Periodo preistorico
science
c. 100,000 BCE
I cacciatori dell’età della pietra si accampano qui
Gli archeologi trovano i primi strati di occupazione umana in quella che diventerà la parte sud-orientale del Botswana. Strumenti di quarzo punteggiano le creste; ossa di megafauna estinta giacciono sotto la terra rossa. Questi cacciatori-raccoglitori non lasciano nomi, solo il primo capitolo di una storia lunghissima.
Periodo precoloniale
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c. 1780
I Bakwena si stabiliscono nella valle del Notwane
Le tradizioni orali collocano il popolo Bakwena in movimento verso sud lungo il fiume Notwane, dove fonda posti di allevamento nel luogo in cui oggi sorge Gaborone. Chiamano la dorsale Kgale, «il luogo che mette alla prova il respiro». L’erba dolce della valle e le pozze permanenti la rendono perfetta per le mandrie.
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c. 1825
Nasce il capo Gaborone
Kgosi Gaborone viene al mondo in un anno che nessuno annota. Crescerà fino a guidare il popolo Tlôkwa e a dare il suo nome, leggermente storpiato dagli impiegati coloniali, a una futura capitale. Quel neonato non può sapere che 140 anni dopo sorgerà una città dove un tempo pascolava il suo bestiame.
Periodo coloniale
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1895
Tre capi salpano per Londra
Khama III, Sebele I e Bathoen I salgono a bordo della RMS Avondale Castle diretti a Londra con un solo obiettivo: tenere fuori Cecil Rhodes. Entrano nel Colonial Office con addosso odore di polvere, bestiame e determinazione. La loro petizione vincente garantisce al Bechuanaland lo status di protettorato britannico e non di colonia aziendale.
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1902
Sorge il tribunale del magistrato
Il mattone rosso vittoriano arriva nella boscaglia. Il nuovo tribunale del magistrato, con tetto di lamiera ondulata e veranda per il tè del pomeriggio, diventa il cuore amministrativo del distretto meridionale del protettorato. La gente del posto lo chiama «la casa delle carte» per quanti fogli gli uomini bianchi maneggiano al suo interno.
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1921
Nasce Seretse Khama a Serowe
Il futuro primo presidente prende il suo primo respiro 250 chilometri a nord-est del luogo in cui sorgerà Gaborone. Il suo sangue reale e gli studi a Oxford si riveleranno la combinazione perfetta per guidare il Botswana verso l’indipendenza. Il pianto del neonato riecheggia verso un destino che non può immaginare.
Era dell’indipendenza
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1964
La capitale nasce dal nulla
I topografi piantano i primi picchetti nella boscaglia spinosa. Gaberones, chiamata così in onore del capo il cui popolo pascolava qui, diventa la capitale pianificata perché vicina alla ferrovia sudafricana ma saldamente dentro il confine del Botswana. Gli architetti lavorano su disegni distesi sui cofani delle Land Rover.
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1966
Indipendenza a mezzanotte
Alle 12:01 AM del 30 settembre la Union Jack viene ammainata e la nuova bandiera blu-nera-bianca sale sopra il piccolo edificio del Parlamento. Seretse Khama diventa presidente del ventesimo paese più povero del mondo. Nella nuova capitale i lampioni si accendono per la prima volta mentre saltano i tappi di champagne.
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1968
Il National Museum apre le porte
Un blocco di cemento a un solo piano su Independence Avenue espone 100,000 reperti in teche di vetro che profumano ancora di stucco fresco. La prima mostra accosta utensili dell’età del ferro e cesteria moderna, per dire che la cultura qui ha radici profonde. Gli scolari passano in fila davanti a vite dei nonni ormai etichettate come «storia».
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1975
Al museo si aggiunge una galleria d’arte
Dal corpo del 1968 spuntano ali di cemento che creano il primo spazio artistico del Botswana costruito apposta per questo scopo. La mostra inaugurale espone tele di esuli neri sudafricani accanto a riproduzioni di pitture rupestri San. È un gesto silenzioso di diplomazia culturale: bellezza come resistenza all’ombra dell’apartheid appena oltre il confine.
Era moderna
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1981
Nasce la poetessa TJ Dema
Tjawangwa Dema nasce al Princess Marina Hospital di Gaborone, piangendo in setswana che un giorno prenderà forma in versi inglesi. Crescerà fino a portare la sua poesia dai kgotla rurali ai palchi di Londra, con la voce del Botswana nel bagaglio a mano del ritmo.
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1985
Attivista dell’ANC assassinato
Agenti sudafricani fanno esplodere un’autobomba fuori dall’appartamento di Vernon Nkadimeng a Gaborone, uccidendolo sul colpo. L’esplosione manda in frantumi le finestre della vicina ambasciata cubana e ricorda a tutti che la neutralità del Botswana esiste sotto la minaccia delle armi. I fedeli riempiono la cattedrale anglicana dove la sua bara riposa avvolta nei colori dell’ANC.
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1994
Apre la Mokolodi Wildlife Reserve
I rinoceronti bianchi tornano sulla dorsale a sud della città, trasportati in aereo cargo e liberati in 3,000 ettari di bushveld recuperato. Gli scolari guardano attraverso la rete mentre animali che i loro nonni cacciavano tornano a pascolare sotto protezione. La città impara a condividere il proprio cortile con creature più grandi dei taxi.
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1999
Mpule Kwelagobe viene incoronata Miss Universo
La diciannovenne del quartiere Block 8 di Gaborone diventa la prima Miss Universo nera africana. Nel discorso di vittoria parla di prevenzione dell’HIV/AIDS davanti a un pubblico televisivo mondiale. A casa il traffico si ferma mentre i vicini ballano per strada, prova che questa capitale quieta sa produrre persone capaci di battere il mondo.
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2005
Inaugurato il Three Chiefs Monument
Statue di bronzo alte cinque metri della delegazione del 1895 a Londra si alzano sopra il CBD, fuse da artigiani nordcoreani partendo da una vecchia fotografia. Il monumento costa 15 milioni di pula e scatena un acceso dibattito: memoriale eroico o propaganda costosa? I turisti posano tra le mani protese dei capi mentre gli impiegati passano oltre in fretta.
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2016
Gaborone ospita gli African Youth Games
Atleti di 54 nazioni sfilano nel nuovo stadio da 25,000 posti mentre ballerini in pelli animali si esibiscono sotto schermi LED. La città costruisce la sua prima linea metro, in realtà una corsia per autobus rapidi, per muovere le folle lungo il vecchio tracciato ferroviario. Per due settimane Gaborone sembra il centro di un continente, non l’angolo tranquillo dell’Africa.
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2020
Il COVID-19 svuota le strade
La città, di solito così mite, entra in un lockdown severo. Main Mall diventa un mercato fantasma dove solo i negozi essenziali vendono farina di mais attraverso grate metalliche. Il governo trasforma il parcheggio del Sir Seretse Khama International Airport in un centro drive-through per i test, dimostrando ancora una volta che questa capitale si adatta in fretta quando la sopravvivenza lo impone.