lujiazui, in una città che continua a riscrivere se stessa senza sosta.
Eppure, al di là delle immagini da cartolina dei grattacieli e dello skyline, la Shanghai che resta davvero impressa è spesso più raccolta e silenziosa: l’eco dei passi in un vicolo lilong al calare della sera, il profumo del granchio di stagione che esce da una piccola trattoria in autunno, la luce che filtra dalle finestre traforate del Giardino Yuyuan quasi come quattro secoli fa. Shanghai è stata porto di trattati, laboratorio rivoluzionario, capitale manifatturiera e potenza finanziaria; il suo fascino sta nell’aver conservato, di ogni epoca, i frammenti migliori.
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Seimila anni di trasformazioni sulle rive dello Huangpu
I più antichi antenati conosciuti di Shanghai costruirono case, scavarono pozzi e coltivarono riso lungo il delta paludoso. Il sito di Songze conserva i resti umani più antichi della città, insieme a ceramiche e tracce di un'agricoltura già stabile. Quello che allora era un insieme di piccoli villaggi di pescatori in una zona umida sarebbe diventato, nei millenni, uno dei più grandi centri urbani del pianeta.
Sotto la dinastia Tang, l'amministrazione imperiale ritagliò la contea di Huating dall'immenso paesaggio acquitrinoso della regione. Fu il primo riconoscimento amministrativo formale dell'area di Shanghai. Nella parlata locale sopravvivevano ancora i nomi "Shen" e "Hu", segno che la città non aveva ancora trovato una propria identità definitiva.
La corte dei Song elevò il villaggio di pescatori al rango di città mercantile. Poco dopo arrivò anche un ufficio doganale, incaricato di riscuotere i dazi sul traffico fluviale in crescita. Lungo il Huangpu, l'aria cominciò a impregnarsi dell'odore di sale, pesce e cotone.
La dinastia Yuan istituì formalmente la contea di Shanghai, l'atto amministrativo che più chiaramente segna la nascita della città. A quel punto il porto esportava tessuti di cotone in tutto l'impero. Il nome "Shanghai", letteralmente "sul mare", si impose definitivamente.
Spaventati dalle ripetute incursioni dei wokou, gli abitanti costruirono una cinta muraria in mattoni lunga 4,5 chilometri e alta 8 metri, con sei porte terrestri e tre porte d'acqua. Le mura racchiusero la vecchia città cinese per quasi 360 anni, definendone la forma fino a quando l'epoca repubblicana non ne demolì gran parte.
Il funzionario Ming Pan Yunduan iniziò a realizzare il giardino classico destinato a diventare Yuyuan. Rocce ornamentali, padiglioni e laghetti vennero disposti nell'arco di decenni per creare un rifugio da letterato nel cuore della vivace città del cotone. Ancora oggi è il frammento più visitato della Shanghai dei Ming.
Dopo la sconfitta nella Prima guerra dell'oppio, i Qing furono costretti ad aprire Shanghai come porto di trattato. Quella che fino ad allora era stata una modesta sede di contea si trovò improvvisamente sulla soglia di una trasformazione globale. Dove prima dominavano le giunche da pesca, comparvero le cannoniere straniere.
I britannici stabilirono la loro concessione lungo il Bund. Nel giro di pochi anni arrivarono anche americani e francesi, creando un mosaico di zone extraterritoriali. Queste città parallele avrebbero modellato per il secolo successivo il carattere ibrido e inconfondibile di Shanghai.
La Società delle Piccole Spade, alleata dei ribelli Taiping, conquistò la città cinese cinta da mura. Per cercare sicurezza, i profughi si riversarono nelle concessioni straniere, accelerandone la crescita. Le mura della città vecchia furono teatro di aspri combattimenti prima che le forze Qing riprendessero il controllo del distretto nel 1855.
Sul Huangpu prese forma il primo complesso industriale moderno della Cina, dove si producevano navi, armi e macchinari. L'arsenale segnò il passaggio di Shanghai da porto del cotone a potenza industriale e pose le basi per i successivi sviluppi scientifici e militari.
Il pittore Liu Haisu fondò la Scuola di Belle Arti di Shanghai, una delle prime accademie d'arte moderna della Cina. Scandalizzò la società più conservatrice introducendo modelli dal vivo e tecniche occidentali, contribuendo alla nascita di un'estetica modernista profondamente shanghainese.
Tredici delegati, tra cui un giovane Mao Zedong, si riunirono in segreto in una casa shikumen di Rue Wantz. Il Primo congresso nazionale del PCC fu costretto a concludersi su una barca nella vicina Jiaxing dopo i sospetti della polizia. La decisione presa in quell'estate umida di Shanghai avrebbe cambiato il volto del Novecento.
La polizia britannica sparò contro manifestanti cinesi davanti a una filanda giapponese, uccidendo tredici persone. Il massacro scatenò proteste e boicottaggi in tutto il Paese. Nelle concessioni straniere di Shanghai si avvertì all'improvviso tutta la forza del nazionalismo cinese.
Il più grande scrittore moderno cinese si stabilì in città nel 1927 e vi rimase fino alla morte, nel 1936. Dal suo appartamento modesto scrisse saggi taglienti, capaci di colpire tanto i nazionalisti quanto la sinistra, raccontando al tempo stesso tutte le contraddizioni della vita nel porto di trattato.
Il 12 aprile le forze di Chiang Kai-shek, affiancate dagli alleati della Banda Verde, massacrarono migliaia di operai e sindacalisti comunisti. La repressione spezzò il Primo Fronte Unito e tinse di sangue le strade di Shanghai. Da quel momento la città non sarebbe più stata la stessa.
Nata in una famiglia aristocratica in declino, la giovane Eileen Chang assorbì tutto il fascino e tutta la decadenza della città. Le contraddizioni osservate nella Shanghai degli anni Trenta avrebbero poi alimentato i suoi capolavori della letteratura cinese moderna, capaci di raccontare un mondo sospeso sull'orlo della catastrofe.
Le forze giapponesi attaccarono Shanghai in quello che si rivelò un brutale anticipo della guerra totale. La 19ª Armata di Rotta resistette con accanimento per oltre un mese. Interi quartieri civili furono ridotti in macerie, preannunciando l'orrore ancora più grande che sarebbe arrivato nel 1937.
Per tre mesi terribili, forze cinesi e giapponesi combatterono strada per strada tra la città e la sua periferia. Morirono oltre 250.000 soldati cinesi. L'eroica difesa del magazzino Sihang da parte di 420 uomini divenne una leggenda nazionale mentre Shanghai bruciava tutt'intorno.
Mentre l'Europa chiudeva le proprie porte, circa 18.000-20.000 rifugiati ebrei trovarono riparo nella Shanghai occupata dai giapponesi. La città divenne uno dei pochissimi luoghi al mondo ad accoglierli senza visto. Nel distretto di Hongkou ricostruirono frammenti di vita europea in mezzo al caos della guerra.
L'Esercito Popolare di Liberazione entrò in città il 27 maggio, al termine di una campagna condotta con attenzione per preservare il centro urbano. Le ultime cannoniere straniere scivolarono lungo il Huangpu. Si aprì così un nuovo capitolo, mentre l'epoca del porto di trattato giungeva definitivamente al termine.
La decisione di Deng Xiaoping di sviluppare i terreni fangosi sull'altra riva del Huangpu cambiò il destino di Shanghai. Nel giro di un decennio, le risaie lasciarono il posto a una foresta di grattacieli. La Oriental Pearl Tower sarebbe presto diventata il simbolo di questa nuova ambizione.
Con i suoi 468 metri, la Oriental Pearl divenne la struttura più alta dell'Asia. Le sue sfere scintillanti e la silhouette al neon ridefinirono all'istante il profilo di Shanghai. Il contrasto con il Bund coloniale sull'altra sponda del fiume era esattamente l'immagine che la nuova Shanghai voleva mostrare al mondo.
La città ospitò l'Esposizione Universale più grande e più visitata della storia, con 73 milioni di ingressi. Il tema "Better City, Better Life" rispecchiava il percorso di Shanghai da porto di trattato a metropoli globale. I grandi padiglioni su entrambe le rive del Huangpu celebrarono il ritorno della Cina al centro della scena mondiale.
Con 632 metri d'altezza e 127 piani, la Shanghai Tower divenne l'edificio più alto della Cina. La sua forma avvitata e le tecnologie verdi dichiaravano con forza che la città non stava più semplicemente rincorrendo l'Occidente, ma contribuiva a definire un nuovo futuro urbano asiatico.
Scrittrice · 1920–1995
Nata e cresciuta a Shanghai
Eileen Chang ha trasformato la Shanghai degli anni Trenta e Quaranta in un mito letterario. Qui scrisse opere come Amore in una città caduta e Lussuria. Camminando oggi nell'antica Concessione Francese, si ritrova ancora quella tensione elegante e inquieta che lei ha raccontato con tanta precisione.
Scrittore · 1881–1936
Visse a Shanghai dal 1927 fino alla morte
Lu Xun si trasferì a Shanghai nel 1927 e divenne una delle voci più affilate della letteratura cinese moderna. Nella città delle concessioni straniere scrisse i suoi testi più corrosivi. La sua ex residenza, a Hongkou, resta ancora oggi un luogo raccolto in mezzo allo sviluppo urbano circostante.
Cestista · nato nel 1980
Nato e cresciuto a Shanghai
Yao Ming ha iniziato a giocare a basket nel distretto di Xuhui e si è fatto conoscere con gli Shanghai Sharks prima di diventare una star dell'NBA. In città il suo nome suscita ancora un orgoglio molto sincero: per molti resta il gigante gentile che ha portato il basket cinese sulla scena mondiale.
Architetto · 1893–1958
Visse e lavorò a Shanghai dal 1918 agli anni Quaranta
L'architetto ungherese László Hudec firmò alcuni degli edifici più riconoscibili della Shanghai prebellica, tra cui il Park Hotel e il Grand Theatre. Il suo modo di fondere Art Déco e sensibilità locale ha lasciato un segno profondo sul profilo urbano. Basta camminare su Nanjing Road per trovarsi immersi nella sua eredità.
Dove i locali prenotano davvero per cena — non i menù da turisti.
Piccole cose che cambiano il modo in cui la città ti tratta.
La città, com'è davvero.
Sì, Shanghai merita assolutamente il viaggio. In poche centinaia di metri offre uno dei contrasti più spettacolari dell'Asia: gli edifici coloniali del Bund davanti alle torri futuristiche di Pudong. In più ha musei di livello, ravioli memorabili e quartieri storici da girare a piedi che molti visitatori sottovalutano.
Per la maggior parte dei viaggiatori bastano bene da tre a cinque giorni. In tre giornate piene si riescono a vedere il Bund, il Giardino Yuyuan, Lujiazui, almeno un museo e una passeggiata gastronomica nell'ex Concessione Francese. Con cinque giorni si può aggiungere una gita in una water town o esplorare con più calma i caffè e le strade di Xuhui.
La linea 2 della metropolitana collega l'aeroporto di Pudong a People's Square in circa un'ora per 7 CNY. Il Maglev arriva a Longyang Road in otto minuti per 50 CNY, poi si prosegue in metro. Un taxi costa intorno a 180 CNY e impiega circa 50 minuti.
Shanghai è considerata una delle grandi città più sicure al mondo per i turisti. Le arterie principali restano tranquille anche la sera, i reati violenti sono rari e i rischi più comuni sono i borseggi nelle aree molto affollate o qualche truffa nelle zone di nightlife.
I periodi migliori sono la primavera, tra aprile e maggio, e l'autunno, tra ottobre e novembre. Entrambe le stagioni evitano le piogge di giugno, l'afa pesante di luglio e agosto e il rischio di tifoni di fine estate.
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