Epoca indigena
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c. 4000 BCE
The Forks diventa un centro di scambi
L’archeologia mostra che da 6,000 anni le persone si riuniscono dove confluiscono il Red River e l’Assiniboine River. Arrivano in canoa di corteccia di betulla per scambiare rame del Lago Superiore, conchiglie del Golfo del Messico e storie che più tardi verranno scolpite nella pietra. Il luogo d’incontro profuma di storione affumicato e sweetgrass.
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1285 CE
Grande vertice di pace
Nove Prime Nazioni inviano 4,000 rappresentanti a The Forks, uno dei più grandi raduni diplomatici del Nord America precontatto. Negoziarono un trattato che copriva gran parte di ciò che i canadesi oggi chiamano Praterie. L’accordo fu registrato su mappe in corteccia di betulla che i commercianti avrebbero consultato ancora quattro secoli dopo.
Frontiera del commercio di pellicce
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1738
Nasce Fort Rouge
L’ufficiale francese Pierre Gaultier de Varennes costruisce una palizzata di legno a The Forks per la North West Company. L’avamposto resiste appena due inverni: le piene primaverili marciscono la palizzata, ma segna la prima impronta europea su ciò che diventerà Winnipeg. Le donne del posto insegnano ai francesi a preparare il pemmican che tiene in vita i commercianti nelle notti da -40°.
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1812
Arrivano i coloni di Selkirk
Gli scozzesi delle Highlands scendono dalle York boats su una riva ghiacciata, con la promessa di una terra garantita dal possedimento di 116,000-square-mile di Lord Selkirk. Costruiscono capanne di tronchi a Point Douglas mentre i cacciatori di bisonti Métis condividono carne essiccata per evitare la fame. Entro quattro anni l’insediamento esploderà in sparatorie per l’esportazione del pemmican.
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1816
Battaglia di Seven Oaks
19 giugno: i Métis guidati da Cuthbert Grant affrontano i coloni della Hudson's Bay Company. Un’ora dopo, 21 coloni e un ragazzo métis giacciono morti nell’erba della prateria. Lo scontro consolida l’identità métis e convince la Gran Bretagna che le compagnie delle pellicce devono fondersi. Potete ancora percorrere il campo esatto, oggi una tranquilla strada residenziale che porta il nome della battaglia.
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1844
Nasce Louis Riel
A St. Boniface viene al mondo un ragazzo che crescerà parlando francese, ojibwe e latino cattolico. A 25 anni bloccherà l’espansione verso ovest del Canada, creerà il Manitoba e pagherà con la vita. La sua casa d’infanzia esiste ancora; gli abitanti del posto lasciano tabacco sulla soglia nell’anniversario della sua esecuzione.
Boom ferroviario
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1870
Il Manitoba entra nel Canada
Ottawa crea la provincia francobollo, grande 1/18 dell’attuale, per placare il governo provvisorio métis. Louis Riel fugge prima che le truppe del colonnello Wolseley raggiungano Fort Garry; inizia un decennio di rappresaglie contro le famiglie métis. Winnipeg diventa capitale quasi per caso: è l’unica città con una prigione in pietra e due chiese.
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1878
Arrivano i binari d’acciaio
La prima locomotiva arriva sbuffando da St. Paul, Minnesota, trainando carri pieni di legname di pino e speculazione americana. Entro sette anni Winnipeg gestirà il 25 percent del commercio cerealicolo del Canada. I valori immobiliari su Main Street quadruplicano da un giorno all’altro; i saloon restano aperti finché l’ultimo treno non parte alle 3 del mattino.
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1885
Riel viene impiccato
16 novembre: il leader métis Louis Riel viene impiccato a Regina, condannato per tradimento durante la North-West Resistance. I giornali di Winnipeg stampano edizioni speciali; la folla brucia la sua effigie fuori dal Clarendon Hotel. Il suo corpo torna in treno a St. Boniface, dove 2,000 persone sfilano davanti alla bara aperta alla luce delle candele.
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1919
Lo sciopero generale paralizza la città
30,000 lavoratori incrociano le braccia il 15 maggio: conducenti di tram, centraliniste, perfino la banda cittadina. Per sei settimane il cuore di Winnipeg smette di battere; i tram arrugginiscono sui binari, i giornali tacciono. Nel Bloody Saturday la polizia a cavallo carica gli scioperanti, uccidendone due. L’evento dà vita al movimento sindacale canadese e al partito Co-operative Commonwealth Federation.
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1920
Si alza il Parlamento
Dopo quindici anni di ritardi nei lavori, il Manitoba si trasferisce finalmente nel suo palazzo neoclassico. L’architetto Frank Worthington Simon nasconde geroglifici e simboli massonici nel marmo: i tour a caccia di tesori li svelano ancora oggi. La statua del Golden Boy, con il covone di grano sollevato verso il cielo, diventa il punto cardinale della città visibile da dieci chilometri di distanza.
Epoca moderna
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1945
La prima chitarra di Neil Young
Alla Kelvin High School un ragazzino timido, colpito dalla poliomielite, impara tre accordi su un ukulele di plastica. Entro il 1966 scriverà “Sugar Mountain” sulla fabbrica abbandonata di barbabietole da zucchero della città. I silos e il vento invernale di Winnipeg riappaiono nei suoi testi decenni più tardi: ascoltate il fischio della CPR in “Helpless”.
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1950
L’alluvione del Red River
L’acqua copre 1,100 square kilometers; 100,000 residenti fuggono mentre il fiume sale di otto metri oltre il livello normale. I mezzi anfibi dell’esercito pattugliano Portage Avenue. Il disastro porta alla costruzione del Red River Floodway di 48-kilometre, soprannominato “Duff’s Ditch”, che salverà la città più volte, in modo decisivo nel 1997.
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1972
Amalgamazione di Unicity
Tredici municipalità, Saint Boniface, Transcona, Fort Garry e altre, si fondono in un’unica megacittà. Da un giorno all’altro Winnipeg passa da 265,000 a 560,000 abitanti. Cambiano i nomi delle strade, si sciolgono i consigli scolastici e la francofona Saint-Boniface lotta per mantenere bilingue il suo ospedale. La fusione pesa ancora oggi sui dibattiti su buche stradali e sgombero della neve.
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2014
Apre il Museo dei diritti umani
La montagna di vetro di Antoine Predock si alza per 100 metres a The Forks, con ali di pietra calcarea che artigliano il cielo delle praterie. All’interno, i visitatori salgono lungo rampe di alabastro luminose accanto a mostre sulle residential schools e sull’Olocausto. Lo si ami o lo si odi, l’edificio costringe Winnipeg a guardare la propria storia, proprio su una terra dove i popoli indigeni commerciavano da millenni.
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2021
La popolazione supera i 750,000
Il censimento conta 749,607 anime entro la Perimeter Highway, più di Calgary nel 1971. Nuovi arrivati da Filippine, Nigeria e Ucraina ridisegnano gli strip mall, dove le salumerie ucraine condividono i piazzali con Jollibee. L’inverno scende ancora a -30°C, ma la colonna sonora della città ora include campane in tagalog e afrobeats sulle radio universitarie.